da Filippo Falzoni Gallerani | Gen 1, 2026
L’autore condivide una lucida e amara riflessione sulla difficoltà di trasmettere la vera conoscenza del Sé a chi è intrappolato nei meccanismi dell’ego. Attraverso l’esempio di Jiddu Krishnamurti – che in punto di morte temette di non essere stato compreso – il brano esplora l’illusione dell'”ego spirituale” e la necessità di un’intuizione diretta della realtà, che nessuna parola potrà mai sostituire.
da Filippo Falzoni Gallerani | Giu 20, 2018
In questa profonda riflessione, l’autore smaschera uno dei tranelli più sottili della mente: l’ego spirituale. Attraverso il costante desiderio di auto-miglioramento e la proiezione di una liberazione futura, l’io rafforza la propria illusione di separatezza. Citando la saggezza di Sri Nisargadatta Maharaj (“il ladro si traveste da poliziotto”), il testo ci invita ad abbandonare le astrazioni concettuali e lo sforzo di raggiungere un’armonia che, al di là dei filtri del pensiero, è già naturalmente presente in noi.
da Filippo Falzoni Gallerani | Ott 2, 2016
Attraverso un divertente e profondo aneddoto vissuto sulle rive del fiume Gange, l’autore smaschera uno dei più classici paradossi della ricerca spirituale: lo sforzo di “praticare” la presenza mentale. Riflettendo sulle parole di Eckhart Tolle e Krishnamurti, l’articolo mostra come l’intenzione egoica di “raggiungere” uno stato di consapevolezza sia, in realtà, la causa stessa della disattenzione e della separazione dal “qui e ora”. Il vero risveglio non richiede sforzo, ma l’arresa dell’io e il riconoscimento che noi siamo già l’Oceano della Coscienza.
da Filippo Falzoni Gallerani | Apr 9, 2016
In questo storico discorso del 1975, Jiddu Krishnamurti analizza come l’insicurezza del pensiero abbia generato l’illusione del “me”. Il testo svela come il flusso ininterrotto dell’egoismo coincida con il movimento del tempo, accomunando tutti gli esseri umani nella stessa sofferenza. Krishnamurti esplora poi l’autentica natura della meditazione come libertà totale e descrive l’uomo religioso come un individuo interiormente semplice e privo di autorità, l’unico capace di accogliere la verità.
da Filippo Falzoni Gallerani | Lug 1, 2015
In questo articolo esploriamo la radice della paura del “Vuoto” e dell’isolamento interiore. L’autore ci spiega come lo sforzo di controllare la mente sia in realtà un ostacolo alla vera pace. Solo attraverso l’auto-indagine e l’accettazione della realtà – in cui l’osservatore e l’osservato diventano uno – possiamo dissolvere l’illusione dell’ego. Ad arricchire la riflessione, un potente brano di Jiddu Krishnamurti ci invita ad affrontare i fatti senza cercare vie di fuga o dipendenze, trovando nel respiro consapevole il catalizzatore perfetto per questa trasformazione.