Respirazione e autoindagine

Vivere il presente con una consapevolezza non condizionata dal pensiero, in spontanea sintonia con l’attimo, implica il contatto con la propria Essenza: il Sé transpersonale.

Nel silenzio di una mente serena, possiamo riconoscere che la coscienza libera dalla schiavitù dei pensieri è per sua natura in rapporto armonico con il Cosmo. Siamo una sola cosa con la realtà invisibile costituita da miliardi di particelle che compongono il corpo fisico, frutto di milioni d’anni d’evoluzione. Per loro natura le particelle subatomiche che ci compongono sconfinano in dimensioni oltre lo spazio e il tempo. Siamo la somma del processo evolutivo del cosmo dal Big Bang a ora, ma anche del nulla che precede la manifestazione. Siamo prodotto della misteriosa intelligenza-energia-consapevolezza da cui emana la Natura e il Cosmo, e siamo anche il vuoto in cui ha luogo tutto lo spettacolo.
I cento miliardi di neuroni del nostro cervello, ognuno dei quali ha diecimila connessioni con gli altri, fanno del cervello il pezzo di materia più organizzata che l’uomo conosca nell’universo. L’intelligenza che la mente umana può manifestare nell’arte, nella filosofia e nello sviluppo tecnologico, è ben piccola cosa rispetto a quell’intelligenza che ha organizzato il sistema nervoso. Questo straordinario strumento è indispensabile perché arte, religione e scienza possano essere soltanto immaginate.
I saggi di ogni tempo e gli scienziati più illuminati riconoscono che l’uomo può risolvere i suoi problemi solo riconoscendo la propria Unità con la Vita e ritrovando la sorgente di quest’intelligenza-consapevolezza intrinseca alla natura.
L’individuo deve superare l’identificazione con l’immagine di sé che ha costruito, il personaggio che immagina di essere o diventare, sempre alla vana ricerca felicità.
La felicità, infatti, non potrà mai essere raggiunta da una prospettiva egoistica. L’identificazione con l’ego, con la di divisione che produce, è la vera causa della sofferenza e dell’ansia, delle guerre e dei disordini sociali.
La distruzione della natura, non deriva dall’inquinamento e dalla cementificazione, ma dall’egoismo e dall’avidità che producono attività distruttive.
La ricerca del piacere non conduce alla felicità, ma alla frustrazione. I desideri dalla prospettiva egocentrica non potranno mai essere soddisfatti definitivamente, perché, come per la linea dell’orizzonte, appena abbiamo raggiunto la meta, vediamo spostarsi più avanti l’obbiettivo.

CONOSCI TE STESSO

Conosci te stesso e conoscerai l’universo e gli dei”, che si trovava scritto sul tempio dell’oracolo di Delfi, e ripetuto dai saggi in mille modi e con infinite metafore. La psicologia del profondo e la filosofia Orientale sono concordi nell’indicare nell’autoindagine la via del risveglio dall’inganno dell’ego e metodi per superare la separazione tra chi vive e la vita stessa che l’ego crea. L’Unità che è la vera salute Olistica.
In tempi moderni le pratiche di Breathwork sono una via diretta per attingere al mondo interiore e per riconoscere le dinamiche inconsce e i giochi dell’io, poiché nella presenza mentale alle sensazioni si evitano ostacoli creati dal pensiero, poiché non si tratta di capire e interpretare, ma di sperimentare direttamente la Verità.
Ma da secoli si trovano delle pratiche basate sulla respirazione per stabilire il contatto con l’energia e l’Essenza. Il Buddha storico ad esempio ha insegnato la respirazione Vipassana e i maestri di ogni tempo hanno riconosciuto nel respiro una via rapida per accedere alla consapevolezza del Sé.
Attraverso il respiro, il corpo si armonizza e le funzioni organiche trovano il giusto equilibrio, la mente si placa ritrovando contatto con il presente non concettuale e le percezioni interiori diventano nitide e chiare. In questo stato non è raro che l’Unità della Vita appaia auto-evidente.
La prospettiva Transpersonale alla pratica della respirazione è fondamentale perché ogni metodo, insegnato, appreso e applicato con un approccio narcisistico, si rivelerà autofrustrante e inutile. Anziché alla liberazione, ogni tecnica applicata in tal modo conduce a illusioni egocentriche ancor più ingannevoli e “non ci sono peggiori illusioni che quelle che l’uomo crea per liberarsi dall’illusione…
James Hillman ci ha spesso ricordato che i fallimenti della psicanalisi e della psicoterapia in genere dipendono proprio dal narcisismo che domina i terapeuti stessi.
Il Jung infatti si compiaceva di non essere “Junghiano”. Diceva che nel momento in cui incontrava un paziente dimenticava qualunque teoria e permetteva all’inconscio di interagire e di guidare l’esperienza. Non s’identificava con un agente esterno con il compito di dirigere il paziente verso una meta, ma entrava in spontanea interazione con l’altro e in un rapporto dialogico consapevole delle istanze psichiche che emergevano dove la differenziazione e l’integrazione, facilitavano che il processo d’individuazione, avesse luogo nel qui e ora.
Con la respirazione, è più facile accedere a questo sentire immediato, a questa presenza senza aspettative libera da preconcetti che con la semplice meditazione. Ma è sempre cruciale un atteggiamento indirizzato al Transpersonale, che abbia cioè riconosciuto l’illusione del “me” come oggetto.
Tale atteggiamento, che Ramana Maharishi e altri saggi chiamano lo Stato Naturale, è espressione spontanea della consapevolezza non imprigionata dalle gabbie del pensiero.
Non si ricercano fenomeni psichici o esperienze mistiche, ma, si osserva per immedesimazione ciò che li cerca…
Essenzialmente la Psicologia Transpersonale è una versione moderna della Filosofia Perenne e delle tecniche d’autoconoscenza e autotrascendenza che l’umanità ha sviluppato nel corso degli ultimi 30 secoli. Antiche intuizioni sulla natura dell’Essere trovano conferme negli sviluppi della Scienza contemporanea e i nuovi paradigmi quantistico-relativistici conducono a intuire la realtà Olistica dell’Universo e della Coscienza in cui esso si specchia.
La Coscienza è vista come l’interfaccia della materia; la materia è energia fluttuante in uno spazio-tempo relativo. Gli antichi simboli acquistano qui significato coerente Shiva è il Sé, il l’immobile eterno testimone di Mahamaya, il mondo del divenire della manifestazione cosmica, definita anche Mahashakti o l’energia universale che anima la materia.

