Essenza dell’insegnamento non-dualista

La vetta più alta del pensiero indiano è contenuta nel Vedanta, che significa fine o conclusione dei Veda. L’Advaita Vedanta , è una cristallina dimostrazione filosofica del Non-dualismo. La filosofia non-dualista è una via pratica e concreta all’autorealizzazione e all’autotrascendenza che porta a conoscere le realtà che i sensi non possono percepire.
L’India ha dato la nascita a grandi maestri dell’Advaita non solo in tempi remoti (ad esempio Shankara nel VI-VII secolo) ma sino ai giorni nostri. Risvegliati come Ramana Maharshi e Nisargadatta Maharaj, che hanno vissuto in decenni recenti, hanno lasciato insegnamenti di incomparabile valore, coerenti con gli antichi classici.
Quando nei primi anni ’90 in India, su suggerimento di un saggio bibliofilo, entrai in contatto con alcune Upanishad del VII secolo, fui subito consapevole che quegli antichi testi indicavano verità fondamentali, affatto dogmatiche, sempre attuali e della massima importanza. Si trattava delle stesse intuizioni che sono esposte nei dialoghi di Sri Ramana e di Sri Nisargadatta. Mi si aprivano davanti un grande spazio di chiarezza e una prospettiva che sentivo profondamente vera. Qualcosa che avevo intuito e vissuto ma che non ero mai stato in grado di esprimere in modo così evidente; avevo vissuto stati simili in gioventù durante un’esperienza perimortale e con le prime sedute di Rebirthing. Mi accorsi che forse erano quelle esperienze di stati di coscienza non ordinaria a permettermi ora di comprendere questi insegnamenti con facilità.
Negli anni ho letto e riletto questi testi dell’Advaita. Li ho considerati così importanti che durante i miei soggiorni in India ho tradotto e poi raccolto nel volumetto “La Saggezza non Dualista” parte della Ribhu Gita (la Gita di Shiva), dell’Avadhoota Gita e altri brani di Upanishad inedite in italiano. Oltre a questi, la lettura di “Io sono Quello” di Nisargadatta Maharaj è stato per me uno dei libri più illuminanti. Ho approfondito l’argomento con i colloqui di Ramana Maharshi, che ho riletto come una meditazione per decine di volte trovandovi sempre ulteriore profondità.
Queste indicazioni dei saggi, assieme alla pratica di breathwork e altre pratiche esperienziali, risvegliano delle intuizioni che rivoluzionano il modo di considerare sé stessi e la vita.
Le letture chiariscono le esperienze interiori e rendono evidente la falsa percezione che ci fa credere di essere individui separati in balia di una realtà priva di senso.
Queste conoscenze non hanno nulla a che fare con metodi o credenze, la fede nel pensiero positivo e le fantasie spiritualistiche dell’idealismo New Age. Non sono vie di fuga dalla realtà, ma consapevolezza del reale.
Le ispirazioni di saggezza che provengono dalla conoscenza di sé, sono di fondamentale importanza per qualunque psicoterapia e per ogni cammino di autorealizzazione, attualmente sono oggetto di studio e ricerca della Psicologia Transpersonale e sono coerenti con i nuovi paradigmi della scienza quantistico-relativistica.
Il significato occulto delle religioni, i misteri della metafisica e delle filosofie iniziatiche, la psicologia del profondo, il processo d’Individuazione suggerito da Jung, si comprendono in modo nuovo ed evidente alla luce di queste conoscenze illuminanti che conducono all’essenza di sé.
Non si tratta infatti di speculazioni astratte, ma di realizzazioni trasformative poiché la retta comprensione di sé stessi può davvero dissolvere i conflitti, donare equilibrio e serenità e aprire la strada alla saggezza intuitiva che guida all’autorealizzazione.
Conoscere sé stessi e cogliere la natura non divisa dell’Essere è sia la cosa più semplice da realizzare, sia la cosa più difficile. Il Sé é qualcosa che non si può trovare perché non lo si è mai perduto e perché non è “qual-cosa” e abbiamo bisogno di scuoterci dal sonno per poterlo riconoscere.
Ipnotizzati dal mondo del divenire abbiamo dimenticato chi siamo e ci perdiamo nella camera a specchi della mente.
Insegnamenti che in passato pochi iniziati potevano avvicinare sono ora diffusi in pubblicazioni cui tutti possono accedere, ma queste perle rare sono mescolate a un gran numero di falsi insegnamenti.
La maggior parte di ciò che il mercato offre è di più facile lettura e propone tecniche e metodi a sostegno dell’ego e allettanti promesse di potere personale e successo materiale.
Mentre nel non-dualismo troviamo verità che annullano le pretese dell’ego e che possono essere comprese solo attraverso l’intuizione e con sincera aspirazione per la verità quando si è maturi per coglierle.
I testi che cercano di semplificare riducendo l’esperienza alla comprensione di meri concetti ne stravolgono completamente il significato.
Non si tratta infatti di capire le parole né di coltivare nuove idee, ma piuttosto di immedesimarsi  negli  insegnamenti con sincera passione. A “chi” appare l’evanescente mondo del pensiero? Cos’è la consapevolezza che mi permette di osservare “le sensazioni”?
Non ha forma e non può esser vista perché è sempre soggetto e mai oggetto, è il testimone che non può avere un testimone come insegna Shiva nella Ribhu Gita. 

Tutto il mondo delle percezioni è contenuto nella Coscienza e la liberazione deriva dalla conoscenza di sé come essenza a monte di qualunque identificazione, priva di forma e di attributi.

