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Introduzione
In questo articolo esploriamo le radici occulte e mistiche della filosofia occidentale attraverso le lenti dell’opera dello studioso Peter Kingsley. Scopriremo come i grandi padri del pensiero greco, come Parmenide e Pitagora, non fossero meri logici astratti, ma veri e propri “iatromanti” (guaritori e mistici). Attraverso l’antica pratica dell'”incubazione” (una meditazione profonda affine alle moderne tecniche di esplorazione della coscienza, come il Rebirthing Transpersonale), questi antichi saggi attingevano a una consapevolezza non-duale, sperimentando la discesa nel Sé profondo per ottenere guarigione e saggezza. Un viaggio affascinante che unisce la sapienza greca, l’Advaita Vedanta e la psicologia transpersonale.
Peter Kingsley, Parmenide e le Radici Sciamaniche della Filosofia Greca
“Presso gli antichi Greci, si diede il nome di Iperborei a un mitico popolo, localizzato da Erodoto nell’estremo nord o nord-est del mondo abitato, considerato come un popolo privilegiato, caro ad Apollo, che, subito dopo la nascita, si sarebbe recato presso di esso (e sarebbe poi di lì migrato a Delfi).” (Fonte: Enciclopedia Treccani)
“Incubazione: Il filosofo Parmenide, che era anche considerato un guaritore e sacerdote di Apollo, probabilmente si dedicò a questa pratica come parte del suo percorso filosofico e spirituale. La chiave che sblocca il potere del poema di Parmenide è mêtis, un termine che significa ‘astuzia, abilità, intelligenza pratica… inganno’, una ‘intensa consapevolezza’ che rende gli umani ‘uguali agli dei’ […] Mêtis è proprio questo: una consapevolezza intensa, incarnata, viva, che sia Parmenide che Empedocle possedevano e che trasmettevano in modo velato nei loro scritti.” (Fonte: Recensione a ‘Reality’ di Peter Kingsley)
“Per i Greci il nous, già in Parmenide, Eraclito, Empedocle e poi in Aristotile e Platone, e ancora più tardi negli Oracoli Caldei e nel Neoplatonismo, è l’intuizione profonda, l’’occhio dell’anima’, il fulcro dell’interiorità individuale che tutto connette e ricompone nel Grande Uno.” (Fonte: A. Tonelli, Negli Abissi Luminosi)
Nei corsi didattici che ho tenuto negli anni, ho sempre consigliato molte letture. Questo perché anche un metodo tecnicamente semplice come il Rebirthing Transpersonale ha radici culturali profonde, che affondano non solo nella Psicologia Analitica, nella Bioenergetica e nella fisiologia della tradizione Yoga sui corpi sottili, ma anche — e forse soprattutto — nella filosofia, nella Gnosi o Vidya.
Per quanto riguarda le letture filosofiche, la mia lunga relazione con l’India ha condizionato profondamente il mio approccio, che negli ultimi 35 anni è stato focalizzato sull’Advaita Vedanta (il non-dualismo). Sin da ragazzo sono stato un accanito lettore; tra le centinaia di libri studiati, alcuni autori sono stati per me dei veri e propri maestri che mi hanno guidato a una più profonda comprensione dell’argomento fondamentale della mia ricerca: la conoscenza di Sé e la liberazione dalla sofferenza.
Dare un senso alla vita e liberarci dagli inganni egoici per stabilire relazioni sane mi è sempre sembrata la cosa più importante. Sin da giovane mi sono reso conto che soddisfare i desideri materiali o godere di situazioni privilegiate non è sufficiente per trovare la pace interiore. Il piacere presto passa e, come insegna Schopenhauer, tutto diventa abitudine e noia, non riempiendo mai quella sensazione di vuoto che prima o poi riemerge. E se è difficile trovar pace quando tutto va bene, possiamo immaginare quanto lo sia confrontarsi serenamente con i grandi problemi di una società costantemente turbata dai conflitti.
L’Opera di Peter Kingsley e le Origini Occulte dell’Occidente
Come ho detto, la filosofia Advaita è stata per me fondamentale. Sull’Advaita ho scritto molto (in particolare nel volumetto La Saggezza non Dualista del 2009). Devo però aggiungere che per me l’esperienza trasformativa determinante è stata il rapporto personale con un Maestro vivente; un’esperienza ineffabile che non può essere ridotta a una descrizione verbale.
In questo brano, tuttavia, intendo parlarvi di libri. Mi rendo conto che la descrizione della Realtà interiore offerta dai libri è limitata (perché la mappa non è il territorio), tuttavia le mappe si rivelano indispensabili per orientarsi.
Possiamo entrare nel “territorio” dell’esperienza diretta attraverso metodi che inducono stati di coscienza non ordinari— noti agli sciamani, agli yogi, ai mistici e, come scopriamo oggi, anche agli antichi filosofi greci. Per questo ho letto con immensa passione i libri di Peter Kingsley ed è pensando ai suoi scritti che nasce questo articolo.
Nell’opera di Kingsley ho trovato riferimenti affascinanti alla tradizione dell’Occidente che ricalcano gli stessi temi (con terminologia differente) che mi hanno appassionato nello studio dei Veda e che sono incredibilmente congruenti con le esperienze del Rebirthing Transpersonale.
L’Incubazione: La Discesa nel “Regno dei Morti”
La sua opera mostra gli aspetti iniziatici e trasformativi derivati dal contatto con il mondo Iperboreo e Orientale, che hanno condotto alla saggezza i padri fondatori del pensiero occidentale. Kingsley mette in luce come filosofi del calibro di Parmenide, Empedocle e Pitagora fossero giunti alla conoscenza delle più profonde verità attraverso il metodo dell’incubazione, una meditazione profonda simile al sogno e alla trance.