FILOSOFIA PERENNE

 Aldous Huxley riprese il termine Filosofia Perenne[1] che già Leibniz aveva ripreso da Steuco riconobbe che alla base delle Filosofia Perenne ci sono queste quattro assunzioni fondamentali:

1: Il mondo fenomenico di materia e di coscienza individualizzata, il mondo delle cose, degli animali, degli uomini e persino degli dei, è la manifestazione di una base o substrato Divino all’interno del quale tutte le realtà parziali hanno il loro essere e separate dal quale sarebbero inesistenti.
2: Gli esseri umani sono in grado non solo di conoscere la Base Divina per pura inferenza, ma possono anche realizzare la sua esistenza attraverso l’intuizione diretta, superiore al pensiero discorsivo. La conoscenza immediata che unisce il conoscitore con la cosa conosciuta.
3: L’uomo possiede una duplice natura, un ego fenomenico e un Sé eterno che è l’uomo interiore, lo spirito, la scintilla del divino nell’anima. È possibile per l’uomo, se lo desidera, identificarsi con lo spirito e quindi con la Base Divina che è della stessa natura dello spirito.
4: La vita dell’uomo sulla terra ha un solo scopo e fine, identificarsi con il Sé eterno e così giungere alla conoscenza unitiva della Base Divina.