La domanda essenziale dell’Advaita Vedanta è: “Chi sono io?” alla quale ci si accorge di non poter trovare risposta, e in questa sospensione del pensiero e nel sapere di non sapere si possono aprire ampi orizzonti interiori. Non posso vedere colui che vede, né trovare il pensatore dei pensieri, il quale, sottoposto ad indagine, si rivela esso stesso un pensiero, che scompare appena sospendo il processo pensativo.

Si trascende il pensiero senza escludere quella saggezza discriminante che è un ingrediente indispensabile per non cadere in un mare di contraddizioni e paradossi. Per giungere alla conoscenza del Sé, devo scartare ciò che non sono. Di certo tutte le immagini e i pensieri su di me e sul mondo non sono me. La memoria del passato e di quanto ho vissuto non è me e neppure i desideri e il chiacchierio mentale cui assisto.

L’immagine che ho di me è anch’essa un pensiero. Quando rivolgo la mente all’interno, alla ricerca del testimone dei pensieri, riconosco che non c’è nessun “io” ma solo lo spazio di una consapevolezza impersonale e onnipervadente che è il substrato di tutte le sensazioni fisiche e mentali e di tutte le percezioni sensoriali (un vuoto privo di dimensioni che contiene ogni cosa).

Non ha centro, non ha caratteristiche come l’assoluta trasparenza e la vacuità e riconosco di essere coscienza solo quando non mi identifico in un oggetto-immagine proiettato dal pensiero.

Questa coscienza di Essere (prima di immaginare di essere “questo o quello”) è il Sé, terribilmente semplice e vicina e nello stesso tempo inafferrabile.

Questo Atman trascende il corpo e la mente e non è separabile da Brahman[1] (l’Assoluto) che trascende anche il testimone. Senza di esso non ci sarebbero lo spazio e il tempo che per esistere necessitano di qualcuno-qualcosa che li contenga.

Quando ci si immedesima nell’Atman si sperimenta “Sat-Cit-Ananda” (Essere-Coscienza-Beatitudine) uno stato che le parole non possono descrivere e che può comprendere solo chi lo vive.

La coscienza per manifestarsi ha bisogno di un corpo sostenuto dal respiro e dal cibo. Nel mondo fisico tutto pulsa, tutto è vibrazione e onde di diversa frequenza: sistole-diastole, inspirazione-espirazione, notte-giorno, tutto è percepito attraverso le coppie di opposti, caldo-freddo, luce-ombra, bene-male, ecc.

Il sorgere e il tramontare della coscienza si manifestano nei cicli di sonno-veglia, vita-morte, Essere-Non essere. Nella realtà non-duale le polarità e la divisione tra “osservatore e osservato” scompaiono nell’interdipendenza di ogni aspetto dell’Unità che tutto sottende. L’Advaita è al di là di dualismo e non dualismo. Chi è il Testimone del sorgere e del tramontare della coscienza? Nel sonno profondo non c’è pensiero né io, ma il Sé rimane, e torna a manifestarsi appena si è richiamati alla veglia. Che cosa è ciò che si situa prima della coscienza di essere e della divisione tra essere e non essere? I saggi dell’Advaita chiamano Parabrahman il substrato della coscienza. Tale stato assoluto è oltre ciò che il pensiero possa concepire e raggiungere.

Su questa impensabilità si è al lungo soffermato Nāgārjuna. Gran parte del suo insegnamento consiste in una critica sia alle dottrine che sottintendono l’esistenza dei fenomeni, sia a quelle che ne negano l’esistenza. Nāgārjuna non presenta alcuna dottrina, poiché l’esperienza della vacuità non è compatibile con alcuna costruzione filosofica. Secondo Nagarjuna l’idea stessa della vacuità rischia di essere pericolosa, se la vacuità viene considerata un ente o un oggetto. La vacuità richiede, ed è, la rinuncia a ogni opinione.

Nel Madhyamaka Karira, Le Stanze del Cammino di Mezzo, nel II secolo della nostra era, scriveva:

Laude della Suprema Realtà

Come posso lodarti, Tu non nato e residente in nessun luogo, Tu che sorpassi ogni comparazione mondana, che trascendi la strada delle parole!

Tu non sei né lontano né vicino, né nell’etere né nella terra, né nella trasmigrazione né nel nirvana. Lode a Te, o Signore, che non risiedi dovechessia.

Tu non risiedi in nessun’entità, sei andato nel piano dell’assoluta realtà, hai raggiunto la profondità suprema. Lode a Te, oh Profondo

Con questa lode possa Tu essere lodato. Ma, in realtà, sei stato Tu lodato? Tutte le entità essendo vuote, chi mai è lodato? e da chi è lodato?

E chi Ti può lodare, Tu privo di nascita e di sparizione, Tu dove non c’è né fine né mezzo, né percezione né percepibile? …

È il “Nulla” alla base di “Tutto”. Un’attenta e sincera autoindagine conduce il serio ricercatore ad intuire la realtà non divisa, in cui riconosce la natura atemporale, “non nata” e immortale, in quanto oltre alla dimensione spazio-temporale, della pura consapevolezza che anima ogni cosa. Quest’intuizione diventa un’esperienza mistica quando realizza che questa realtà è lui stesso.  Quest’esperienza trasformativa è libertà dalla prigione della mente, dalla sofferenza e dalla paura. Il risveglio a questa consapevolezza è l’autorealizzazione e la fine del dolore. Non nella fantasia di speranze ultramondane, bensì nella pienezza del quotidiano e in un confronto armonico e spontaneo con il mondo fenomenico. Non è una fuga dal mondo, ma un modo di essere naturalmente in armonia con il dovere quotidiano. Non è qualcosa che trasforma in santi, invero è lo stato naturale della mente non divisa, che si manifesta nell’autenticità spontanea. Non possiamo comprendere queste righe se non realizziamo l’ovvietà di tutto questo. E anche queste sono solo parole, indicazioni per mettere un po’ d’ordine e calmare i dialoghi mentali. Limitarsi alla comprensione delle parole senza esperienza diretta conduce a paradossi dell’impensabile e a confondere la mappa con il territorio. Dalla prospettiva dell’Assoluto tutta la ricerca filosofica e l’io stesso che cerca sono aspetti dell’illusione.

