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L’Arte del Wu Wei: Azione come non azione

 

Introduzione

In questa riflessione, esploriamo l’antica saggezza taoista del wu wei, l’arte di “agire senza agire”. Attraverso la metafora dell’acqua e la celebre storia del cuoco Ting, scopriamo come una mente limpida e ancorata al presente possa scivolare senza sforzo tra le sfide della vita, un principio che risuona profondamente anche nella pratica del Rebirthing.

Come uno specchio: la mente nel presente

 

«…Kuan-yin diceva: “Non fermarti in posizioni fisse: le cose come prendono forma si manifestano. In moto sii come l’acqua, in quiete sii come uno specchio, rispondi come un’eco”…»

Fluire come l’acqua che scorre

 

Il consiglio è di abbandonare i punti di vista fissi e di attenersi a una visione obiettiva della situazione esterna che si presenta di momento in momento. Il saggio è fluido come l’acqua, che non incontra impedimenti perché si adatta naturalmente alle curve del suolo.

Svuotando la mente, lascia che le cose esterne entrino in lui, ne coglie le relazioni e poi risponde in modo immediato, proprio come l’eco a un suono.
Nella mente del Taoista non c’è una separazione rigida tra l’individuo e la natura. Non cerca di sottrarsi all’ambiente circostante per dominarlo, ma si fonde spontaneamente in esso. Rispettare le cose nella loro obiettività significa mantenere la mente limpida, neutrale e sgombra da valutazioni forzate.

Il segreto del cuoco Ting: la via del minimo sforzo

 

La chiarezza mentale che consente il naturale svolgersi del wu wei è perfettamente illustrata nella celebre storia del cuoco Ting. Si narra che il sovrano venne a conoscenza di questo cuoco prodigioso, il cui coltello rimaneva sempre miracolosamente affilato, anche se non veniva arrotato da ben diciannove anni.

Mentre un cuoco comune è costretto ad affilare la lama dopo pochi tagli (cambiandola una volta al mese) e un buon cuoco lo fa dopo qualche giorno, la lama di Ting non perdeva mai il filo. Era una cosa considerata impossibile. Interrogato dal sovrano sul suo segreto, il cuoco spiegò che lui, in realtà, non faceva assolutamente nulla: svuotando la mente e osservando il pezzo di carne esattamente per quello che era, il coltello trovava da solo la via del minimo sforzo, scivolando senza incontrare resistenza.

Ecco le parole con cui il cuoco Ting descrive la sua arte dell’agire senza agire:

«Quando mi trovo davanti i pezzi di carne più difficili pieni di tendini e di legamenti, io non faccio proprio niente, non penso proprio a nulla, e quando lo vedo bene il mio coltello trova da solo una via per tagliare senza nessuna difficoltà. Seguo il Tao, non la tecnica. Non uso gli occhi, agisce lo Spirito. A mente sgombra, mi affido alla natura delle cose. Il movimento è spontaneo, la lama trova la via. La lama passa senza resistenza.»

 

L’arte di vivere nel flusso

 

Ascoltando queste semplici parole, il principe dichiarò di aver finalmente capito come “nutrire la vita”, decidendo di applicare quello stesso metodo naturale nel governare l’impero. Quando ai confini ci sono tumulti o nella corte maldicenze resto non faccio e non penso nulla sinché l’azione non vine spontanea ed efficace.

Possiamo definire l’arte di vivere taoista come una sensibilità massimamente intelligente, che finirebbe per indebolirsi se perdesse tempo ad analizzare e a porsi rigide alternative.
Se un funambolo si chiedesse continuamente e razionalmente dove appoggiare il piede, finirebbe per cadere dalla fune. Il problema sorge quando iniziamo a separare noi stessi dalla situazione, chiedendoci con ansia quale sia la soluzione migliore.
Così facendo, ci disperdiamo in innumerevoli direzioni, perdendo di vista l’unica via, quella naturale del non fare.
Questo stato di puro affidarsi al flusso, senza sforzo né intenzione di controllo, rappresenta proprio l’atteggiamento ideale per immergersi in una sessione di Rebirthing Transpersonale, ed è al tempo stesso il profondo risultato di liberazione che se ne ricava.

Per approfondire:

FILIPPO FALZONI GALLERANI