Gli Indù affermano che chi non vive direttamente gli insegnamenti è come il pastore di mucche altrui. Nell’Islam, si dice che il filosofo che non sperimenta la sua metafisica è come un asino carico di libri.
Quando si è sentito il richiamo dal profondo all’autoindagine, e ci rivolge alla sorgente dell’“io sono” si inizia a intuire la natura impersonale della coscienza. Ciò permette di percepire oltre all’ego e al pensiero la luminosa trasparenza una coscienza senza confini di che vive nell’Eterno Ora.
Qui la mente sgombra, risponde in sintonia spontanea alle richieste del momento, libera dal conflitto della separazione, dalla nevrosi e dall’ansia del domani. Qui la vita reale si manifesta nella sanità.
Keats scriveva: “Chiama il mondo la valle del fare anima. Così saprai a che cosa serve il mondo”[2].
La vita nella sua pienezza di luci e ombre diventa l’avventura della coscienza e il risveglio dall’illusione del tempo. Si vive nel qui e ora in un mondo sempre nuovo, liberi dai condizionamenti; moriamo e rinasciamo ogni attimo, liberi da qualunque preoccupazione per i personaggi che appaiono sulla scena. Questa consapevolezza del rapporto tra noi e gli eventi offre profondità e chiarezza, è la fine del tempo in cui si assapora l’attimo eterno.
Vivendo in “presa diretta” senza il filtro del pensiero l’io scompare. Il passato è solo ricordo (anch’esso mutevole a ogni fluttuazione dell’umore) e il futuro fantasia… seguivamo fantasmi senza vedere la realtà, ora possiamo godere dell’Essere, ora sentiamo di essere una cosa sola con Sat Cit Ananda[3].
Quando ci dissolviamo davvero nel Sé senza forma, non separato dal mondo della manifestazione, un cosmo senza confini, possiamo affidarci al potere che è a monte di tutti i fenomeni e fluire con la vita stessa.
Inconoscibile e privo di attributi, il Sé è autoevidente come lo spazio. Come lo spazio tuttavia non lo si può definire come qualcosa di concreto e visibile. Non possiamo afferrare lo spazio e la scienza moderna dimostra che è inseparabile dal tempo. Possiamo descrivere solo ciò che contiene, ma tutto ciò che esiste, esiste solo all’interno dello spazio-tempo.
Siamo già in ogni istante e da sempre la sorgente dello spazio tempo a monte dello stesso tessuto di questo Cosmo stupefacente e misterioso, e non occorre certamente far nulla per raggiungere ciò che è.
Non dobbiamo dividerci in due (osservatore e osservato, controllore e controllato) per prendere coscienza della coscienza; è sufficiente rendersi conto che “è” presente e non divisa già ora e da sempre e che in vero noi siamo quello.
È così e ce ne accorgiamo se non interferiamo con concetti mentali, ma resta tale anche quando la mente ci inganna con il senso di separazione. Come Consapevolezza, siamo co-creatori del mondo fenomenico, noi stessi siamo il substrato Divino all’interno del quale tutte le realtà parziali e le antinomie complementari appaiono e si dissolvono.
Sullo schermo di questa consapevolezza appare l’io, e quando ne abbiamo compreso la natura relativa non ne siamo prigionieri e non prendiamo troppo sul serio le sue vicende. Possiamo vivere in armonia la nostra peculiare personalità senza essere imprigionati. Se invece siamo prigionieri di quest’immagine come fosse la sola realtà diventiamo schiavi di desideri e paure, l’idea della morte ci spaventa. Offuscata la consapevolezza del Sé ricadiamo nell’ansia e nella frustrazione.
I mistici tibetani sin dall’antichità dicono cose analoghe con metafore oggi desuete. Il termine “demone” al giorno d’oggi pare semplice superstizione ma per gli antichi rappresentava, i pensieri che ci nuocciono, quei pensieri di attaccamento egoico che sviano dalla pienezza del sé e quindi producono offuscamento e sofferenza. Si dovrebbe ricordare che termine “diavolo” etimologicamente significa: colui che divide. Riporto le parole tratte da Canti Spirituali di Ma gcig, (Machig Labdron) 1055-1149, una mistica che per i tibetani è un’incarnazione della stessa Tara, la dea protettrice di tutte le popolazioni himalayane.
Compiacersi di una teoria sulla non azione, compiacersi di una meditazione in uno stato equanime, compiacersi di una condotta priva di pensieri distraenti, compiacersi della pratica ascetica: se anche solo per poco ci si comporta in questo modo, considerandoli come oggetti, non si sta percorrendo il cammino spirituale ma quello dei demoni. Poiché la teoria e la meditazione possono essere insegnate solo attraverso simboli, non si creino nella mente concetti fissi. Riguardo alle visioni che sorgono liberamente non si creino costruzioni teoriche. Esse si manifestano senza limiti sorgendo in modo indifferenziato. Non avere alcuna teoria è la nobile pratica della Recisione dei demoni. Poiché tutto è la propria Mente spontanea, colui che medita non ha nulla su cui meditare.

[1] La “philosophia perennis” è anche il concetto centrale della “Scuola tradizionalista”, rappresentata da scrittori del XX secolo quali René Guénon, Frithjof Schuon e Ananda Coomaraswamy, e in Italia da Elémire Zolla.
[2] Per “anima”, dice J. Hillman, io intendo, prima di tutto, più che una sostanza, una prospettiva, più che una cosa in sé, una visuale sulle cose. Questa prospettiva è riflessiva essa media gli eventi e determina la differenza tra noi stessi e tutto ciò che accade. Tra noi e gli eventi, tra l’agente e l’azione, c’è un momento riflessivo, e fare anima significa differenziare questa zona intermedia.
[3] Sat Cita Ananda: Essere, Consapevolezza, Beatitudine. In essenza siamo Sat Cit Ananda.
Sat è Essenza pura e senza tempo, Cit è Consapevolezza e Ananda è beatitudine. Questa trinità è inseparabile poiché ogni aspetto interdipendente.

 

efficacia dell Rebirthing Transpersonale

La seduta di respirazione e i suoi effetti sono un processo così semplice che anche un bambino la può sperimentare con successo. La corretta applicazione del metodo è semplice ed efficace, tuttavia appena cerco di spiegare l’essenza dell’esperienza, gli argomenti che ho molto chiari in mente, messi in parole paiono complicati. Mentre mi accingo a rispondere alle domande mi è chiaro che di parole sagge ne abbiamo sentite già abbastanza. Nell’ultimo brano che ho inviato con la newsletter discutevo come gli aforismi di saggezza, finché restano solo parole, servono a poco. 
La vera comprensione e la soluzione dei problemi della mente non avvengono a livello mentale, ma è la percezione diretta della realtà obiettiva di ciò che le parole si limitano a indicare.
Nietzsche affermava che i suoi scritti non potevano essere compresi perché: “Per ciò di cui non si ha esperienza non si hanno orecchie”.