Nel Sé scopriamo che è la vita stessa a prendersi cura di ogni cosa in perfetta armonia senza bisogno di un agente. Superati gli inganni dell’io e dell’inconscio entriamo nel flusso armonico del divenire e troviamo la vera serenità interiore e il modo di vivere nel mondo con efficacia nelle faccende del quotidiano.

Se invece l’ego, per automigliorarsi, cerca il Sé secondo i suoi condizionamenti, ne crea un’immagine ingannevole e caricaturale. Chi cade nel gioco delle illusioni pseudoreligiose finisce nell’inganno dei ruoli spirituali, che è una situazione che, a quanto pare, per essere superata alcuni devono dolorosamente attraversare poiché nell’illusione di essere illuminati si vive una vita inautentica e alienata. La falsa via dell’ego che spinge nel mercato dei maestri che vendono quello che la gente vuole sentirsi dire e falsi insegnamenti che conducono solo a più grandi illusioni.

Secondo l’Advaita e l’esperienza dei mistici, Dio è lo stesso Sé, “Io Sono Colui che È”. Quando l’io si arrende al Sé, l’io stesso diventa una sola cosa con Esso. Ma chi, dopo aver compreso le parole, si arrende davvero? Per questo a meno che circostanze della vita non ci portino oltre noi stessi, le pratiche di autoindagine e Breathwork sono necessarie per la liberazione.

Tu non sei né terra, né acqua né fuoco, né aria, né spazio. Per ottenere la liberazione riconosci il Sé come il testimone di tutto questo e come la Consapevolezza stessa.

Astavakra Samhita

“Se si indaga sull’esistenza dell’io si scoprirà che non esiste, ma se lo si considera esistente e si cerca di controllarlo, cioè se la mente cerca di controllare la mente, la situazione è quella di un ladro che si traveste da poliziotto per arrestare il ladro, cioè lui stesso. In questo modo l’io persiste e inganna sé stesso.”

 Sri Ramana Maharshi

 

Colui che vede che gli atti sono prodotti dalla natura e altresì che il Sé non è agente, quegli vede. Stando così le cose, colui che considera come agente unicamente l’io, quell’uomo debole di mente, a causa dell’immaturità del suo giudizio, non vede realmente.

Bhagavad Gita

 

[1] L’induismo ha come fondamento del messaggio spirituale che tutte le manifestazioni delle cose e degli eventi che ci circondano non siano altro che differenti manifestazioni della realtà ultima, chiamata Brahman. Il Brahman è la realtà ultima, inteso come vero “sé” o l’essenza di tutte le cose. Esso è infinito e trascende tutti i concetti; non può essere compreso né adeguatamente descritto dalle parole. Tuttavia la gente vuole parlare di questa realtà e i saggi indù, con la loro caratteristica inclinazione per il mito, hanno raffigurato Brahman come una divinità e ne parlano con linguaggio mitologico. I vari aspetti del divino hanno ricevuto i nomi delle diverse divinità venerate dagli Indù, ma i testi sacri indicano chiaramente che tutte queste divinità non sono altro che riflessi dell’unica realtà ultima. La manifestazione di Brahman nell’anima umana è chiamata Atman e l’idea che Atman è Brahman, la realtà individuale e la realtà ultima siano una cosa sola è l’essenza delle Upanisad: “E’ da questo che tutte sono animate; esso è l’unica realtà, è l’Atman e tu stesso lo sei.”

 

Milano 25 settembre 2017

Ribhu Gita, la Gita di Shiva

Filosofia Non dualista

Mia libera traduzione di estratti della: Ribhu Gita, la Gita di Shiva, un classico dell’Advaita Vedanta del settimo secolo. A questo testo si disse facesse spesso riferimento Sri Ramana Maharshi. Un testo che la la mente razionale non può afferrare, ma che risponde hai temi essenziali dell’essere solo l’intelligenza intuitiva può cogliere .

-kalabhairava

Capitolo 1

Ribhu-niddgha samvadah

IL DIALOGO TRA RIBHU E NADAGHA

Skanda: I Rishi così parlarono a Ribhu, il devoto di Shambhu, quello che, senza desideri, è il migliore dei saggi, coperto di cenere e collane di rudraksha, che era a Kedarnath sul picco dell’Himalaya a onorare Shiva il signore di Kedarnath.

I Rishi: Meritevole figlio di Brahma, nato dal loto. Per la nostra liberazione illuminaci con la Conoscenza e la saggezza dei Veda e con i grandi aforismi che hai ottenuto sul monte Kailash onorando il Signore Isvara. Attraverso tale Conoscenza saremo resi capaci di attraversare l’oceano senza sponde del samsara.

