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Ho avuto occasione di incontrare il 22 aprile il Prof. Federico Faggin e prima della sua conferenza intitolata “La Coscienza nell’era dell’intelligenza artificiale” ho scambiato due parole con lui sui punti in comune delle ricerche sulla coscienza che condividiamo. Gli ho consegnato due miei libri in attesa di una prossima occasione per approfondire l’argomento.
L’incontro con un pioniere della scienza
Faggin è oggi considerato lo scienziato italiano più importante dopo Enrico Fermi, inventore del sistema operativo dei computer, dell’uso del silicio per sostituire i transistor, del touch screen e di tanto altro. I suoi studi sull’intelligenza artificiale l’hanno condotto a riconoscere che la Coscienza trascende la realtà materiale e non può essere ridotta alle funzioni meccaniche di un computer e neppure alle attività bioelettriche dei neuroni e ai relativi algoritmi su cui si basa lo scientismo imperante che considera reale solo ciò che può essere misurato.
Grazie al suo genio, ricerche in un ambito ineffabile come l’intima natura dell’uomo, hanno ora basi scientifiche nell’ottica della fisica quantistica. Questa è un’ennesima conferma della validità del mio percorso con le filosofie orientali, con le pratiche meditative e soprattutto con la respirazione. Faggin stesso per una decina d’anni ha praticato la Respirazione Olotropica che ha molti punti in comune con il mio metodo.
Tra le altre cose, ciò che considero essenziale del suo pensiero, sono questi punti: non siamo macchine, ciò che ci anima trascende lo spazio tempo, il mondo che appare ai nostri sensi è una realtà illusoria rispetto alla natura profonda dell’Essere, e invero siamo un’anima immortale, una Seity come lui la chiama.
Oltre la materia: il concetto di “Seity” e i “qualia”
Il concetto di “Seity” è la chiave di volta del pensiero scientifico e filosofico di Federico Faggin, poiché rappresenta l’essenza stessa di ciò che l’essere umano è oltre il piano puramente biologico e materiale. La “Seity” è l’essenza quantistica fondamentale di un individuo; un’Unità di Coscienza immortale, dotata di libero arbitrio e consapevolezza, emanata direttamente dall’Uno (il Tutto).
Dice Faggin: “Noi non siamo il nostro corpo. Noi siamo una Seity che si incarna temporaneamente nella materia. Il corpo fisico e il cervello funzionano come una sorta di “simulatore” (o un drone biologico) che la Seity utilizza per fare esperienza nel mondo dello spazio e del tempo, al fine di conoscere se stessa dall’interno”.
Per Faggin, la coscienza è una proprietà fondamentale e irriducibile dell’universo, un “campo” di esperienza soggettiva che nessuna macchina, per quanto complessa, potrà mai replicare poiché priva di “qualia” – ovvero della capacità di “sentire” e dare significato profondo all’esistenza. La realtà è olistica e ogni singola entità e ogni fenomeno sono profondamente connessi tra loro e parte di un’Unità che per sua natura è spinta a conoscere se stessa attraverso le sue parti.
In un suo libro ha descritto l’esperienza spirituale che l’ha convinto che quel sentire non poteva essere ridotto alle funzioni del cervello dal momento che nessuna macchina o corpo materiale può produrre un’ineffabile esperienza di amore e di unione con il Tutto.
La Coscienza oltre il cervello: le esperienze di vicinanza con la morte
A dimostrazione che la coscienza non è prodotto del cervello tra l’altro, ha ricordato che negli ultimi decenni sono stati studiati centinaia di migliaia di casi di individui che sottoposti a rianimazione, rimasti a volte un’ora con il cuore fermo e l’elettroencefalogramma piatto, al loro ritorno raccontavano che dapprima avevano percepito tutto quello che era capitato nella sala operatoria, e potevano persino raccontare non solo i particolari di quanto era accaduto, ma anche i pensieri passati per la mente dei medici. In un secondo tempo, erano andati oltre alla dimensione contingente per giungere, spesso percorrendo un tunnel di luce, a un altro piano di realtà. Qui potevano essere festeggiati dai familiari defunti per poi sperimentare stati di beatitudine ineffabile che non avrebbero mai desiderato lasciare, tanto che quando venivano richiamati indietro dal successo della rianimazione erano dispiaciuti di abbandonare quello spazio di beatitudine e pienezza.
Il suo pensiero collima perfettamente con le Upanishad e a tutta la tradizione non-dualista che da anni cito nei miei articoli.
La mia esperienza ai confini della vita
L’incontro con Faggin mi ha ispirato a scrivere sul mio percorso interiore. Ecco in breve alcune delle tappe fondamentali.
