La respirazione intensa del Rebirthing Transpersonale, opportunamente applicata, può far cogliere al ricercatore predisposto la consapevolezza del Sé Transpersonale, cioè la percezione del testimone dell’“Io Sono” oltre le parole e i concetti. Superare la gabbia delle parole per un’esperienza non mediata della realtà ha un grande valore sia filosofico sia trasformativo e conduce il soggetto ad un significativo cambiamento di prospettiva.
In Occidente filosofi come Nietzsche e Heidegger hanno suggerito che si era giunti alla fine della filosofia a causa dei limiti intrinseci del pensiero. Ho scoperto che Heidegger, dopo aver letto un libro del maestro Zen T.D. Suzuki, disse che in quel testo erano stati espressi, prima di quanto avesse fatto lui, simili concetti. Ad esempio, in accordo con i maestri dello Zen, condivideva l’idea che meditazione significa: “meditare sull’Essere senza che ci sia differenza tra l’Essere e il meditante”. Qui è evidente un tema classico del Vedanta non dualista.
Quando si sperimenta la natura dell’Essere come testimone senza forma, che è l’essenza della consapevolezza, si comprende l’insegnamento dei Maestri. Si sperimenta lo Spirito del Vedanta, che in questo stato di coscienza appare di un’ovvietà sconcertante, qualcosa che ci ha sempre accompagnato, ma di cui non ci eravamo accorti. Ci si rende conto che quelle che credevamo le nostre conoscenze della realtà erano limitate al piano mentale della comune condizione di offuscamento in cui tutti viviamo.
Sri Nisargadatta Maharaj, Jiddu Krishnamurti e altri Maestri spirituali hanno condiviso il loro vissuto di risvegliati e per decenni hanno insegnato questo tipo d’esperienza interiore che rivoluziona la percezione che abbiamo di noi stessi e del mondo. Ma non basta conoscere i testi dei saggi perché solo un vissuto esperienziale è trasformativo, mentre nessuna conoscenza di seconda mano, seppure benefica, ha autentico valore se tale conoscenza non è vissuta in sé stessi pienamente.
La prova tangibile dell’importanza di questo risveglio è la trasformazione dell’individuo che in questo modo si libera dai mali del nostro tempo, dall’ansia, dalla depressione e dalla mancanza di senso della vita. Il rinascere a una nuova qualità dell’esistenza, la soluzione dei conflitti e il benessere psicofisico sono il sigillo dell’autenticità dell’esperienza. Il fatto davvero sconcertante è che abbiamo letteralmente “sotto al naso” la chiave per la liberazione e pochi la usano, schiavi dell’autocontrollo e dei condizionamenti socioculturali sia delle chiese sia delle correnti materialiste che, per motivi diversi, screditano le esperienze di trascendenza dell’ego.
La soluzione del problema umano, che è evidente per i conflitti interiori e collettivi che ci accompagnano da secoli, parte dalla trasformazione individuale. I saggi insegnano che la trasformazione interiore sarà il necessario passo evolutivo che prelude alla Nuova Era e a un mondo migliore.

Filippo Falzoni Gallerani 2 maggio 2023

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