Suta: Compiaciuto dalle parole dei saggi, guardandosi attorno si rivolse alla saggia assemblea che era assorta nella contemplazione dei piedi di loto del Signore dall’ottuplice forma.

Ribhu: Non vi è nulla che sia segreto a voi, grandi anime, devoti di Sambhu. Guardandovi dalla dimora d’amore del signore dai tre occhi, vi comunicherò questo: la conoscenza evidente di Shankara, una grande emanazione della sorgente dei Veda. Ascoltate questo, migliori tra gli uomini, che cercate la conoscenza di Brahman. Ascoltate questo: l’oceano della conoscenza di Shiva attraverso cui vincendo l’attaccamento dei sensi con la devozione a Shiva, attraverserete il mare del samsara. Offrendo obbedienza a Mahadeva, vi esporrò la conoscenza di Isvara.

La causa dell’universo è unicamente il divino consorte di Uma, il brillante illuminatore, la causa del mondo senziente ed insenziente, la sola causa di gioia. Per lui il grande Isvara (Maheshvara), non è necessaria alcuna azione, Lui, Hara da solo è la causa di tutto.…

Quindi Ribhu disse a Nidagha: ti dirò la definizione del Sé che non è trovabile nella triade del tempo di passato, presente e futuro, sempre il più segreto dei segreti, per riassumere ciò che è stato detto da Shiva.

Non c’è nulla di cui si possa parlare come non-Sé, né della mente come non-Sé, né dei mondi come non-Sé. Sii certo che non c’è nulla che sia non-Sé. Con l’assenza di tutti i sankalpa, con l’eliminazione di tutte le forme, con la convinzione che esiste solo Brahman, sii certo che non c’è nulla che sia non-Sé.

In assenza della mente non c’è pensiero; in assenza del corpo non c’è invecchiamento. Con la convinzione che esiste solo Brahman, sii certo che non c’è nulla che sia non-Sé. Per l’assenza del piede non c’è camminare, per l’assenza delle mani non c’è lavoro. Esiste solo Brahman da solo, sii certo che non c’è nulla che sia non-Sé.

A causa dell’assenza di Brahma, il Creatore, non c’è mondo e in quest’assenza quindi non c’è neppure Hari il sostenitore. Esiste solo Brahman da solo, sii certo che non c’è nulla che sia non-Sé. In assenza d’invecchiamento non c’è morte e neppure il mondo dei Veda e degli dei. Esiste solo Brahman, sii certo che non c’è nulla che sia non-Sé.

Non c’è Dharma, non c’è purezza né concetti di verità, né paura. Esiste solo Brahman, sii certo che non c’è nulla che sia non-Sé. Poiché non vi è decadimento non vi è movimento, poiché non c’è decadimento non c’è oblio. Esiste solo Brahman da solo, sii certo che non c’è nulla che sia non-Sé.

Il Guru in vero non esiste, in verità non esiste discepolo. Esiste solo Brahman, sii certo che non c’è nulla che sia non-Sé. Non essendoci nulla che sia primo non c’è nessun secondo, non essendoci secondo non c’è nulla che sia primo. Se c’è il concetto di verità sorgerà anche qualcosa di non vero.

Se c’è un concetto di non verità anche un concetto di verità sorgerà con esso. Se c’è lo sfavorevole sappi che c’è anche il concetto di favorevole. Allo stesso modo se c’è il favorevole ci sarà lo sfavorevole.

Se pensi al coraggio, la paura è postulata, la paura è concomitante al coraggio. Esiste solo Brahman da solo, sii certo che non c’è nulla che sia non-Sé. Se c’è legame ci sarà liberazione, in assenza di legame non c’è liberazione. Se c’è la morte c’è la nascita, in assenza della nascita non c’è neppure la morte.

Se c’è il “tu” c’è l'”io”, se non c’è il “tu” non c’è l'”io”. Se c’è “questo” c’è “quello”; in assenza di “quello” non c’è neppure “questo”. Se c’è un “là,” implica anche qualcosa che c’è un non “là”, se c’è un “non là” ciò implica qualcosa che è “là”. Se c’è un effetto c’è una causa, in mancanza di un effetto non c’è causa.

Se c’è la dualità c’è il concetto di nondualità, in assenza di dualità non c’è concetto di nondualità. Se c’è qualcosa da vedere, anche il vedente deve essere là, in assenza di alcunché da vedere non c’è neppure alcuno che veda. Se c’è un interno ci sarà di certo un esterno, se non c’è interno non ci sarà esterno. Se c’è il concetto di completezza, ciò implica qualcosa d’incompleto.

Se c’è qualcosa di piccolo che si possa pensare, in un attimo diventa tutto, se non c’è qualcosa di piccolo nulla di qualunque cosa in ogni tempo nulla può sorgere. Quindi alla fine nulla esiste davvero in qualunque tempo, né tu né io, né questo né quello. Esiste solo Brahman da solo, sii certo che non c’è nulla che sia non-Sé.

In questo mondo non c’è nulla che possa essere un esempio, e neppure qualcosa cui l’esempio debba essere dato. Esiste solo Brahman da solo, sii certo che non c’è nulla che sia non-Sé. Non esiste mente che pensa “Io sono il Supremo Brahman”, “quest’universo è solo Brahman”, “Anche tu sei solo Brahman.” Io sono Coscienza e non esiste il non Sé. Sii certo di questo. Così in breve la definizione del Sé ti è stata data. Nell’udire questo uno diventa Brahman stesso.

Nidagha: Chi sei tu? Chi davvero? Dimmi migliore tra gli oratori, che solo ad ascoltarti uno è istantaneamente liberato dalle durezze del Samsara.