Cogliere la vita come è, senza il filtro delle concettualizzazioni, il contatto con l’intelligenza che appartiene all’energia che ci anima, sono fatti esperienziali e non concettuali. 
E’ necessario vivere in prima persona l’esperienza ineffabile dello “stato naturale”: lo stato di presenza consapevole che non vuol essere questo o quello e non s’identifica con ruoli e maschere.
Il Rebirthing Transpersonale è uno strumento efficace per andare oltre la gabbia dei pensieri e dopo aver “respirato” molti trovano comprensibile l’aforisma che prima appariva loro un arcano paradosso.
Abbiamo perso contatto con la vita perché siamo condizionati e guardiamo la realtà da una prospettiva che ci impedisce di vivere nel “qui e ora” e di esserci pienamente. Siamo frammentati e i frammenti sono spesso in conflitto tra loro.
La metafora del cervello come un computer di cui non abbiamo padronanza rende l’idea dell’incapacità umana di percepire la realtà dalla prospettiva del Sé, di sintonizzarsi con la volontà profonda, con l’anima e l’essenza.
Per cui se dovessi riassumere con una frase la mia risposta alla tua domanda sarebbe: “E’ impossibile placare la mente finché siamo identificati con il pensiero (io) e non con la Consapevolezza, con il Testimone.”
Solo una chiara percezione della realtà conduce all’armonia con la vita, all’integrazione dell’io con la totalità dell’Essere.
Come diceva Sri Nisargadatta: “Il vero Sé scaccia il falso io, tuttavia esso continua ad esistere senza contraddizione”.
Respirando possiamo calmare la mente, attivare l’energia, sintonizzarci con il presente per trascendere il pensiero e le parole e percepire la realtà dell’Essere. La mente può non volere lasciare il campo alla libertà dell’Essere perché è fortemente condizionata da secoli.
Temo che detto così possa sembrare complicato, mentre lo stato naturare, è spontaneo e privo di sforzo. Un non fare… un riconoscere la natura illusoria dell’agente del cosiddetto “io separato”. Essere veramente semplici e umani senza inseguire le mete illusorie che la mente incessantemente crea.
La vita accade spontaneamente, come spontaneamente siamo già “noi stessi” senza dover far nulla per esserlo. E non dobbiamo diventare chissà che inseguendo ideali frustranti, ma realizzare ciò che già siamo. Sii ciò che sei! 
Se seguiamo la Volontà che viene dal profondo, non c’è separazione tra pensiero e azione e siamo in presa diretta con la vita. 
E’ difficile in poche parole esprimere con concetti semplici l’ineffabile natura della coscienza.
Per questo per anni ho condiviso brani di diversi autori per integrare le prospettive e per questo scopo ho compilato le 500 pagine del volume 2 dell”’Io Trasparente” e ne ho scritte altre centinaia.
Al lettore medio che non ha esperienza diretta, anche queste parole sul “vero Sé” appariranno criptiche o astratte, mentre l’esperienza è semplice e immediata… 
Spero di essere stato in grado in queste righe di usare le parole adatte per andare oltre a esse, e di trovare sintesi chiare, comprensibili anche ai non esperti.
Se guardiamo la mente senza identificarci con le immagini mentali, se rimaniamo testimoni, e osserviamo il suo vagare con chiarezza, senza intervenire, senza volere né allontanare i pensieri, né capire perché vengono e dove portano, avviene un profondo cambiamento.
Nell’immediatezza del sentire senza alternative, creiamo le migliori condizioni perché la mente si plachi e l’intuizione ci diriga. Dobbiamo arrenderci a un’intelligenza inconscia che nasce dal silenzio. Il Testimone è il silenzio. Come il vuoto contiene le forme, così il silenzio contiene il rumore senza tuttavia perdere la propria natura. La pienezza della vita consiste appunto nell’integrazione degli opposti: Ego e Sé, vuoto e pieno, ecc.

Il Rebirthing Transpersonale

Il Rebirthing è stato diffuso negli USA negli anni 70, anche se le sue origini sono molto antiche e collegate al Pranayama del Kundalini Yoga e ad antiche pratiche del Taoismo. In Italia questa tecnica è stata sviluppata come metodo specifico in linea con i principi della Psicologia Transpersonale dal Dott. Filippo Falzoni Gallerani.
Il Rebirthing Transpersonale, oltre ad essere un efficace catalizzatore di grande potenziale terapeutico si dimostra un potente strumento per entrare in contatto con stati non ordinari di coscienza, stati meditativi, di iperlucidità e con dimensioni coscienziali non ordinarie, favorendo lo sviluppo della consapevolezza e dell’intuizione.
La Psicologia Transpersonale è diretta allo sviluppo delle potenzialità e degli aspetti più sani e creativi dell’individuo. E’ detta “Transpersonale” perché indirizzata a qualcosa che va oltre l’io e trascende l’atteggiamento egocentrico e l’identificazione con la personalità per attingere alla natura profonda dell’Essere. Una psicologia che non focalizza la sua attenzione solo alla patologia, ma che riconosce i sentieri che conducono alla liberazione, alla serenità, e ad una più profonda consapevolezza.
L’individuo può liberarsi dai conflitti interiori e dal chiacchierio mentale che conduce a percezioni distorte e condizionate. Può entrare in contatto con la propria Essenza e riconoscere il vero Sé. Tale Sé profondo non e schiavo della mente, è la sempre presente consapevolezza substrato di ogni esperienza. La realizzazione del nostro sé offre all’individuo incomparabile lucidità, equilibrio ed efficienza psicofisica.
La ricerca interiore conduce alla conoscenza di Sé e culmina con la liberazione dalla sofferenza e alla “comprensione intuitiva della natura dell’Essere”.

