MAESTRI

Sri Babaji Herakhan Wale Baba

In questo intimo racconto autobiografico, l’autore condivide la sua esperienza trasformativa accanto a Sri Babaji di Herakhan, un maestro misterioso e potente apparso sull’Himalaya nel 1970. Al di là delle straordinarie sincronicità e dei racconti sulle sue incarnazioni passate (come il legame con Yogananda o il vecchio Herakhan Baba), l’articolo si concentra sul vero messaggio di Babaji. La sua presenza atemporale agiva come uno “specchio” in grado di distruggere senza pietà le illusioni narcisistiche dell’ego, guidando i devoti alla scoperta del Sé impersonale e indirizzando l’autore stesso verso la diffusione del Rebirthing in Italia.

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Dal Tan-Ching (Hui Neng)

In questo estratto da “La dottrina Zen del vuoto mentale”, D.T. Suzuki illustra le parole del Patriarca Hui Neng sulla natura della Mahaprajnaparamita. Un profondo insegnamento che ci ricorda come la “Grande Saggezza” non sia un concetto da studiare, ma una realtà da incarnare in ogni pensiero, capace di trasformare le passioni umane in pura illuminazione e di svelare la nostra vera Autonatura.

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I Maestri cinesi dello Zen (Huang-Po)

Huang-Po, celebre maestro del Buddhismo Chan (Zen) del IX secolo, ci guida alla scoperta dell’Unica Mente, la realtà ultima e indivisibile che accomuna tutti i Buddha e gli esseri viventi. Il maestro ci mette in guardia dall’illusione di cercare l’illuminazione all’esterno o attraverso pratiche graduali: la vera Buddhità non si ottiene accumulando meriti, ma si realizza abbandonando il pensiero discorsivo e riconoscendo la nostra natura originaria, vasta e immutabile come lo spazio vuoto.

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Metodi d’Insegnamento dello Zen (T. D. Suzuki)

Un profondo brano tratto dai “Saggi sul Buddhismo Zen” di D.T. Suzuki. Attraverso aneddoti e dialoghi storici incentrati sulla figura del maestro Hsuan-sha (Gensha), l’autore illustra come lo Zen rifugga ogni concettualizzazione intellettuale. La Verità non è un oggetto esterno da comprendere attraverso il dualismo della mente, ma una realtà in cui siamo già immersi. Cercare di afferrarla è come “implorare acqua mentre si è immersi nell’oceano”.

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La Via Perfetta (T. D. Suzuki)

Un breve racconto dell’illuminazione del Quarto Patriarca Tao-hsin e la traduzione completa del celebre poema “Hsin-hsin-ming” (Inscritto sullo Spirito Credente), scritto dal Terzo Patriarca Zen Seng-tsan nel VI secolo. Un testo fondamentale, profondo e poetico, che insegna ad abbandonare l’illusione del dualismo, le preferenze dell’ego e i conflitti della mente per realizzare la Via Perfetta e riposare nell’unità silenziosa del Vuoto.

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Ramana Maharshi e autoindagine

In questo testo Sri Ramana Maharshi chiarisce la vera natura dell’autoindagine (“Chi sono io?”), spiegando come essa non debba essere limitata a specifiche ore di meditazione, ma debba permeare l’intera vita attiva. Attraverso un parallelo con il concetto di “non-azione” del Tao Te Ching, il Saggio illustra la differenza tra i comuni stati di trance e il “Sahaja Samadhi”, la condizione naturale in cui si rimane perfettamente calmi, operativi e liberi dall’ego pur vivendo nel mondo.

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Il “Me” Creato dal pensiero (Krishnamurti)

In questo storico discorso del 1975, Jiddu Krishnamurti analizza come l’insicurezza del pensiero abbia generato l’illusione del “me”. Il testo svela come il flusso ininterrotto dell’egoismo coincida con il movimento del tempo, accomunando tutti gli esseri umani nella stessa sofferenza. Krishnamurti esplora poi l’autentica natura della meditazione come libertà totale e descrive l’uomo religioso come un individuo interiormente semplice e privo di autorità, l’unico capace di accogliere la verità.

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Di fronte alla morte (Nisargadatta Maharaj)

In questo toccante e radicale dialogo, un padre distrutto dalla perdita del figlio si rivolge a Maharaj in cerca di conforto. Il maestro, respingendo le consolazioni convenzionali, lo guida a smantellare l’illusione dell’ego. Attraverso la prospettiva non-duale, Nisargadatta Maharaj invita a riconoscere la natura transitoria dell’esistenza e a spostare l’identificazione dal corpo-mente sofferente al puro Essere, l’unica dimensione invulnerabile oltre lo spazio e il tempo.

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FILIPPO FALZONI GALLERANI