Ribhu: Io invero sono il Supremo Brahman. Io invero, sono la felicità suprema. Io sono me stesso. Io invero sono. Io sono Brahman solo.Sono solo Coscienza. Sono posseduto da divina Conoscenza. Sono senza parole per esprimermi. Io sono Brahman solo. Sono senza significato. “Questo” è senza significato. Sono separato dal significato di tutto. Io sono Brahman solo.Sono sempre puro, illuminato eterno, totalmente senza macchia. Sono della natura del sempre beato. Io sono Brahman solo. Sono della natura della Perfezione eterna. Sono Esistenza-Consapevolezza-Beatitudine. Sono solo della natura della nondualità. Io sono Brahman solo.

Sono della natura che non può essere descritta. Sono senza inizio e senza fine. Non sono della natura della materia insenziente. Io sono Brahman solo. Sono privo di qualunque sankalpa (progetto, intenzione). Sono privo di ogni ignoranza. Sono tutto. Sono lo stesso Ciò. Io sono Brahman solo. Sono privo di nomi e simili cose. Sono privo di forme. Privo da tutti gli attaccamenti. Io sono Brahman solo.

Sono il creatore di tutti i discorsi. Sono oltre la fine di tutti i Veda (Vedanta). Sono la fine di tutti i tempi. Io sono Brahman solo.

Sono la fine di tutte le forme. Sono la gioia che è la fine di tutti i nomi. Sono la fine di tutti gli eoni del tempo. Io sono Brahman solo. Io stesso sono gioia e null’altro. Io stesso sono Coscienza senza mutamenti. Io sono ovunque. Io sono Brahman solo. Io sono il Sé che è Brahman solo. Sono solo una massa di pura Coscienza. Sono la sola esistente Essenza indivisa. Io sono Brahman solo. Io sono esclusivamente della natura della Conoscenza. Sono della natura che esiste di per sé. Sono la sola essenza esistente completa. Io sono Brahman solo.

Sono della natura dell’esistenza; io in vero sono della natura della beatitudine. Sono al di là del significato e dell’assenza di significato. Io sono Brahman solo. Sono della natura che non può essere misurabile. Sono della natura che non può essere discussa. Sono della natura che non può essere compresa. Io sono Brahman solo.

Io sono della natura che non è tessuta. Sono senza dolore. Brillo ininterrottamente. Io sono Brahman solo. Sono privo di attività. Sono privo di differenze. Sono privo di tutti i dubbi. Io sono Brahman solo. Sono senza ego. Sono senza maestro, io sono sempre la natura di Brahman. Io sono Brahman solo.

Sono separato da Brahma e privo delle caratteristiche di Brahma e altri, privo delle caratteristiche di Vishnu e altri. Sono privo delle caratteristiche di Shankara e altri. Io sono Brahman solo. Io sono silenziosamente luminoso. Io sono Brahman solo. Io sono nulla. Io non sono il “più alto”. Sono una piccola cosa. Sono anche il Supremo.

Della natura non ho il corpo brillante, neppure sono l’illuminatore dell’universo. Sono una massa di Coscienza. Io sono della natura della Coscienza. Io sono Coscienza. Ho sempre la natura dell’Esistenza. Sono gioioso. Sono l’incarnazione della gioia. Io sono Brahman solo. Non sono un ragazzo, né un giovane, né un vecchio. Sono più alto del più alto.

Non sono della natura del molteplice. Io sono Brahman solo. Questa mia esperienza è stata definita: “la suprema essenza di tutte le Upanishad”. Chiunque ascolti questo anche solo una volta, egli stesso diventa Brahman.

Coloro che sono illusi nell’intelletto da idee di “piccola conoscenza” o “onniscienza” e simili, che sorgono da interpretazioni concettuali dei Veda, delle scritture, dei trattati, degli aforismi e simili, non possono neppure studiando centinaia di scritture conoscere Shankara, che non è né il grossolano, né l’atomico, non fuoco, vento, spazio, acqua o terra, ma è come il brillante spazio che brilla nel cuore all’interno degli involucri di tutti gli esseri.

Capitolo 2

sivena kumaropadesa varnanam

DESCRIZIONE DEGLI INSEGNAMENTI DI SHIVA A KUMARA (Gli stessi dati da Shiva a Ribhu)

Onorabile Ribhu, in questa situazione chi è in grado di raggiungere lo stato di Brahman? Spiegami specialmente quella conoscenza che viene dalle parole di Shankara.

Ribhu: Tu di certo sei Brahman. Tu sei il Supremo Guru. Tu di certo sei della natura dello spazio. Di certo sei Brahman. Non c’è dubbio su questo.

Tu di certo sei tutti i modi dell’essere. Tu sei il significato di tutto questo. Sei senza mutamento. Sei privo di tutto. Sei il Testimone. Sei sempre senza un testimone. Tu sei il tempo. Sei privo di ogni cosa. Sei sempre senza un testimone. Sei privo di tempo. Sei il tempo. Tu sei sempre Brahman, la massa della consapevolezza. Tu sei la natura della verità. Tu sei Brahman. Non c’è dubbio su questo.

Tu sei la Verità. Tu sei il realizzato. Tu sei l’Uno primordiale. Tu sei il liberato, tu sei la liberazione. Tu sei sempre immortale. Tu sei Dio. Sei pacifico. Senza afflizioni. Tu sei Brahman. Sei la pienezza. Esisti in ogni direzione. Tu sei sereno. Sei anche la Verità. Sei antico. Sei rappresentato dalla parola “verità” e altre parole. Sei privo di membra. Sei sempre stabile. Sei Brahman. Sei pieno e perfetto. Sei l’alto e il basso.