The Search For Love And Problems Arising Between Couples

It is not for love of your wife but for love of “Self” that a man says I love my wife dearly

A Hindu text

 

Happiness of individuals depends firstly on the quality of their loving relationships. When you are in love all problems seem to disappear. However search for emotional happiness is a painful path, full of frustrations and disillusions. The days of passion frequently give way to conflicts, boredom, and various forms of dependency, jealousy and possessiveness. These and many other destructive elements which soon occur in a relationship make a great part of love relationships difficult and painful. A lot of people try to forget their love troubles by settling for superficial relationships, others try to hide their inner emptiness investing their energies in the pursuing of power and money and focus onappearances.

The problem is more serious today because a lot of men are not prepared to adapt to the deep changes of nowadays. According to changes in the way people think, a woman is no longer subdued to a man and considered an inferior being in his service, a means of procreation without almost any rights.

For centuries love problems were considered secondary because marriages were arranged by families, generally for reasons for interest and practical issues. Roles were accepted as an inalienable universal rule.

From the Sixties onwards roles have changed totally, however contemporary man does not seem to be able to relate with a woman as his equal. He often seems nervous and insecure, or reactive and violent.

Separations and divorces are constantly increasing. Psychotherapist have more and more patients with love problems not to mention men killing their partners because they don’t accept to be left by a woman whom they consider their personal property.

I remember that, as a young student of psychology, I had the impression that all books I was studying faced the real problem of every man or woman indirectly; the problem of finding love. Nevertheless I found that psychology did not give enough importance to the most important problem of human beings which was, in my opinion, comprehending and overcoming obstacles that prevent all of us from establishing relations of true love.

Freud considered sexuality of main importance, but did not talk specifically in detail of love and completeness in a couple. He focused mainly on the development of sexuality and the overcoming of the different stages children go through in their first years of life until with puberty, genital maturity[1], and the impulse to reproduce take over.

I thought the only fulfilled man was one who could live an authentic and happy love relationship at any level, and not the one who had solved only his sexual problems.

I remember that one day, I expressed this idea to prof. Beluffi (head of the department where I was training at Hospital Paolo Pini and my mentor in my psychiatric studies).

I asked him: “Don’t you think individuals are sane and balanced psychologically when their inner evolution allows them to love with maturity and harmony and to build a really happy relationship with their partners and their families?”

He answered me with a short question: “don’t you think, on the contrary, that evolution may lead to individuals developing not only their male but also their female side?

I thought deeply about this notion, which I had never considered before. I perceived the cultural contradiction on the one hand of the fact that men desire a relationship with a woman (or women chase men) considering a handicap to spiritual life and on the other hand men search for romantic love and see the union of male and female as a sacrament, a universal symbol of completeness, the summum bonum for ordinary people.

It’s like saying: “God is love, but if you aspire to freedom you had better avoid relationships which involve you deeply.”

In fact a woman was seen often as the main obstacle to a man’s self realisation. He has to go beyond being the slave of love, a situation that darkens his reason and the slavery of his sexual instinct if he wants to become wise and spiritual.

At the same time the Hieros Gamos[2] or the mystic marriage between the male and female principles (King and Queen) was the heart of symbols of alchemy I studied when learning of the psychological interpretation of Jung[3].

The Philosopher’s Stone symbolised the inner realisation of the alchemist and was externally projected onto the level of matter. The union of male and female principles of matter had the power to convert ordinary metals into gold, in the same way that within the being of a person the integration of opposites led to the realisation of “Self”.

To give one of many possible examples, the symbols of Hindu Tantrism have as their  zenith the union between Shiva and Shakti, the male and female principles, emptiness and form. A Yogi can reach the Absolute through erotic rites[4].

In Hinduism Shankara[5]’s philosophy is highly valued and his commentaries to the Upanishad still represent a peak of human thought.

Even if Shankara never refers to sex, he expresses the same concept of the union and integration of opposites, like other mystical paths. According to Shankara and the Vedanta Masters only Non Dualistic Conscience leads to the true reality beyond the illusions of mind[6]. I was very impressed by part of a sentence written by him. To the questions: “Which is the most difficult thing?” and “Who is a real hero?” He answered: “Understanding women” and “The one who doesn’t let them confuse him”.

With regard to Tibetan Buddhism, this sentence from Mahamudra[7] by Tilopa[8] suffices to indicate the importance of tantric sexual union: “When serving a karmamudra[9], the pure awareness
 of bliss and emptiness will arise:
 Composed in a blessed union of insight and means,
 slowly send down, retain and draw back up the bodhichitta[10],
 and conducting it to the source, saturate the entire body.
 But only if lust and attachment are absent will that awareness arise.

 Then gaining long-life and eternal youth, waxing like the moon,
 radiant and clear, with the strength of a lion,
 you will quickly gain mundane power and supreme enlightenment. May this pithy instruction in Mahamudra
 remain in the hearts of fortunate beings.”

In ancient Chinese philosophy a man was a mediator between sky and earth; in Taoism, the union and balance of Yin and Yang (male and female principles) leads to the path to liberation.