Questo svela aspetti assai simili agli stati indotti dalle profonde introspezioni della respirazione circolare connessa. In questi stati di semi-trance, quella che gli antichi definivano la discesa al “regno dei morti” corrisponde di fatto al contatto con l’inconscio collettivo (come lo chiamerebbe Jung), attraverso il quale si possono trovare nel Sé profondo tutte le risposte. Queste giungono in forma simbolica attraverso l’emergere di archetipi ed epifanie mistiche, che per gli antichi rappresentavano la possessione dell’iniziato da parte della Divinità.
Parmenide, ad esempio, entra in contatto con la dea Persefone, che gli trasmette le conoscenze che faranno di lui un saggio e un guaritore al ritorno da questo viaggio interiore. Allo stesso modo, il culto di Apollo diffuso tra gli Iperborei collima perfettamente con la trascendenza dell’io e l’esperienza dell’Atman, inseparabile dal Brahman (l’Assoluto).
La modalità meditativa dell’Incubazione (utilizzata dallo stesso Jung per la stesura del Libro Rosso) ha straordinarie somiglianze con certe sessioni di Rebirthing Transpersonale, durante le quali il soggetto entra in contatto con figure archetipiche che inducono esperienze trasformative. Scoprire che le conoscenze dei padri della filosofia occidentale avessero avuto origine da stati di coscienza non ordinari, simili a quelli del respiro, è stata per me un’ennesima conferma: la salute e la liberazione si ottengono solo quando trascendiamo i limiti del pensiero per attingere a conoscenze che sono già in noi, ma che abbiamo dimenticato.
Come scrive Elémire Zolla: “Alla radice dell’occidente c’è una tradizione spirituale celata, concepita dai fondatori originari delle nostre scienze, ma poi travisata e cancellata con cura, sicché ben pochi ne conoscono oramai i nomi stessi”.
Un estratto da “Nei Luoghi Oscuri della Saggezza”
Per darvi un’idea della portata di questo argomento, riporto di seguito un passaggio illuminante tratto dal libro “Nei Luoghi Oscuri della Saggezza” di Peter Kingsley:
“La leggenda narra che Pitagora dormì per anni in un luogo sacro, una caverna, e che tutte le sue conoscenze avevano origine dai sogni. Si diceva che il sogno fosse il suo maestro. Quell’uomo divenne famoso perché fu capace di guarire la popolazione di un’intera città e […] i suoi poteri di guaritore derivavano dalle sue esperienze nel regno dei morti, dai suoi incontri con gli dei e i loro insegnamenti, e dai suoi incontri con la Giustizia e la Verità.
Sono qui evidenti i collegamenti con l’esperienza di Parmenide. Quando Pitagora lasciò l’isola di Samo per l’Italia, portò con sé le tradizioni anatoliche sull’incubazione e sulla discesa nel mondo dei morti. Si narra che egli insegnò ai discepoli a lui più vicini questa tecnica; infatti i misteri dell’oltretomba restarono, insieme alla pratica dell’incubazione, il fulcro della dottrina dei pitagorici. Questa tradizione non era solo un fatto teorico, ma nasceva dall’esperienza pratica di chi sapeva morire prima di morire.
L’analogia fra il viaggio di Parmenide e la pratica dell’incubazione è stata ammessa dagli storici moderni con una certa riluttanza, in quanto mal si addice al caso di un uomo riconosciuto come ‘il fondatore della logica occidentale’. Riconoscere tale analogia, infatti, implica la necessità di modificare radicalmente l’idea che abbiamo di noi stessi e della nostra cultura. Noi siamo convinti che alla base della cultura occidentale vi siano idee astratte e trascuriamo di indagare su quale ne sia la vera origine.
Possiamo anche chiamare quegli antichi uomini maghi, ma a quei tempi fra misticismo e magia non esisteva alcuna differenza. I greci li chiamavano ‘iatromanti’. […] Erano in grado di ottenere la guarigione del malato perché avevano il dono della profezia, la capacità di vedere al di là delle cose. Questo non significa che non facessero anche uso di particolari tecniche incantatorie o del controllo della respirazione per liberarsi dalla prigionia dei sensi e raggiungere un livello di consapevolezza al di là del tempo e dello spazio.”
In conclusione
Il libro “Reality” di Peter Kingsley, in definitiva, esplora Parmenide ed Empedocle non solo come pensatori, ma come mistici i cui insegnamenti erano profondamente intrecciati con esperienze iniziatiche. È una lettura fondamentale per chiunque sia interessato alle dimensioni spirituali del pensiero antico, alla vera origine dell’Occidente e a quelle pratiche di “Morte e Rinascita” che oggi ritroviamo nel percorso transpersonale.
Bibliografia Consigliata
- Kingsley P., Nei luoghi oscuri della saggezza, Ediz. Marco Tropea, Milano 2001
- Kingsley P., Misteri e Magia nella Filosofia Antica. Empedocle e la tradizione pitagorica, Ediz. Il Saggiatore, Milano 2007
- Kingsley P., Reality, The Golden Sufi Center, 2003
- Kingsley P., A story waiting to pierce you, The Golden Sufi Center, 2010
- Kingsley P., A Book of Life, The Golden Sufi Center, 2021
- Kingsley P., Catafalque: Carl Jung and the end of humanity, The Golden Sufi Center, 2021
- Tonelli A., Negli Abissi Luminosi: Sciamanesimo, trance ed estasi nella Grecia antica, Ediz. Feltrinelli, Milano 2021
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