Introduzione
Attraverso un breve ma folgorante aneddoto di tradizione sufi, Filippo Falzoni Gallerani ci invita a riflettere sul profondo paradosso del “Nulla”. Con un tocco di ironia e saggezza inaspettata, la storiella smantella una dopo l’altra le gerarchie del potere umano e religioso. Un promemoria tagliente che ci ricorda come la vera liberazione e la suprema identità non risiedano in un ruolo, in un’etichetta o nell’ego, ma nell’assenza di tutto questo: in quel Vuoto inesprimibile che è l’origine stessa dell’Essere.
Il Sufi e il Re: Una storia sul “Nulla”
Vi è un banchetto in onore del re. I numerosi invitati sono riuniti, ognuno seduto rigorosamente secondo il proprio rango. Vi è un solo posto libero, in attesa dell’arrivo del monarca. Un discepolo sufi, vestito di stracci, entra nella sala e si va a sedere proprio sulla sedia destinata al re.
Il primo ministro, indignato, gli si avvicina e gli chiede:
«Come osi sederti sulla sedia riservata al re? Sei forse un importante ministro?»
«No», risponde il sufi, «non sono un importante ministro. Sono molto di più».
«Sei il re?» incalza il ministro.
«No, non sono il re. Sono molto più importante».
«Sei il Profeta?»
«No, non sono il profeta. Sono molto più importante».
«Sei Dio?»
«No, non sono Dio. Sono molto più importante».
Il primo ministro, ormai fuori di sé, sbotta:
«Ma come puoi dire questo? Non vi è nulla di più importante di Dio!»
E il sufi, imperturbabile:
«Appunto… io sono quel “Nulla”».