Through experience, I realised that the union between a man and a woman is possible and can be happily achieved only if an individual accepts his essential loneliness, which is the acknowledgement of real Self containing male and female polarity.

A man will resolve all his problems with the opposite sex only after he has achieved self-sufficiency  and the integration of opposites.

Most men and women live unhappy relationships because they avoid reality.

Through self-analysis and the observation of many cases, I realised how wrong it is to search for happiness and completeness outside oneself without recognising first the inner emptiness we all want to fulfil.

 

IN OUR THINKING WE WILL NEVER FIND REALITY BEYOND OUR THOUGHTS

 

If there is no integration in the conscience of “animus-anima”, if we don’t surrender to our most intimate feelings without being confused by desires and identification with the self, this lack will be projected outside of us and continue to manifest itself in unsatisfactory relationships.

As long as we hope to find (or fear we won’t find) something in life, our attitude of desire and fear will make us live blocked by our thinking, which distorts a right perception of reality: if we continue on this path we will always be deluded.

In the tension towards the outside we loose contact with ourselves i.e. with a clear perception of the present day originating in a free mind. Endless illusions and delusions will originate from this lack of clarity.

Alchemy of the Male-Female union must first occur inside ourselves. The union between Shiva and Shakti, Sky and Earth, Purusha and Prakriti, emptiness and form, to be or not to be, is the mystical marriage of an individual who has in himself a complementary polarity, and represent the awareness of the individual in the Self. It is not a solipsistic androgynous perception, nor a closure into ourselves which leads to loneliness, but the certainty of being self sufficient as an indispensable condition of establishing healthy relationships.

The emptiness, “the non-being and death” scare us because we don’t see them as polar and complementary processes of the being. We must find the courage to embrace the reality we cannot escape from.

 

OUR IDENTIFICATION WITH MENTAL IMAGES IS THE ROOT OF SUFFERING

 

When we are internally ready, when we have accepted reality, our relations become harmonious and we are free from dependence. Or it will let us leave troubled relations without resentment, recrimination and regret, and without fear of the future and solitude.

That is the time when the partner we have been looking for all our life will unexpectedly appear.

Being self sufficient, having the courage to show ourselves as we really are and to accept the inner solitude that nobody can fulfil, are indispensable conditions for not being dominated by illusions and for understanding others, and thus avoiding establishing relationships of dependency, which inevitably will end up in trouble.

The inner balance of self sufficiency is therefore a prerequisite of any healthy relation[11].

The mistake comes when we relate to life trying to resolve the problem outside ourselves and to find someone capable of filling our inner emptiness we have never dealt with. Nobody will ever fill this emptiness completely: we can fill it only if we recognise it and accept it as it is, without escaping into illusions and hopes.

It may happen that we have to go through painful experiences to grow which allow us to know our neuroses in the theatre of projections. Only if we are sincere with ourselves and can recognise them can we be free from them.

In love relations it is also easy to delude ourselves. For example we do things to please our partner even if these actions are not spontaneous. When we do this, if we feel loved we still have the doubt that the partner does not love us but the person we’ve tried to look like. What’s more, acting in a non-spontaneous way will soon begin to be a burden.

Certainly with these premises, relations are a reason for suffering. In this perspectives love relationships are “dangerous” for those who look for inner peace. This is why men and women sometimes choose the monastic life. They are not always moved by a spiritual conversion, more often they want to avoid entering the dangerous arena of love life.

Only when there is harmony between life and us and we spontaneously go with the flow, without fears or hopes, can we establish happy relations. There is harmony between us and life only we are free from the conflicts, which our thinking creates when we live amid desires, fears and conditionings.

Our thinking creates the self, with its memories and expectations. Until we free ourselves from the false identification with the character created by our thinking we will not find harmony with our partners. We will not be in harmony withwhat is.

 

BREATHING AND IDENTIFICATION

 

One of the reasons why the technique of Transpersonal Rebirthing is so efficient lies in the fact that during an intense breathing session one is predisposed to feel pleasant and painful feelings. We know we have entered areas of the subconscious and that with the recognition of what we are able to purge ourselves of, we free ourselves from its influence.

With this unconditioned attention to strong sensations that breathing produces, we can tune in with the present experienced from the perspective of the witness who has no desires or fears.

The absence of thinking leads to a state in which the observer who is separated from sensations disappears and everything is seen in the clarity of a non-divided conscience.

A clear perception of reality, beyond the cage of thinking, often helps the patient in only one session to resolve deep problems and open new horizons for him.

The moment of awakening lived during the breathing sessions become

characteristic  of an individual when this attitude of being a witness without alternatives or goals is pursued in daily life.

At this point we will perceive that it is sufficient to make this inner step of surrender to reality in order to approach intuitive wisdom, which spontaneously manifests itself when the ego leaves it space. We will live experiences we would never have imagined. And now that we do not need them anymore, we can finally establish happy love relations.

 


[1] Take a look at the site “maturità genitale”: http://www.pieropriorini.it/index_file/dipendenzeaffettive.html.

