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Introduzione

In questo saggio esaminiamo il Rebirthing Transpersonale come metodologia per la de-identificazione dai processi mentali automatici. Attraverso l’analisi della metafora “hardware-software”, esploreremo come la respirazione intensa permetta di distinguere la coscienza (il Testimone) dai contenuti del pensiero (l’Ego). L’obiettivo didattico è illustrare come il passaggio dalla reattività mentale alla percezione diretta costituisca la chiave fisiologica e psicologica per la risoluzione dei conflitti interiori e il raggiungimento dello “stato naturale”.

La Respirazione per trascendere lidentificazione con l’Ego

 

La seduta di Rebirthing Transpersonale è una pratica così semplice che anche un bambino la può sperimentare con successo, e la tecnica respiratoria la si può insegnare in pochi minuti.

Recentemente sono stati pubblicati nuovi studi scientifici che descrivono i tanti disturbi fisici prodotti da una cattiva respirazione. Poche sono invece le ricerche che chiariscono le profonde reazioni psicologiche ed emotive indotte dalla respirazione intensa. È di certo facile intuire che una buona salute dipenda da una buona respirazione; più complesso è comprendere quali meccanismi conducano a placare la mente, a trovare il benessere interiore e la liberazione attraverso il respiro.

Quando si va più a fondo nella ricerca e si prendono in considerazione le trasformazioni psico-spirituali indotte dal respiro — e l’atteggiamento opportuno che ne favorisce la straordinaria efficacia — la comunicazione si complica. Si entra nel territorio della ricerca interiore e della filosofia, e ci si avvicina alla dimensione dei corpi sottili, dell’energia, del Prana e della consapevolezza. Argomenti che vanno oltre le dimensioni fisiologiche note ai medici e che pochi studiosi occidentali hanno affrontato da una prospettiva scientifica, seppure siano ben conosciuti dalle antiche tradizioni dello Yoga e del Taoismo.

L’Esperienza oltre le Parole

Per questo, quando cerco di spiegare l’essenza di ciò che attraverso la respirazione conduce alla liberazione e al risveglio, argomenti che ho molto chiari in mente diventano difficili da tradurre in parole in modo comprensibile a tutti.
Penso che forse è inutile sforzarsi troppo per trovare argomentazioni convincenti, perché la gente ha la testa già così piena di parole e di concetti che sarebbe consigliabile, per chi cerca la pace mentale, guardare la realtà senza l’interferenza del pensiero. È una chiara percezione di sé e del mondo che conduce alla serenità. È come se debba esserci un certo grado di risveglio della consapevolezza prima che si possa cogliere ciò che davvero è importante capire a livello intellettuale.

Anche i più profondi aforismi di saggezza servono a ben poco se non ne realizziamo esperienzialmente la realtà, cioè se, quando li ascoltiamo, non suscitano in noi un lampo di quella comprensione immediata che va alla sostanza del significato oltre l’involucro delle parole. È infatti esperienza comune che dopo una seduta di respirazione, avendo dilatato la coscienza, molti trovino comprensibile un tema filosofico-spirituale che prima appariva loro del tutto arcano.

La vera comprensione e la soluzione dei problemi della mente, infatti, non avvengono a livello mentale, ma sono piuttosto l’effetto di una chiara percezione della realtà. Le parole si limitano ad indicare qualcosa che, se non è vissuto, rimane solo un un’astrazione teorica. Nietzsche aveva ragione quando affermava che i suoi scritti non potevano essere compresi perché: “Per ciò di cui non si ha esperienza non si hanno orecchie”.

Lo Stato Naturale 

Allo stesso modo è difficile, se non impossibile, comunicare stati di espansione della consapevolezza a chi non li ha mai provati. Cogliere la vita come è, con lucidità, senza il filtro del pensiero e delle parole, stabilire un contatto diretto ed immediato con l’energia che ci anima e con la sorgente della consapevolezza, non ha nulla di concettuale e conduce ad una trasformazione radicale delle nostre prospettive esistenziali.

