Introduzione

Filosofo, poeta, mistico e figura chiave per la liberazione dell’India, Sri Aurobindo rappresenta una delle sintesi più alte tra il genio orientale e quello occidentale. In questo articolo, ripercorriamo la sua straordinaria parabola di vita: dalla brillante carriera accademica in Inghilterra alla lotta anticolonialista, fino al profondo risveglio spirituale vissuto nel carcere di Alipore. È da questa illuminazione che nasce lo “Yoga Integrale”, un cammino e un laboratorio vivente (come ad Auroville) volto ad accompagnare l’umanità verso una nuova e più vasta evoluzione della coscienza.

SRI AUROBINDO E LA NUOVA COSCIENZA

Aurobindo è una delle grandi figure dell’India moderna, ebbe una funzione politica per la liberazione dell’India dal giogo coloniale ma è stato principalmente un profondo filosofo, un mirabile poeta e un grande mistico. Il modello di sviluppo dello Yoga Integrale ha ispirato la Psicologia Integrale e Transpersonale ed è un riferimento sempre valido all’interno delle più avanzate ipotesi scientifiche sulla natura della coscienza. Aurobindo nasce a Calcutta nel 1872 da Krishnadan Ghose, un medico idealista e da Swarmalata Bose, figlia di Rajnarayan Bose, un noto letterato.
Il padre, che ammirava la scienza e la tecnologia occidentali, lo manda a studiare in Inghilterra ma gli invia pochissimo denaro perché troppo spesso lavora gratuitamente per i non abbienti. Così Aurobindo deve mantenersi con le borse di studio che ottiene grazie ai suoi eccellenti risultati. Supera tutti gli esami a Manchester e a Londra sino a essere ammesso al prestigioso King’s College di Cambridge, l’università delle classi dirigenti. Dotato di una memoria e di un’intelligenza straordinarie impara l’italiano, il tedesco e lo spagnolo per poter leggere Dante, Goethe e Cervantes in originale e diviene presto un profondo conoscitore della letteratura occidentale antica e moderna.

Al suo ritorno in India, Aurobindo è fortemente impressionato nel vedere che il suo paese è crudelmente sfruttato dagli inglesi che stanno cercando di sradicare l’antica cultura indiana come fosse solo superstizione di un popolo inferiore. Nonostante abbia ruoli di prestigio come segretario personale del Maharaja di Baroda e sia vicepreside all’università di letteratura dove insegna, si mette alla guida di un movimento anticolonialista con l’intento di risvegliare la coscienza del suo popolo. Diventa un personaggio molto scomodo per l’Impero Britannico e nel 1908, denunciato da falsi testimoni, è arrestato e condotto nel carcere di Alipore con l’accusa di essere il mandante di un attentato dinamitardo. Vi rimarrà un anno in attesa di un processo che avrebbe potuto comportare la pena di morte ma nell’isolamento del durissimo carcere avviene il suo pieno risveglio spirituale.

Entra in contatto con una guida disincarnata che lo porta a realizzare in poco tempo la pienezza dello Yoga della Gita e a riconoscere la propria essenza spirituale. Ricorda che questa è la stessa voce interiore che tempo prima lo aveva avvertito che presto avrebbe dovuto passare un periodo d’isolamento e totale solitudine. In carcere, nei momenti più difficili in cui la mente vacilla di fronte al naufragio del suo progetto esistenziale, riconosce in sé la presenza di una consapevolezza superiore che non appartiene al suo io ma a Vasudeva, il divino stesso in lui. (Vasudeva è un nome di Krishna). Nel primo discorso pubblico dopo il rilascio afferma di aver compreso che una forza superiore ha diretto ogni avvenimento e dopo essere entrato in contatto cosciente con essa i suoi scopi non sono più politici bensì il suo compito è quello di portare l’umanità verso più vasti spazi di consapevolezza.

La sua realizzazione “Supermentale” è la manifestazione del gradino evolutivo che attende la coscienza umana. Aurobindo racconta che quando durante la reclusione riconobbe in sé il Divino iniziò a vederlo in ogni cosa. Le stesse mura del carcere erano della sostanza di “Vasudeva” e persino i falsi testimoni e il pubblico ministero erano quell’Unico Essere.
Le cose si volgono a suo favore e uscito dalla prigione si reca al Sud in Tamil Nadu dove vivrà il resto della sua vita a
Pondicherry, una linda cittadina coloniale francese che si affaccia sul mare. Il Tamil Nadu è una delle più belle regioni dell’India, zona costellata da antichissimi e grandiosi templi, che da secoli è patria di dinastie di grandi Yogi tra cui Ramana Maharshi. Qui svolgerà il suo grande lavoro interiore che ha come scopo lo sviluppo della coscienza collettiva verso un più alto stato di consapevolezza.

Lo Yoga Integrale

Attorno a lui si riuniscono ricercatori spirituali e nasce un piccolo ashram, ma è dopo l’incontro con Mirra Alfassa, “Mére”, che sarà la sua controparte spirituale, che si sviluppa un grande centro che attira devoti da tutto il mondo. Mirra sin da bambina aveva manifestato straordinarie doti psichiche e paranormali ma appartenendo a una famiglia d’intellettuali atei dovette nascondere le sue esperienze extracorporee e transpersonali. Nelle sue visioni le appariva una figura vestita con una specie di tunica bianca con lunghi capelli e occhi penetranti. Quando in visita in India incontrò Aurobindo lo riconobbe esattamente come il personaggio delle sue visioni persino negli inconsueti abiti orientali.