La mia più profonda esperienza spirituale della gioventù, che sotto molti aspetti è simile a quella descritta da Faggin, è stata l’esperienza avuta in ospedale dopo l’incidente motociclistico che ho avuto quando avevo 20 anni. Non sono stato in coma né con encefalogramma piatto, ma la mia esperienza è molto simile a quanto descritto nelle NDE (esperienze di vicinanza con la morte).
Nel libro “Rebirthing Transpersonale” edito da Rusconi, ho in parte citato questa esperienza che vado a riassumere e chiarire. La potrei dividere in tre fasi.
In una prima fase ricordo che sottoposto senza anestesia (data la gravità dello stato generale) a dolorose operazioni potevo osservare la scena del mio corpo sofferente e piagnucolante, dall’esterno, con grande serenità e distacco, quasi fossi uno specchio limpido che rifletteva la stanza d’ospedale e quel corpo.
Una seconda fase era come sentissi una voce, chiara e rassicurante, che mi spiegava i misteri dell’esistenza, i segreti del senso della vita e della natura della realtà, in modo tanto semplice da farmeli apparire addirittura scontati. Invero non posso dire che fosse proprio una voce riconoscibile attraverso l’ascolto di parole. È come se i concetti che ricevevo emergessero spontanei come l’immediato contenuto della consapevolezza che era in me. Il messaggio mi giungeva senza passare attraverso i filtri della mente condizionata tanto che mi pareva di ascoltare il normale svolgersi del dialogo interno.
Nel libro “Rebirthing Transpersonale” scrivevo: “Ma quando poco dopo (in realtà non ho che una vaga idea di quanto durassero questi momenti di luce) rientravo nella coscienza ordinaria e percepivo il mio corpo dolorante, scoprivo con stupore che quelle frasi tanto profonde e lucide che avevo percepito quasi come ovvie erano del tutto inesprimibili attraverso i miei convenzionali canali di pensiero. Un istante prima mi sembrava di essere in grado di spiegare a chiunque la natura illusoria della realtà, proiezione psichica simile al sogno, sulla quale plasmiamo il nostro vivere, il senso della morte e della vita, e provavo una sensazione di estremo appagamento e di beatitudine; dopo un tempo indefinibile tutto tornava confuso e non c’erano parole per esprimere quello che fino a quel momento era stato cristallino e lampante. Tornavo a percepirmi in un corpo dolente. Mi resi conto che « la voce » che internamente mi aveva spiegato ogni cosa non era il mio pensiero ordinario e che avevo sperimentato e riconosciuto la presenza di una coscienza superiore o più profonda in me. Avevo capito però che quella presenza era meravigliosa, anche se l’uomo non se ne rende conto, e mi ripromisi che, se mi fosse stato dato di evitare la morte e riacquistare la salute, non mi sarei mai più lamentato dei piccoli contrattempi di ogni giorno. Pensavo anzi che non avrei mai più potuto lamentarmi di nulla”.
L’integrazione attraverso il Rebirthing Transpersonale
La terza fase che ricordo ancora benissimo, ma che ho saputo esprimere in parole solo dopo averla integrata e rivissuta attraverso il Rebirthing Transpersonale, è stata la fase culminante in cui improvvisamente l’io si dissolveva e percepivo che il mio corpo, la stanza e l’ospedale stesso erano contenuti in me. Ero lo spazio della coscienza che contiene ogni cosa. Gli ascensori scorrevano dentro di me ed era come se sentissi ciò che accadeva in ogni stanza dell’ospedale. Sconfinavo alla mia destra sino sull’Oceano Pacifico e a sinistra oltre al deserto sino alle montagne (ero a Fresno in California). Improvvisamente ero unito al Tutto, il mondo era dentro di me, il passato e il futuro svanivano in un eterno presente.
La mia vita fu profondamente trasformata da quest’esperienza, che diede un enorme impulso alla mia ricerca interiore. Fu attraverso lo studio della filosofia orientale e la pratica della respirazione (il Rebirthing Transpersonale) che riuscii in seguito a integrare e comprendere appieno ciò che avevo vissuto tra la vita e la morte.
Nei testi fondamentali della tradizione indiana, e in particolare nella “Ribhu Gita” (la Gita di Shiva), ho trovato conferme straordinarie: le mie esperienze spontanee collimavano completamente con le descrizioni del non-dualismo dell’Advaita Vedanta, che è la parte filosofica più profonda dei Veda.