In an article Piero Priorini analyses love dependence in a modern psychoanalytic perspective. His analysis is similar to what I affirm here, even though I see the limits of Freudian perspective compared to the Transpersonal one.

[2] Hieros Gamos = mystic marriage or holy union was an ancient symbolic ritual celebrated in the Spring. People who attended it acquired a divine nature and often were a means to the deity concerned. In alchemy the union between the male and female principles of matter is the key to the philosophical stone to transform not only ordinary metals into gold but also the conscience of the alchemist.

[3] See the inspiring book “Psychology and Alchemy” by C.G. Jung

[4] A Yogi can experience ecstasy of union with Absolute through an erotic rite, only if he does not feel any lust, i.e. he identifies himself with the transpersonal self and with the cosmic forces that express themselves through it.

[5] This is how Shankara analyses Absolute Subjectivity: If you recognize it [the Absolute Witness], you will be freed from the bonds of ignorance and obtain liberation. There is a self-existent Reality, which is the basis of our consciousness of ego. That Reality is the Witness of the state of ego consciousness and of the body. That Reality is the constant Witness in all three states of consciousness — waking, dreaming and dreamless sleep. It is your real Self. That Reality pervades the universe. It alone shines. The universe shines with its reflected light. Its nature is timeless Awareness. It knows all things. Witnesses all things, from the ego to the body. It is the Witness of pleasure and pain and the sense objects. This is your real Self. the Supreme Being, the Ancient. It never ceases to experience infinite release. It is unwavering. It is Spirit itself. Conscience –consciousness is a witness of our “Self”. Ramana Maharashi calls it “Ego-self”, Absolute Subjectivity…

[6] This fulfilment leads to the Self-Fulfilment seen as an absolute subjectivity without any attributes.

[7] Find the complete Mahamudra instructions by Tilopa at http://www.keithdowman.net/mahamudra/tilopa.htm

[8] Tilopa (928-1009) was a tantric practitioner and mahasiddha. who developed the mahamudra (Tibetan: phyag rgya chen po) method, a set of spiritual practices that greatly accelerates the process of attaining bodhi (enlightenment). He is considered the patriarch of Kagyu tradition of Tibetan Buddhism. Nine of his books have been preserved and translated into Tibetan.

[9] Karmamudra: when you practise tantric sex.

[10] Sanskrit word Bodhicitta  “mind of enlightenment” or “awakening mind” is characteristic of Mahayana Buddhism.

[11] Naturally, this apply to homosexual relations as well, since sexual roles are psychological attitudes rather than physiological conditions.

The Insidious Masks Of The Ego

… Investment in samsara is futile; it is the cause of every anxiety.
Since worldly involvement is pointless, seek the heart of reality!
In the transcending of mind’s dualities is Supreme vision;
In a still and silent mind is Supreme Meditation;
In spontaneity is Supreme Activity;
And when all hopes and fears have died, the Goal is reached.
Beyond all mental images the mind is naturally clear:
Follow no path to follow the path of the Buddhas;
Employ no technique to gain supreme enlightenment.
Mahamudra, Tilopa

A Little story of Awakening

Few years ago in India I had an experience that, although at first sight may seem a trifle thing indeed proved to be a memorable teaching.

I think it exemplifies in very simple terms, with a trivial episode of daily life, one of the crucial  mechanisms by which the mind deceives us, if we do not recognize the difference between thought and actual awareness.


 

Since the late ’70s I spent all winters in an ashram in India situated in a beautiful valley at the foot of the Himalayas, crossed by a pure stream ‘s: There I met the Sri Haidhakhan Baba, that many knows simply as Babaji. After he left his body I continued to spend 2 or 3 months there every year.

I do not intend to tell my long story and I’ll be right to the comic circumstances that once again, sowed me the deceptions of the ego, that are, as we can see very common, in the path of spiritual quest.

One evening, before bed, I listened for a couple of hours a recording of Eckhart Tolle, the author of “The Power of Now.”

Many people know that his writings, on topics that largely agree with, have had a great international success. He covers the subject pure awareness, and liberation from the illusion of a separate self. In many ways he is in line with the message of Jiddu Krishnamurti and Advaita philosophy.

I find interesting characters like Tolle, because they are ordinary people who, after periods of neurosis and depression, awakened to a new state of consciousness characterized by bliss and serenity, without particular techniques and without a Guru.

Ramana Maharshi, Aurobindo for example seem to us exceptional people with a special destiny, favoured by social and historical contexts, while these “new masters” are ordinary people of our time, living within our culture, without anyreligious stigmata, that look very ordinary.

In simple words Tolle was speaking of “awareness beyond all thoughts” and total immersion in the here-now, in a way I appreciated.

Listening Tolle that night I remembered the experiments I did as a boy trying to remain conscious during dreams, or cultivating mind control focusing attention on every movement such as the conscious walking of Zen. As they say: “when walking, just walk” and other similar things.

In those days in India I was in a very clear and peaceful state of mind, I was feeling really at home, and the environment made it very easy to live in the here and now without any mental conflict. I used to spent many hours a day in meditation and studying the best Indian Philosophers, or translating some Upanishads an so on.

