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Introduzione

Il vero terapeuta non impone il proprio sapere, ma si fa umile testimone: crea lo spazio e fornisce gli strumenti affinché ogni individuo possa risvegliare il proprio potenziale di autoguarigione e ricontattare la propria Essenza.

GUIDA O TERAPEUTA?

Dopo tanti anni, trovo sempre entusiasmante il mio lavoro di psicologo Transpersonale e di Rebirther. Vedere ogni giorno gli incredibili risultati e i meccanismi di autoguarigione che la respirazione può produrre è una soddisfazione incomparabile. L’intensità e la profondità delle esperienze rendono ogni giornata appassionante. La pratica, seppure molto semplice, ha basi scientifiche, filosofiche e spirituali profonde che è molto difficile riassumere in poche parole.

Ho sempre avuto la passione di condividere ciò che trovo illuminante, e un moto spontaneo mi spinge a trasmettere ciò che ho compreso. Ho scritto molte pagine e numerosi libri, ma mi rendo conto che, nell’era informatica, è necessaria la sintesi, ed è questo che ora cerco di fare.

I grandi Maestri hanno già parlato e le verità essenziali sono già state dette, scritte e tradotte in ogni lingua.
Trovo che sia molto triste vedere molti che cercano di imitare i veri maestri. È facile ripetere le parole dei Maestri del passato e, con questo, far credere di essere “più spirituali” di chi non le conosce, ma questo è già cadere in un inganno mentale.

Lo Spirito non è nelle parole,  o nella cultura, ma nella vera umanità e autenticità dell’essere. È venuto il tempo di vivere gli insegnamenti con umiltà e sincerità, e di incarnare la verità spontanea del cuore invece di sostenere delle idee, per “spirituali” che possano essere.
Per vivere in verità dobbiamo lasciare la prospettiva egocentrica e rifiutare il falso ego, anche se per la maggioranza qualche forma di narcisismo sembra essere la norma
Appena ci identifichiamo con le fluttuazioni mentali autoreferenziali, perdiamo il contatto con il vero “Essere”, con la “presenza non divisa, qui e ora”.

Chi si crede un Maestro, inevitabilmente, crea proiezioni e dipendenze e, a questo punto, anche le parole di saggezza possono essere dannose se conoscerle fa sentire superiori a chi le ignora.
Persino i concetti spirituali possono diventare una prigione mentale che allon
tana dallo Spirito, dilata l’ego e complica la vita. Ciò che libera non nasce da motivazioni egocentriche, bensì da una diversa percezione del rapporto con il mondo, oltre la mente divisiva che è all’origine di ogni conflitto.
Per questo si dice: “Il metodo giusto in mano all’uomo sbagliato funziona nel modo sbagliato”. Chi è a contatto con il “sé” è semplice e
autentico, è sé stesso senza pretese di essere ciò che non è; non si sente “qualcuno” e, tantomeno, cerca di diventarlo.

Chi vede la realtà oggettivamente fluisce con il divenire senza bisogno di un’immagine di sé, e trova spontaneo ciò che lo guida alla realizzazione. Ha successo perché non lo cerca. Il terapeuta (dal greco therapeutes, ovvero colui che assiste alla guarigione) non agisce, ma si limita a suggerire un metodo e a creare un contesto adatto per risvegliare il potenziale di autoguarigione di ognuno. È colui che aiuta l’individuo a trovare in sé stesso il Maestro, l’energia, l’entusiasmo e le risposte , e a non avere quindi più bisogno d’aiuto.

Diventare padroni del software del cervello significa riconoscere chi è il padrone di casa, e quindi usare il pensiero per quel che serve senza diventarne schiavi.
Solo andando oltre l’identificazione con il personaggio immaginario dell’ego si attinge alla vita, ci si risveglia alla realtà e si realizza il progetto esistenziale per il quale siamo nati.

Filippo Falzoni Gallerani, Milano, Giugno 2015

FILIPPO FALZONI GALLERANI