Fisica Quantistica e Advaita Vedanta
In anni molto recenti le parole di Federico Faggin coronano con un approccio scientifico coerente i passi del mio processo di risveglio. Le antiche Upanishad collimano con il suo pensiero come è evidente dalle seguenti affermazioni degli antichi Rishi:
Alcuni estratti dalla Ribhu Gita
“Tutto questo è solo Coscienza. Tutto è pieno di Coscienza”.(Cap. 1)
“Non c’è nulla di cui si possa parlare come non-Sé.” (Cap. 1)
“Io stesso sono Coscienza senza mutamenti. Io sono ovunque.” (Cap. 1)
“Sono solo una massa di pura Coscienza. Sono la sola esistente Essenza indivisa.” (Cap. 1)
“Solo la Coscienza è l’universo con la forma. Solo la Coscienza è lo Stato Supremo.” (Cap. 13)
Alcuni passi di Federico Faggin:
“La coscienza non emerge dalla materia, è la materia che emerge dalla coscienza.”
“La coscienza è la sostanza di cui è fatto tutto ciò che esiste.”
“L’universo è un organismo vivente e cosciente di cui noi siamo cellule integrali.”
“Noi siamo l’Uno che osserva se stesso attraverso la molteplicità.”
“La separazione tra ‘io’ e ‘mondo’ è un’illusione cognitiva; la realtà è un’unità fondamentale.”
“La natura ultima della realtà non è fatta di bit, ma di esperienze coscienti (qualia).”
Faggin utilizza il termine “qualia” (le sensazioni pure, come il rosso di una rosa o il sapore del vino) per descrivere ciò che la Ribhu Gita chiama “Pura Coscienza”. Per Faggin, la materia è il “simbolo”, ma la Coscienza è il “significato”.
Per approfondire
Advaita Vedanta e non dualismo
Testi fondamentali in cui Faggin espone la sua teoria della coscienza e la sua biografia umana e professionale:
Silicio. Dall’invenzione del microprocessore alla nuova scienza della consapevolezza, Mondadori, 2019. (È la sua autobiografia che segna il passaggio dal silicio alla coscienza).
Irriducibile. La coscienza, la vita, i computer e la nostra natura, Mondadori, 2022. (Il testo tecnico e filosofico in cui spiega perché la coscienza non è algoritmica).
Oltre l’invisibile. Dove scienza e spiritualità si uniscono, Mondadori, 2024. (L’opera più recente in cui approfondisce il legame tra fisica quantistica e interiorità).
Bibliografia tratta dal mio volumetto “La Saggezza non Dualista”
Abhinavagupta: Tantraloka, La Luce del Tantra, Ediz. Adelphi, Milano, 2017
Adi Shankaracharya: Vivekachudamani, Ediz. Chinnmaya Trust, Mumbai 1989-2023
Astavakra Samhita, translated by Swami Nityaswarupananda, Ediz. Advaita Ashram, Calcutta, India, 1994
Aurobindo: The Upanishads, Ediz. Sri Aurobindo Ashram, Pondicerry,
Avadhoota Gita, Ediz. S. Mokashi-Punekar, Munshiram Manoharilal Pvt. Ltd, New Delhi 1988
Balsekar R.: Consciousness Speaks, Ediz. Advaita Press, Redondo, California, 1992
Balsekar R.: Consciousness Writes, Conversations with Ramesh Balsekar, Zen Publications, Bombay,
Balsekar R.: Pointers from Nisargadatta Maharaj, Chetana Ltd. Publishers, Bombay, India,
Chandra Pande: Life and Thought of Shankaracarya, Motilal Banarsidass Publishers, New Delhi, India, 1994
Cohen S. S.: Reflections on talks with Sri Ramana Maharshi, Publishers Sri Ramanasram, Tiruvannamalai, 2006
Coomaraswamy A. K.: Induismo e Buddismo, Storia, dottrina, credenze e scritture sacre, Ediz. Rusconi Milano, 1973-94
Coomaraswamy A. K.: La danza di Siva, Ediz. Adelphi, Milano, 2011
Coomaraswamy A. K.: La Dottrina del Sacrificio, Ediz. Luni, Milano, 2015
Coomaraswamy A. K.: Tempo ed eternità, Ediz. Mediterranee, Roma, 2014
Coomaraswamy A. K.: Sapienza Orientale e Cultura Occidentale, Ediz. Lindau Torino, 2018
Di Soragna I.: Il Libro del Risveglio, Jubal, 2006
Fabbro F.: Neuropsicologia dell’esperienza religiosa, Ediz. Ubaldini, Roma 2010
Faggin F.: Silicio, Ediz. Mondadori, Milano 2019