But that night, I decided that it could still be “good for me” to intentionally apply the practice of attention that Tolle suggested, with an ongoing commitment for the following hours.

When I turned off light I consciously move from wakefulness to sleep.

As I promised myself, a certain presence remained in the background in my sleep. I woke up at 3.29, (one minute before the alarm clock) feeling that I have been aware of dreamless sleep.

I got out of bed with the intention to keep on doing my best in practicing mindfulness.

I put a special awareness in every movements:  awareness of the toothpaste on the toothbrush   carefully spread, the coffee pot filled without spilling a grain, the gas stove lighted with the first piezoelectric spark, and then the conscious feeling of every sip of the steaming black drink .

It is ten minutes to four o’clock and I go out in the starry night and walk, a conscious walk, through the mango grove, past by the nine temples and the dhuni and down the stairs that lead to the rocky bed of the river, attentive to every step and any sound and feeling.

The moon and the stars are reflected on the surface of the pool created by the dam of stones I built in previous days.

I take off the jacket, kurta of heavy wool, the two sweaters, t-shirt and woollen tights and pants, necessary in these cold days of January.

Every gesture is tasted by knowledge, I carefully put my clothes neatly folded in order to wear quickly and do not get cold after a bath, without getting stuck in a sleeve that is inverted or exchange the front with the back of a sweater.

I’m paying attention to everything and very concentrated. Now I am naked in the chilly night, ready to dive in the crystalline waters of the Ganga.

A biting wind from the North enters the valley just as I’m about to dive into the deep pool … and here… I realize with amazement that for the first time in thirty years, I forgot to bring with me the bathrobe! !!!!

The bathrobe is the most difficult thing to forget because we always remember that just out of the cold water it is fundamental to have something dry.

The funny thing is that I have forgotten it the very day on which I had committed more than ever to cultivate attention!

In trying to live in the present, I left out the most important thing, and, by searching, I have lost touch with the present that is actually always and already there.

A lighting flash through my mind! I understand that I touched one of the classic paradoxes of the ego in is quest for self-improvement.

My uncontrollable laughter echoes through the valley. My God!

I am already Awareness and I strive to become it?

The thought and effort to be aware is not an obstacle to the very awareness that comes from a clear mind free of purposes and not divided in self-observation?

 

The map is not the territory

I felt like never before the stupidity of research of mindfulness through thought, and at the same time, I understand that it is an act of intelligence to realize the deception own ego that wants to “be present.” The ego and thinking are the product of the movement of time and memory and do not lead to this which is beyond conceptualization and planning. The filter of thinking divides the perception “in observer and observed”, while there is only observation, there is only That.

It is so difficult to recognize because this is a collective illusion shared and promulgated by the society in which we live, which is based on ego and thought (and we see the results are a world in which conflict and confusion is rife at all levels ).

To overcome the deceptions of the mind we have to expose ourselves and realize the paradoxical nature of this challenge, which ultimately leads to surrender and genuine transcendence of the ego and the psychological time.

But “Nothing is easier than to continue along streets or children to return,” said Jung.

This is a radical change of perspective and not a gradual improvement within our ego illusions.

It is to do away with the desire to change over time, with the claims of an effort of self-improvement that, from this perspective ego, proves self-defeating.

It takes effort and commitment to build a house with his own hands, but certainly not to be yourself, to realize the natural state … should perhaps make an effort a wave to feel the she is the ocean, or just simply recognize reality and leave the illusion of its own imagined independent nature?

How true all that repeated Krishnamurti!

And how easy it is to betray in practice what has been understood on an intellectual level, as soon as the ego to want to implement himself spiritually.

We don’t realize how foolish it is to be fooled by these “trips” of thought that can never grasp reality by the very nature of its limited areas.

The spontaneous awakening comes when there is no I who pursues and expanded states of consciousness occur in the total inner freedom.

And then: Who is trying to become more aware? Who wants to reach a particular state of consciousness?

As soon as there is the ego, consciousness is clouded by the thought fear and desire.

The ego is made up of thoughts and it is the root of every thought and of the creation of past and future. Wile the chronological time exist the psychological time is a mind creation. Awareness arises when the mind is silent. The mind is silent when we do nothing, in fact: we did not own, so there is no one who wants to silence. The action occurs spontaneously. We are one with the reality because there is only This and That You Are …

The non-dual Self appears spontaneously in the mind free from desire and fear, expectations and choices. Only when we are free from the compulsion to achieve something disappears division into observer and observed and consciousness is one with the All.

Only when attention is spontaneous, meditation occurs without divisions.

How many times I repeated the effort to meditate is antithetical to meditation, which is the inner silence that leads us to the reality, but the deception hides as well even in “reasonable” going to practice mindfulness.

This situation showed me once again the camouflage of the ego in the most subtle: the spiritual ego. Recognizing this mental trap seemed more illuminating many hours of meditation.

Only when the sense of self dissolves we wake up to reality.

Just by seeing clearly the shadow enter into the Light …

Only discarding the mental illusions are Reality …

Just dying to ourselves we live in the Eternal Now …

 

Filippo Falzoni Gallerani

FILIPPO FALZONI GALLERANI