Sei libero dalle errate convinzioni che confondono del mondo fenomenico. Sorgi in tutti gli esseri che da sempre sono. Sei sempre senza sankalpa. Tu sei Brahman. Sei la pienezza. Esisti in ogni direzione. Sei sempre gioioso e felicemente stabile, sempre senza inimicizia, sempre privo di azione. Tu sei Brahman che esiste in ogni direzione. Sei della natura dello spazio della Coscienza. Sei solo Coscienza. Risiedi solo in te stesso. Tu sei Brahman non c’è dubbio su questo.

Tu sei beatitudine. Tu sei il Supremo. Sei privo di tutto, sei senza attributi. Tu sei l’Uno senza un secondo. Tu sei Brahman non c’è dubbio su questo. Tu sei della natura di una massa di Coscienza-Beatitudine. Sei della natura della completezza. Tu sei Brahman non c’è dubbio su questo. Tu sei “Quello”. Tu sei te stesso. Tu sei l’illuminato. Conosci, sai, sei consapevolezza. Sei nato da Brahman. Tu sei Brahman non c’è dubbio su questo. Tu sei immortale. Pervadi tutto. Sei Dio. Sei grande. Sei il discorso. Tu sei Brahman non c’è dubbio su questo.

Tu sei tutto. Sei privo di tutto. Sei pacifico. Tu sei di certo il Supremo. Tu sei la causa, tu sei sereno. Tu sei Brahman non c’è dubbio su questo. Tu sei della natura dell’esistenza. Sei di certo esistenza naturale. Sei della natura del sempre puro. Tu sei Brahman non c’è dubbio su questo. Sei privo anche di un po’ di qualunque cosa, tu sei privo persino di un atomo. Sei privo di esistenza obiettiva. Sei privo di non esistenza e simili.

Chiunque tu sia, tu sei Lui. Te sei tutto ciò che è grande. Tu sei Brahman non c’è dubbio su questo. Sei privo d’indicazioni e qualità. Sei solo Consapevolezza. Sei senza afflizioni. Sei sempre l’essenza indivisa. Tu sei Brahman non c’è dubbio su questo. Tu sei della natura del substrato di tutto. Sei della natura della luce di tutto. Sei privo di qualunque differenza o significato. Tu sei Brahman. Non c’è dubbio su questo.

Tu di certo sei Brahman libero da differenze e da disturbi. Sei pacifico, privo di differenze. Tu sei Brahman. Non c’è dubbio su questo. Sei privo del termine “conoscenza esaltata”. Tu percepisci la tua stessa natura. Tu risiedi nella tua natura. Tu sei Brahman. Non c’è dubbio su questo. Tu resti con la tua natura. Tu riconosci solo la tua natura. Sei immerso nelle acque della tua stessa gioia. Tu sei Brahman. Non c’è dubbio su questo.

Tu solo esisti nel regno del tuo Sé. T’inchini solo al tuo stesso sé. Tu sei della natura completa. Tu sei Brahman. Non c’è dubbio su questo.

Radicato nella tua stessa gioia, sei te stesso. Non percepisci nulla di esterno a te. Nel tuo Sé brilli e sei come lo spazio. Tu sei Brahman. Non c’è dubbio su questo. Non devii dalla tua natura. Non percepisci nulla al di fuori della tua natura. Tu nella tua natura sei nettare. Tu sei Brahman. Non c’è dubbio su questo. Tu brilli della tua stessa natura. Sbocci con la tua stessa natura. Non sei differente dalla tua natura. Tu sei Brahman. Non c’è dubbio su questo. Tu sei sempre te stesso. Vedi te stesso ovunque. Godi te stesso in te stesso. Tu sei Brahman. Non c’è dubbio su questo.

Suta:

Allora, compiaciuta dalle parole di Nidagha, Ribhu, amato figlio di Brahma nato dal loto, vedendolo, come una persona adatta per l’essenza dell’amore di Shiva, continuò a istruirlo.

Ribhu:

Una volta sul monte Kailash, Shankara istruì suo figlio. Ti dirò le stesse cose ascolta con mente attenta. Questo mondo fenomenico non esiste. Non è mai stato creato, né mai è esistito di per sé. Questo che è stato chiamato l’immagine del mondo, è sempre irreale.

Non ci sono effetti o illusioni e simili. Non c’è paura degli effetti dell’illusione. Essendoci solo Brahman, queste cose sono irreali, sempre irreali. Non c’è colui che fa; non c’è azione, non c’è nulla che debba essere fatto, figlio. Essendoci solo Brahman queste cose sono irreali, sempre irreali.

Non c’è uno non c’è due. Non c’è mantra, non c’è tantra né nessuna cosa simile. Essendoci solo Brahman, queste cose sono irreali, sempre irreali. Non c’è ascolto o riflessione; la profonda meditazione è percezione errata. Essendoci solo Brahman, queste cose sono irreali, sempre irreali.

I due tipi di samadhi, (savikalpa e nirvikalpa) non esistono. La misura e la misurazione non esistono. Essendoci solo Brahman, queste cose sono irreali, sempre irreali. Invero l’ignoranza non esiste. La mancanza di discriminazione neppure esiste. Essendoci solo Brahman, queste cose sono irreali, sempre irreali.