L’incontro di una figura femminile in grado di aiutarlo sul piano pratico e di comprenderlo sul piano spirituale permise ad Aurobindo di portare avanti il grande progetto che dopo la sua scomparsa nel 1950, inizia a prendere la forma di una città del futuro, basata sulla nuova coscienza. Aurobindo concepisce il suo “Yoga Integrale” e si dedica a tempo pieno alla meditazione e alle sue opere filosofiche e poetiche e mantiene contatti con i devoti rispondendo a migliaia di lettere e per molti anni è tanto assorbito da questo compito da apparire in pubblico dal balcone della sua stanza solo una volta all’anno. Aurobindo, che dormiva solo 3 ore per notte, scrive anche sei libri contemporaneamente.

Al riguardo disse in una lettera: “Vorrei sottolineare che non pensavo quando scrivevo di filosofia come non penso mai quando scrivo queste lettere e queste risposte… Scrivo nel silenzio mentale cose che arrivano già formate… Il migliore sollievo per il cervello è quando il pensiero si forma fuori del corpo e al di sopra del capo. In ogni caso per me è avvenuto così”.

Oggi chi si addentra nei ponderosi 20 volumi della sua opera rimane sopraffatto dalla profondità, lucidità e ampiezza del suo pensiero. Tuttavia, con il suo caratteristico humor, Aurobindo disse che tutta la sua opera era stata scritta al solo scopo di calmare la mente dei seguaci.

L’insegnamento, infatti, è diretto a una coscienza che va oltre l’uomo attuale identificato con il corpo-mente a un livello di sviluppo ancora imperfetto e conflittuale che deve essere superato.

Nelle sue opere presenta una visione del mondo, della coscienza e dell’evoluzione che il premio Nobel Romain Rolland definì “la più vasta sintesi mai realizzata tra il genio dell’Asia e il genio dell’Europa”.
Ald
ous Huxley invece parlò di Sri Aurobindo come del “Platone delle generazioni future”.

Chi visita Auroville vi trova un laboratorio della coscienza dove risiedono migliaia di occidentali e indiani che stanno cercando un modo diverso di essere e di vivere anche se con i limiti e i difetti che l’umanità porta con sé. L’insegnamento di Aurobindo e Mére, invero, è diretto a un’umanità che si risveglia alla propria natura divina, cosa che attualmente è ancora abbastanza rara. Ma di certo il visitatore sensibile percepirà la bellezza e l’atmosfera che si respirano in questo luogo e la luce che Aurobindo ha lasciato sul sentiero della verità.

Citazioni di Sri Aurobindo:

“L’ego è soltanto una formazione della Natura, un espediente mentale e vitale per l’individuazione e l’azione pratica; non è il nostro vero centro, né la nostra vera essenza. Finché la nostra coscienza rimane identificata con il piccolo ego separato, non possiamo conoscere la vastità del nostro vero Sé, che è uno con il Divino e con l’Esistenza universale.” (Sri Aurobindo, La Sintesi dello Yoga)

“Diventare noi stessi è l’unica cosa da fare; ma il nostro vero sé è quello che si trova nel profondo di noi, e superare il nostro sé esteriore di corpo, vita e mente è la condizione affinché questo essere supremo, che è il nostro essere vero e divino, possa rivelarsi e diventare attivo.” (La Vita Divina, Libro II, Capitolo 16)

“Se si è consapevoli della propria anima, si sente che lo psichico è il proprio vero essere, mentre la mente e il resto cominciano a essere soltanto gli strumenti di ciò che è più profondo…” (Lettere sullo Yoga – Vol. IV – Cap. XXI – pag. 160-161)

“Legge e scopo principale della vita individuale è la ricerca del proprio sviluppo. Consapevolmente o semi consapevolmente, o con un inconscio e oscuro brancolare, la vita individuale si sforza sempre, e a buon diritto, di trovare un’autoespressione, cioè di scoprire in sé la legge e il potere del proprio essere e attuarli… Tuttavia, l’ego non è il vero confine del Sé. La sua base può essere trovata soltanto all’interno, nella scoperta profonda che noi siamo segretamente un solo essere e una sola vita con coloro che ci circondano. In termini filosofici, è il riconoscimento dell’unico Sé in tutti, che si realizza in modo molteplice in ciascuno; è la scoperta della legge dell’essere divino nel singolo, che si unifica con la legge dell’essere divino nell’universo. Immediatamente, la chiave del problema si sposta dall’esterno all’interno…”  (The Human Cycle)

Tutta la vita è, coscientemente o subcoscientemente, uno Yoga. Con questo termine intendiamo infatti uno sforzo metodico verso l’autoperfezione attraverso l’espressione delle potenzialità latenti nell’essere, e un’unione dell’individuo umano con l’Esistenza universale e trascendente che vediamo parzialmente espressa nell’uomo e nel Cosmo.” (Sri Aurobindo, La Sintesi dello Yoga, Introduzione)

“L’individuo è un centro dell’intera Coscienza universale; l’universo stesso è una forma e una definizione occupata dall’intera immanenza del Senza Forma. Il vero senso dell’esistenza individuale non risiede nell’affermazione dell’ego, ma nel diventare un’espressione cosciente dello Spirito segreto che abita in noi e in tutte le cose.” (Sri Aurobindo, La Vita Divina)

Per approfondire:
  • Libro consigliato: “L’avventura della coscienza” di Satprem, Ed. Mediterranee.

  • Opere di Aurobindo: Sintesi dello Yoga (3 volumi), Ed. Ubaldini; La Vita Divina (2 volumi), Ed. Mediterranee.

  • Bibliografia e risorse: sriaurobindoyoga.it

  • Sito ufficiale: filippofalzoni.com


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