Falzoni Gallerani F.: L’Io Trasparente, 2 vol. Ediz. Amazon, 2005-2019
Falzoni Gallerani F.: Psicologia Perenne, Ediz. Amazon, 2020
Godman D.: Ramana Maharshi ed il Suo Insegnamento, Ediz. Il Punto d’Incontro, Vicenza, 1987
Grof. S.: La Via dello Psiconauta, Enciclopedia del viaggio interiore, Ediz. Macro, Cesena, 2022
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Kingsley P.: Nei luoghi oscuri della saggezza, Ediz. Marco Tropea, Milano 2001
Kingsley P.: Misteri e Magia nella Filosofia Antica. Empedocle e la tradizione pitagorica. Ediz. Il Saggiatore, Milano 2007
Kingsley P.: Reality, Pubb. The Golden Sufi Center, 2003
Kingsley P.: A Story Waiting to Pierce You, Ediz. The Golden Sufi Center,2010
Kingsley P.: A Book of Life, Ediz. Ediz. Catafalque, London 2021
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Krishnamurti & David Bohm: The Ending of Time, Ediz. Victor Gollancz LTD London 1988
Krishnamurti J.: A Se Stesso. l’Ultimo Diario, Ediz. Ubaldini Roma 1990
Krishnamurti J.: Al di là della Violenza, Edizioni Ubaldini Roma 1974
Krishnamurti J. Anderson A. W.: Un Modo Diverso di Vivere, Ediz. Ubaldini Roma 1994
Krishnamurti J.: Che Cosa vi Farà Cambiare, Ediz. Ubaldini Roma 1981
Krishnamurti J.: Cominciare ad Imparare, Ediz. Ubaldini Roma 1976
Krishnamurti J.: Di Fronte alla Vita, Ediz. Ubaldini Roma 1969
Krishnamurti J.: Dove il Tempo Finisce, Ediz. Ubaldini Roma 1986
Krishnamurti J.: Gli Ultimi Discorsi Saanen 1985, Ediz. Ubaldini Roma 1987
Krishnamurti J.: La Domanda Impossibile, Ediz. Ubaldini Roma 1974
Krishnamurti J.: La Fine del Dolore, Ediz. Aequilibrium Giovanni Turchi Milano 1982
Krishnamurti J.: La Pienezza della Vita, Ediz. Ubaldini Roma 1980
Krishnamurti J.: La Prima ed Ultima Libertà, Ediz. Ubaldini Roma 1969
Krishnamurti J.: La Rete del Pensiero, Ediz. Aequilibrium Giovanni Turchi Milano 1981
Krishnamurti J.: La Sola Rivoluzione, Ediz. Ubaldini Roma 1973
Krishnamurti J.: La Visione Profonda, Ediz. Ubaldini Roma 1982
Krishnamurti J.: Libertà dal Conosciuto, Ediz. Ubaldini Roma 1977
Krishnamurti J.: Verità e Realtà, Ediz. Ubaldini Roma 1978
Krishnamurti J.: L’Uomo alla Svolta, Ediz. Ubaldini Roma 1971
Krishnamurti J.: Taccuino, Ediz. Ubaldini Roma 1977
Krishnamurti J.: Talks and Dialogues, Ediz. Avon Books, New York,1970
Krishnamurti J.: The Impossible Question, Ediz. Penguin Books USA 1978
Krishnamurti J.: Total Freedom, the Essential Krishnamurti, Ediz. Harper Collins, New York 1996
Krishnamurti, J.: Beginnings of Learning, Ediz. Krishnamurti Foudation, London, Penguin Books 1975
Krishnamurti, J.: Commentaries on Living, Ediz. Krishnamurti Foudation, Madras, 1991
Krishnamurti, J.: Exploration into Insight, Ediz. Krishnamurti Foudation Madras
Krishnamurti, J.: Krishnamurti’s Journal, Ediz. Krishnamurti Foudation Madras, 1982-94
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Nisargadatta Maharaj: Alla Sorgente dell’Essere, Ediz. Aequilibrium, G. Turchi, Milano, 1985
Nisargadatta Maharaj: Essere è Amore, dialoghi con Nisargadatta Maharaj, Ediz. Aequilibrium, Milano, 1992
Nisargadatta Maharaj: I Am That, Chetana Publisher, Bombay, 1973
Nisargadatta Maharaj: Io Sono Quello, Ubaldini, Roma
Nisargadatta Maharaj: Nessuno Nasce, Nessuno Muore, Il Punto di Incontro, Vicenza, 1992
Nisargadatta Maharaj: Prima della Coscienza, Il Punto di Incontro, Vicenza, 1991
Nisargadatta Maharaj: The Nectar of the Lord Feet, Edited by R. Powell, J. Nauwelaerts, Shaftesbury, G. B. 1986
Nisargadatta Maharaj: L’esperienza del nulla, Discorsi sulla realizzazione dell’infinito, Ubaldini, 2006
Nisargadatta Maharaj: La Medicina Suprema, Ediz. Ubaldini, 2007
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