La triade d’ingiunzioni correlate non esiste, e di certo la triade delle connessioni non esiste. Essendoci solo Brahman, queste cose sono irreali, sempre irreali. Non ci sono cose come il passato e il futuro in alcun luogo. In realtà non c’è cosa come il presente in alcun luogo. Essendoci solo Brahman, queste cose sono irreali, sempre irreali.

Le parole che indicano il Gange, Gaya e allo stesso modo le terre del Sud alla fine dell’India, o qualunque altra cosa, non esistono. Essendoci solo Brahman, queste cose sono irreali, sempre irreali. Non c’è terra, non c’è acqua, non c’è fuoco né aria e nessuno spazio in alcun luogo. Essendoci solo Brahman, queste cose sono irreali, sempre irreali.

In realtà non ci sono Dei, non ci sono guardiani delle direzioni, non c’è né padre né Guru in qualunque tempo. Essendoci solo Brahman, queste cose sono irreali, sempre irreali. Non c’è nulla di vicino o di lontano, non c’è fine, né metà né alcun altro stato in qualunque tempo. Non c’è nondualità, né dualità, né verità né non verità, né qualcosa che possa essere indicato come questo.

Non c’è liberazione e non c’è legame. In realtà non c’è mondo, né tempo, in alcun tempo al fine. Non c’è realtà né irrealtà, né c’è uno stato di “felicità”. Non ci sono coppie di opposti, né un Sé in qualunque tempo. Non ci sono doveri in relazione alle acque sacre, non c’è crescita, generazione, morte, né la percezione erronea di andare e venire.

Non c’è “qui” né “in seguito”. Non c’è Guru, né discepolo, né realtà né irrealtà, non c’è esistenza, non c’è azione da svolgere e azione svolta. Non c’è comunità, non c’è rifugio, non c’è casta e nessuna tradizione, in realtà non ci sono regole di comportamento fisico e mentale e neppure limiti etici.

Non ci sono cose come “tutto è illusione” o “tutto è Brahman”. Non c’è nessuna Coscienza. Non c’è cosa di cui si possa dire “io sono Coscienza”. Nulla come “io esisto”; nulla come “io sono eterno”. Essendoci solo Brahman, queste cose sono irreali, sempre irreali.

Qualunque cosa sia espressa dalle parole, qualunque cosa sia pensata dalla mente o determinata dall’intelletto, e qualunque cosa sia conosciuta dal pensiero. Ciò che è unito dallo yoga, ciò che è fatto dai sensi, e gli stati della veglia, del sogno e del sonno profondo, e il quarto stato.

Tutto questo non esiste. Bisogna sapere che tutte queste cose sono determinate da condizionamenti. La purezza non si acquisisce mai con le abluzioni, mai è ottenuta attraverso la contemplazione. La triade dei guna (qualità: tamas, rajas e sattva) non esiste affatto, né c’è alcunché oltre i guna. Parole come uno e due non esistono. La grande illusione e la percezione errata non esistono.

La paura e l’assenza di paura, in realtà non ci sono. Sii certo che non c’è proprio nulla affatto. C’è solo Brahman non rimane altro. Chiunque ascolti questo anche solo una volta egli stesso diventa Brahman.

Isvara:

Come bolle d’aria sulle acque dell’oceano, gli dei, gli uomini e le bestie di tutto il mondo fenomenico sorgono e sorgeranno ancora e ancora, sulle acque della massa di beatitudine solida del consorte di Uma (Shiva). Non esiste miseria mondana per coloro che attraverso la loro esperienza, percepiscono tutto questo emergere dalle onde dell’illusione chiaramente come Me stesso, (il Sé). A causa dell’illusione la gente non realizza Hara (il Sé) come causa di ogni piccola cosa, causa di ogni essere ed anche come la causa senza confini di una più grande dissoluzione. Quando la presenza del Consorte di Uma brilla riflesso nelle acque nei recessi dello spazio del cuore, la distruzione del serpente delle miserie mondane ha luogo.

Capitolo 3

prapancasya saccinmayatva kathanam

DESCRIZIONE DEL MONDO FENOMENICO COME ESISTENZA CONSAPEVOLEZZA

Isvara: I voti religiosi sono illusori. I mondi sono illusori. I vari stati sono illusori. I luoghi sacri sono illusori. Anche la paura è illusoria. I sostegni e simili cose sono illusori. Il godimento è illusorio. La moltitudine delle relazioni è illusoria. Le proposizioni sono illusorie.

Anche i Veda sono illusori. Il parlare è illusorio. Il molteplice è illusorio. La ricchezza è illusoria. Il cielo e gli altri elementi sono illusori. La luna è illusoria. Tutto è illusorio. Anche il Guru è illusorio. Le buone qualità e i difetti entrambi sono illusori. Contare è illusorio. Parlare articolatamente è illusorio. Andare è illusorio. Ciò che è attraversato è illusorio. Tutto è illusorio.

Le scritture dei Veda, la conoscenza tradizionale, la causa ed effetto, Isvara, il mondo e gli elementi, gli esseri senzienti e le genti, tutto è di certo illusorio. Non c’è dubbio su questo. Prigionia e liberazione, felicità e dolore, meditazione, pensiero, dei e demoni, il secondario, il principale, il più alto e il separato sono tutti illusori. Non c’è dubbio su questo. Qualunque cosa sia concepita dalle parole è completamente illusoria. Non c’è dubbio su questo. Così anche tutto ciò che è immaginato da sankalpa o pensato dalla mente è illusorio.