È necessario sperimentare in prima persona l’ineffabile “stato naturale” di cui parlano i saggi orientali: lo stato di presenza consapevole, in cui non si immagina di essere “questo o quello” e non ci si identifica con i ruoli e le mascheredel teatro quotidiano. Il Rebirthing Transpersonale, correttamente applicato, è uno strumento di grande efficacia che utilizza la respirazione per andare oltre la gabbia dei pensieri e sperimentare direttamente questo diverso modo di sentire. Un lampo della consapevolezza sovramentale è sufficiente a darci nuovi occhi e orecchie, attraverso i quali vediamo e comprendiamo con chiarezza e fluiamo nel presente senza inutili timori.

Molti hanno perso il contatto con la vita a causa di condizionamenti che fanno sì che si guardi alla realtà da una prospettiva che impedisce di vivere nel “qui e ora” e di essere pienamente consapevoli del vero Sé. L’essere è frammentato dalle contraddizioni interiori, e sono proprio le divisioni che il pensiero crea ad essere la sorgente della frammentazione.

La metafora del cervello come un computer di cui non abbiamo padronanza rende bene l’idea dell’incapacità umana di percepire la realtà dalla prospettiva del Sé. Capire, cioè, che noi siamo i padroni del computer e dobbiamo sapere come usarlo invece di identificarci con esso. Perché, sebbene spesso ce ne dimentichiamo, siamo cosa ben diversa dalla macchina che usiamo.

Come Placare la Mente

Per rispondere con una frase alla domanda “Come placare la mente?”, potrei dire in estrema sintesi: È impossibile placare la mente finché siamo identificati con la mente e il corpo (il software e l’hardware del computer che erroneamente chiamiamo “io”). Ma appena ci svegliamo alla nostra vera natura e alla sorgente della consapevolezza come Testimone senza forma (che è il padrone del computer), ecco che la mente è pacificata e il nostro vivere e le nostre relazioni si trasformano di conseguenza.

Solo una chiara percezione della realtà conduce all’armonia con la vita e all’integrazione dell’io con la totalità dell’Essere, e la tecnica respiratoria può condurre rapidamente a questo risveglio percettivo.
Come diceva Sri Nisargadatta: “Il vero Sé scaccia il falso io, tuttavia esso continua ad esistere senza contraddizione”.
Respirando possiamo calmare la mente, attivare l’energia, sintonizzarci con il presente per trascendere il pensiero e le parole e percepire la realtà dell’Essere nel qui e ora. La mente tende ad opporsi e non vuole lasciare il campo alla libertà interiore perché è stata condizionata e programmata, a livello individuale sin dall’infanzia e a livello collettivo da secoli.

Diventa ciò che sei

Lo stato naturale è spontaneo e privo di sforzo. È un “non fare” che si manifesta come consapevolezza, che riconosce e dissolve l’agente illusorio (l’ego che si nutre di un ininterrotto dialogo interno). Comporta l’essere veramente semplici e umani senza inseguire le mete illusorie che la mente incessantemente crea.

La vita fluisce spontaneamente, come spontaneamente siamo già “noi stessi” senza dover far nulla per esserlo, appena ci liberiamo dai tentativi di automiglioramento e comprendiamo che non dobbiamo diventare chissà chi inseguendo ideali frustranti. Fluendo nell’attimo possiamo realizzare il vero Sé, che è sempre nuovo e libero da condizionamenti. Per citare di nuovo Nietzsche, una sua appropriata ingiunzione in questo caso è: “Diventa ciò che sei!” Se seguiamo la Volontà che viene dal profondo, non c’è né separazione né intervallo temporale tra pensiero e azione e siamo in presa diretta con la vita.
In sintesi, le sedute di Rebirthing Transpersonale facilitano il processo nel quale guardiamo la mente senza identificarci con le immagini mentali; rimaniamo testimoni e osserviamo il suo vagare con chiarezza, senza intervenire, senza produrre né allontanare i pensieri, e così facendo avviene un profondo cambiamento. Evitando di interferire, vediamo con chiarezza, e questo vedere con chiarezza è trasformativo. Nell’immediatezza del sentire senza alternative, creiamo le migliori condizioni perché la mente si plachi e l’intuizione ci diriga. Ci arrendiamo a un’intelligenza inconscia che nasce dal silenzio e finalmente siamo liberi e autentici. Ed è così che, con l’auto-realizzazione, si sconfiggono l’ansia e il mal di vivere.

(Filippo Falzoni Gallerani –  Dicembre 2021)

Per approfondire 

Respirazione e Trascendenza: Oltre la Gabbia del Pensiero

FILIPPO FALZONI GALLERANI