Adio del Brano
Introduzione
In questo brano profondo e disarmante, esploriamo l’estremo tentativo dell’ego di sopravvivere travestendosi da “cercatore spirituale”. Partendo dalle incisive parole di Mère e Krishnamurti, l’autore ci guida a smascherare l’illusione dell’auto-miglioramento e della trascendenza intesa come meta futura. Comprendere il paradosso per cui “il ladro si traveste da poliziotto per arrestare il ladro” è il passo fondamentale per smettere di lottare, arrendersi all’Essere e riconoscere che, al di là delle frammentazioni del pensiero, siamo già da sempre in perfetta armonia con il Tutto.
L’INGANNO DELL’EGO E L’ILLUSIONE DELLA RICERCA SPIRITUALE
La sola cosa che abbia un potere è ESSERE. La materia si accontenta di vivere che è proprio la cosa che a noi non riesce. La parola Dio è tanto incrostata di menzogna che è meglio farne a meno. A volte pare sia la più bella invenzione del diavolo tanto vanno di pari passo.
(Mère)
L’Inganno dell’Ego “Spirituale”
L’ego individuale, prodotto di questa società corrotta, con il suo bagaglio di esperienze e condizionamenti, porta con sé insieme alla maledizione del tempo psicologico, l’insicurezza e la divisione. L’uomo ipnotizzato dal pensiero ha smarrito l’Essere nella prigione dei concetti e dell’astrazione.
La paura e il desiderio sono le motivazioni inconsce che sin da principio dirigono fuori strada il ricercatore ignaro. Egli crede di cercare la verità e la liberazione, ma invero sta inventando soluzioni illusorie per fuggire la realtà, con fantasie di trascendenza e di automiglioramento.
La trascendenza immaginata e cercata dall’io è l’ultimo inganno: l’io che vuole auto-trascendersi finisce per rafforzare l’illusione di “essere qualcuno” (e quindi di essere separato dal mondo) proprio in questo processo che considera diretto verso la liberazione e la saggezza. La realizzazione è, invece, riconoscere la propria inesistenza nella resa al Tutto.
Oltre le Tradizioni del Passato
Oggi che la scienza ci svela dimensioni che trascendono spazio e tempo nella sostanza stessa della materia, e che il mondo è riconosciuto come un’illusione olografica creata dalla mente, è chiaro quanto sia assurdo cercare il Dio che l’io immaginale crea sulla falsariga delle tradizioni del passato.
Quando le nostre illusioni egoiche vanno in pezzi e non abbiamo più alcun sostegno, quando siamo costretti a riconoscere che non ci sono maestri e libri che ci possono aiutare, iniziamo a comprendere che solo noi possiamo fare luce e smascherare l’inganno che l’io stesso ha creato. L’ego condizionato dall’esperienza si rifiuta di percepire il mistero della profondità dell’Essere senza che il pensiero lo riduca in astrazioni consolatorie che allontanano dalla realtà.
Il Ladro e il Poliziotto
Quando ci accorgiamo che tutti i problemi nascono dalla nostra percezione distorta causata dalla frammentazione del pensiero, non ci illudiamo più che da quella percezione illusoria possa sorgere la soluzione. Come può l’io separato, che è la causa del problema, essere colui che lo risolve? Sri Nisargadatta Maharaj descrive in modo molto efficace questa paradossale situazione: “Il ladro si traveste da poliziotto per arrestare il ladro”.
È chiaro che solo con l’insight profondo dell’intelligenza discriminante possiamo riconoscere la vera natura dell’io e la sua illusorietà di agente separato. Smascherato il ladro che ci deruba della realtà, ci arrendiamo all’auto-accadere dell’Essere e usciamo dalle gabbie del tempo e del pensiero. Allora la vita appare “come è” nella sua misteriosa e drammatica fantasmagoria, basata sull’alchemica e inevitabile tensione e interconnessione degli opposti.
L’Armonia è Già Qui
Quando diventiamo responsabili dell’intelligenza-consapevolezza, che svela al loro primo insorgere le frammentazioni del pensiero, possiamo usare la mente per i compiti che le spettano nella dimensione spazio-temporale, senza che queste categorie imprigionino la consapevolezza.
L’illusione del pensiero fa dell’armonia con il Tutto un concetto per cui lottare in vista di una futura realizzazione, e riduce Dio a un’astrazione della mente che elargisce comandamenti a cui dobbiamo imparare a conformarci. Se non s’intromette l’ego con la sua illusione di separazione, invero siamo già in armonia con il Tutto. Dio (il Cosmo, la Natura, la Vita) si manifesta attraverso di noi fin dall’inizio del tempo.
La Realtà è da sempre Non-Duale, se smettiamo di permettere all’io di frammentarla. L’ineffabile abbraccio della coscienza si estende al di là di Duale e Non-Duale. Comprendere la natura ingannevole dei giochi della mente non è filosofia astratta, bensì azione immediata e sostanziale dell’intelligenza discriminante che permette di risvegliarsi alla realtà del Presente senza i filtri del passato e del condizionamento. Solo così può aver fine il conflitto interiore di cui vediamo il riflesso nel mondo.
Filippo Falzoni Gallerani, Milano, Giugno 2011
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