La tecnica della respirazione intensa non solo può condurre a profondi insight, ma è in primo luogo efficace per la soluzione di disturbi come l’ansia e la depressione.

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 Lo stress e la corazza psicosomatica

Lo stress è un problema di grande rilievo per l’uomo moderno che vive lontano dall’armonia dei ritmi naturali. Lo stress è una delle prime cause di tensione che inibisce la mobilità toracica e il diaframma, muscolo preposto al respiro. Il corpo reagisce a stimoli spiacevoli irrigidendosi e ripetute sensazioni sgradevoli inducono una tensione che col tempo può assumere caratteristiche di cronicità e innescare disturbi di diverso tipo. Questo meccanismo inoltre tende ad auto-rinforzarsi: “sto male perché sono teso e sono teso perché sto male”. Non ce ne rendiamo conto ma quando siamo irrequieti respiriamo meno profondamente e, di conseguenza, il ph del sangue è più acido per eccesso di anidride carbonica e abbiamo meno energia e vitalità. Allo stesso modo una respirazione irregolare, che alterna ipoventilazione e iperventilazione, produce sbalzi di umore e instabilità.

L’ansia è un disturbo sempre più diffuso tra coloro che sono vittime dello stress e lo stesso vale per molte forme di depressione che spesso accompagnano l’ansia. Recentissimi studi scientifici hanno confermato i gravi danni prodotti dallo stress tra i quali la vasocostrizione e i conseguenti disturbi cardiovascolari, la diminuzione delle difese immunitarie, ecc. Secondo questi studi, però, i soggetti che sanno affrontare coraggiosamente le situazioni stressanti sono immuni da danni e anzi possono persino trarne dei benefici… (Vedi articolo: “Lo stress che fa bene”).

Il respiro è il legame più diretto con l’energia vitale

Un respiro irregolare e incompleto condiziona l’equilibrio neurofisiologico e, nello stesso tempo, i conflitti interiori influenzano la respirazione. Inconsapevolmente si trattiene il respiro per controllare le emozioni, ma così facendo cadiamo nell’apatia e siamo interiormente sconnessi. Se non si affrontano, vivendole direttamente, le tensioni rimosse con il tempo il disturbo invece di svanire si rinforza, perché quando si respira poco ci si sente scarichi e vulnerabili, ma quando si cerca di respirare più intensamente, insorgono l’ansia e la paura di perdere il controllo con sensazioni di alterazione che non comprendiamo che nelle forme più acute diventano veri e propri attacchi di panico. Questo è spesso alla base dell’alternarsi di stati d’ansietà e di depressione in soggetti altresì sani, che non hanno problemi tali da giustificare questo malessere esistenziale. A volte è sufficiente un eccessivo autocontrollo emotivo per inibire la respirazione, aprendo la strada a disturbi di varia natura. Tra i disturbi fisici sono comuni: senso d’oppressione toracica, di mancanza d’aria, dolori di schiena o cervicali, nodo alla gola, pesantezza, abbassamento della libido, ecc. Tra i disturbi dell’umore i più comuni: disturbi del sonno e della concentrazione, insicurezza, paure ingiustificate, pensieri circolari, ecc. Abituati a respirare poco, tenderemo a evitare una respirazione normale per inconscio timore di far riemergere le emozioni represse.

Per liberarcene è fondamentale affrontare esperienzialmente con il respiro queste emozioni nel contesto protetto della seduta. La catarsi, che a volte si manifesta in un pianto di pochi minuti, si rivela generalmente molto più efficace di lunghe terapie verbali o farmacologiche, e conduce a un profondo senso di benessere e di rilassamento che permette di osservare i problemi del vivere quotidiano dalla giusta prospettiva. Come ho detto, analizzare i motivi psicologici di questi malesseri non serve, perché finché si respira male si vive male, mentre quando si è liberata la respirazione e con essa le tensioni, i problemi psicologici si dissolvono in una mente serena che ci permette di reagire con spontanea creatività alle situazioni.

La respirazione ci mette in contatto con l’energia e con la psiche profonda, dalle quali scaturiscono le risorse della guarigione e del benessere. Senza bisogno di tranquillanti con un metodo naturale e privo di controindicazioni si può ritrovare il funzionamento armonico di psiche e soma e manifestare le potenzialità dell’intelligenza intuitiva.

In sintesi

1)         Lo stress può causare irrigidimento e squilibri della respirazione

2)         Una cattiva respirazione predispone a molti disturbi

3)        Poche sessioni di respirazione modificano radicalmente il rapporto con lo stress e permettono di scaricare le tensioni

4)        La respirazione intensa, opportunamente applicata, è priva di controindicazioni ed è il modo più diretto per risolvere rapidamente            i problemi associati allo stress.

Filippo Falzoni Gallerani

 

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