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Introduzione

In questo profondo insegnamento, Sri Aurobindo svela la natura della Shakti, la volontà-energia fondamentale nello Yoga, e illustra la mappa delle nostre facoltà interiori. Con estrema precisione, l’autore descrive come la confusione e la sovrapposizione tra mente, emozioni, sensi e intelletto creino il “malgoverno” della nostra esistenza ordinaria. Solo risvegliando il “Signore” interiore, il Sé (l’Ishwara) e riportando ogni funzione al proprio corretto e unico scopo, l’essere umano può superare i conflitti e riconquistare la padronanza infallibile della propria Volontà, agendo con pura consapevolezza e saggezza intuitiva.

Auro

 

LA SHAKTI E IL GOVERNO INTERIORE

 

Un insegnamento di Sri Aurobindo

 

Parlerò oggi della Shakti o volontà-energia, poiché essa è il fondamento dello Yoga. La Shakti risiede nel settimo chakra, il Loto dei mille petali (Sahasrara) sopra la sommità della testa, e opera da tale sede d’azione. Sotto di essa, alla sommità del cranio, si trova l’Intelligenza-comprensione (la Buddhi superiore), seguita dalla Ragione (Buddhiinferiore) e dall’organo di comunicazione con la mente sensoria (Manas). Potremmo chiamare quest’ultimo “Comprensione”. Conoscenza, Ragione e Comprensione sono le tre parti del cervello sottile, collegate alle corrispondenti aree del cervello fisico.

La mente sensoria (Manas) ha sede nel petto, sopra il cuore, ed è l’organo dei cinque sensi. Tra il cuore e l’ombelico si trova la coscienza di base o mente emotiva (Chitta). Da quel punto verso l’ombelico e oltre, si estende la regione del prana psichico e dei piani sottili dell’essere (Sukshma). Tutti questi elementi risiedono nel corpo sottile (Sukshma deha), pur essendo collegati al corpo materiale (Sthula deha). Nel corpo materiale stesso operano il prana fisico e il sistema nervoso (materia grossolana o Annam).

 

Il Malgoverno dell’Io: La Confusione delle Funzioni

 

La Volontà è l’organo dell’Ishwara, il Maestro vivente del corpo. Essa dovrebbe operare attraverso la Buddhi per il pensiero, il Manas per la percezione, il Chitta per l’emozione e il Prana per la fruizione vitale. Quando la Shakti agisce in ciascun organo secondo le sue specifiche capacità, l’azione diviene perfetta.

Tuttavia, lo stato ordinario dell’uomo è caratterizzato dal Dharma-sankara (la confusione delle funzioni). Se il Prana (desiderio) interferisce con il pensiero, diventiamo schiavi delle voglie. Se l’emozione (Chitta) offusca la ragione, perdiamo la capacità di distinguere tra ciò che va fatto (Kartavya) e ciò che va evitato (Akartavya). In questo caos, l’Ishwara smette di essere il padrone e diventa Anisha: un sovrano spodestato, zimbello dei suoi stessi servitori a causa dell’ignoranza (Ajnanam), ovvero l’incapacità di riconoscere la propria vera autorità.

 

Ritrovare la Padronanza: Il Risveglio dell’Ishwara

 

Per riprendere le redini, l’essere umano deve ricordarsi di essere l’Ishwara: il re, il signore, l’essenza divina stessa. Deve comprendere che la Volontà è il suo grande ministro. Non bisogna però cercare di imporre la Volontà attraverso lo sforzo fisico o l’eccitazione emotiva; questi sono metodi parziali che portano alla lotta e alla sconfitta.

La Volontà diviene perfetta solo quando opera indipendentemente, diretta dal Sahasradala, senza sforzo o ansietà. Ogni funzione deve tornare al suo scopo originario:

Buddhi: per la conoscenza, non per il comando., Manas: per la percezione, non per la conoscenza., Cuore: per l’emozione, non per la ragione., Prana: per la fruizione vitale.

Il Purusha (lo Spirito) è il Signore del meccanismo (Yantri), mentre i corpi sono semplici strumenti (Yantra). Colui che coltiva la calma costanza (Dhairyam) può, per gradi, avvicinarsi alla padronanza totale della macchina interiore.

 

Nota dell’Autore:
La visione di Sri Aurobindo ci pone di fronte al fatto che la nostra sofferenza non deriva da eventi esterni, ma da un’amministrazione interiore caotica. Finché dimentichiamo il “Sé” e ci identifichiamo con le oscillazioni del cuore o i dubbi della mente, resteremo sudditi di una mente confusa. La pratica, che è l’essenza stessa del Rebirthing Transpersonale, consiste proprio nel riconoscere questo disordine e risvegliare la consapevolezza del vero Sé attraverso l’osservazione distaccata. Come confermano oggi le ricerche sulla coscienza (si pensi al lavoro di Federico Faggin citato in altri miei brani), la nostra vera identità trascende l’identificazione con l’ego, il corpo e la mente. Riconoscersi come Yantri (Signore del meccanismo) è il primo passo verso la vera Libertà.

Per approfondire

Misticmo e scienza: Spiritualità e natura della mente

Rebirthing Transperosnale e Risveglio della Consapevolezza

FILIPPO FALZONI GALLERANI