da Filippo Falzoni Gallerani | Nov 7, 2025
n testo raro e profondo, consigliato dal grande mistico indiano Sri Ramana Maharshi. Si tratta della traduzione del capitolo dedicato all’Ego tratto dal libretto “All is One” di Vijay R. Subramaniam. Attraverso un dialogo diretto con l’io separato, l’autore smaschera le illusioni dell’egocentrismo e invita l’individuo ad arrendersi all’Ego Universale (il Brahman). Un inno al risveglio che svela come la fine dell’io non sia una morte, ma la rinascita nella perfetta beatitudine dell’Uno.
da Filippo Falzoni Gallerani | Dic 20, 2021
Oltre la teoria e le parole: un’indagine profonda su come la respirazione intensa ci aiuti a disidentificarci dalla mente, risvegliando il vero Sé e sconfiggendo l’ansia
da Filippo Falzoni Gallerani | Giu 20, 2018
In questa profonda riflessione, l’autore smaschera uno dei tranelli più sottili della mente: l’ego spirituale. Attraverso il costante desiderio di auto-miglioramento e la proiezione di una liberazione futura, l’io rafforza la propria illusione di separatezza. Citando la saggezza di Sri Nisargadatta Maharaj (“il ladro si traveste da poliziotto”), il testo ci invita ad abbandonare le astrazioni concettuali e lo sforzo di raggiungere un’armonia che, al di là dei filtri del pensiero, è già naturalmente presente in noi.
da Filippo Falzoni Gallerani | Gen 31, 2014
Using the timeless metaphor of the wave and the ocean, this essay explores the human condition and the illusion of the separated ego. The author gently mocks the “New Age” desire to become a wave with only crests and no valleys, pointing out that true liberation is not found in self-improvement or avoiding life’s storms. Instead, it lies in the profound realization that the wave has never been separate from the ocean, leading to a spontaneous surrender to the reality of the present moment.
da Filippo Falzoni Gallerani | Apr 9, 2013
Attraverso un celebre e ironico aneddoto sufi, l’autore esplora il profondo significato spirituale del “Nulla”. Un mendicante siede sul trono del re e smantella, una dopo l’altra, tutte le gerarchie del potere umano e divino, ricordandoci che la vera identità non si trova in un’etichetta o in un ruolo da difendere, ma nell’assenza totale di ego.