Una storiella personale di Risveglio
Attraverso un divertente e profondo aneddoto vissuto sulle rive del fiume Gange, l’autore smaschera uno dei più classici paradossi della ricerca spirituale: lo sforzo di “praticare” la presenza mentale. Riflettendo sulle parole di Eckhart Tolle e Krishnamurti, l’articolo mostra come l’intenzione egoica di “raggiungere” uno stato di consapevolezza sia, in realtà, la causa stessa della disattenzione e della separazione dal “qui e ora”. Il vero risveglio non richiede sforzo, ma l’arresa dell’io e il riconoscimento che noi siamo già l’Oceano della Coscienza.