Poco è deciso dall’intelletto, e poco è portato avanti dal pensiero, e qualunque cosa esista in questo quintuplice mondo (formato dai cinque elementi) è tutto illusorio. Ciò è certo. Qualunque cosa sia udita dalle orecchie o osservata con gli occhi, gli occhi stessi, le orecchie e il corpo sono tutti illusori. Questo è certo.

Qualunque cosa sia indicata come “questo” o immaginata come “questo” qualunque oggetto sia conosciuto in questo modo, tutto è illusorio. Non c’è dubbio su questo. “Chi sono Io?” “Che cosa è questo o quello”? “Io Sono Quello”? Queste e altre simili proposizioni sono irreali. Qualunque cosa accade in questo mondo tutto è illusorio.

Tutto ciò che deve essere praticato, tutto ciò che deve essere tenuto segreto e tutte le cause, tutto è illusorio. Anche il termine “tutti gli esseri” è illusorio. Non c’è dubbio su questo. Tutte le differenze e le differenziazioni, e tutti i sankalpa sono illusori. Tutti i difetti e le loro differenziazioni sono illusori. Non c’è dubbio su questo.

“Il protettore è Vishnu”, “Brama è la causa della creazione”, “Shiva è il distruttore” e simili frasi e tutti questi concetti sono illusori. Non c’è dubbio su questo. Abluzioni, preghiere penitenze, offerte al fuoco, studi giornalieri, servizio alle divinità, incantamenti, lignaggi, e buona compagnia sono tutti illusori. Non c’è dubbio su questo. Tutto è illusorio. Il mondo è illusorio. Allo stesso modo il passato, il presente e il futuro. Ogni particolare attitudine della mente è irreale, assolutamente irreale. Non c’è dubbio su questo.

Differenze nel pensiero e differenze del mondo sono interamente effetti dell’ignoranza. I numerosi milioni di universi sono tutti Brahman. Sii certo di questo. Tutto il bene in tutti i tre mondi, lo sviluppo delle buone e cattiva qualità, e le sagge parole di tutti i Guru sono tutte Brahman. Sii certo di questo. Il sublime e il vile, il migliore e il mediocre, il sacro Omkara (Om) e la “a” come prima lettera, allo stesso modo sono Brahman. Sii certo di questo.

Qualunque cosa appaia, in questo mondo, qualunque cosa sia osservata in questo mondo, qualunque cosa esista in questo mondo, tutto è Brahman. Sii certo di questo. Qualunque cosa si dica con qualunque parola, qualunque cosa sia collegata a qualcosa e fatta da qualcuno, tutto è Brahman. Sii certo di questo. Qualunque cosa sia attraversata da qualcuno, qualunque cosa sia goduta da qualcuno, o qualunque cosa sia detta, tutto è Brahman. Sii certo di questo. Qualunque cosa sia data da chiunque, fatta da chiunque, o qualunque bagno nelle sacre acque, tutto è Brahman. Sii certo di questo. Qualunque siano le buone azioni, qualunque siano le cattive azioni e qualunque cosa tu faccia sinceramente, tutto è illusorio. Sii certo di questo. Tutto questo e tutto me stesso sono interamente Brahman. Sii certo di questo. Quanto poco sia compreso tutto è illusione. Sii certo di questo.

Ribhu: Ora ti svelerò il più segreto dei segreti, veramente meraviglioso che fu rivelato da Shankara a suo figlio sul monte Kailash.

Tutti i sensi sottili (vista udito, tatto, gusto e odorato) sono solo Coscienza, sempre un’essenza indivisa. Sono solo Coscienza che non può essere enumerata. Tutto davvero è solo Coscienza. Tutto questo è solo Coscienza. Tutto è pieno di Coscienza. La riflessione su di sé è anche solo Coscienza. Tutto invero è pieno di Coscienza. Anche tutto il mondo è solo Coscienza. Tutto è pieno solo di Coscienza. Tuo e mio anche sono solo Coscienza. Non c’è nulla oltre la Coscienza.

Lo spazio, la terra, l’acqua, l’aria, il fuoco, Brahma, Hari, Shiva, qualunque quantità di qualunque cosa esiste tutto è solo Coscienza. Tutto è di un’essenza indivisa che è solo Coscienza. Tutto è di un’essenza indivisa che è solo Coscienza. Il passato e il futuro sono solo Coscienza. Tutto è pieno di Coscienza.

Le sostanze e il tempo sono solo Coscienza. La conoscenza è piena di Coscienza. Il conoscibile e la conoscenza sono solo Coscienza. Tutto è pieno di Coscienza. La conversazione è solo Coscienza. In vero le parole sono solo Coscienza. Il vero e il falso sono solo Coscienza. Tutto è pieno di Coscienza.

L’inizio e la fine sono solo Coscienza. Se una cosa esiste, è sempre piena di Coscienza. Se c’è Brahma, è solo Coscienza. Vishnu è solo Coscienza di certo. Rudra e le divinità sono solo Coscienza. Allo stesso modo gli uomini e le bestie, dei e demoni, Guru e discepolo, e la conoscenza conscia sono di certo solo Coscienza. Colui che vede e la cosa vista solo Coscienza di certo, come lo sono il conoscitore e il conosciuto, ciò che è fissato e ciò che non lo è. Tutte le cose meravigliose sono solo Coscienza. Il corpo è solo Coscienza di certo. Un Lingam è solo Coscienza. Così lo sono la causa e l’effetto. La forma e il senza forma sono solo Coscienza, così anche sono il merito e il demerito.

Anche la Dualità e la Nondualità sono solo Coscienza, così i Veda e i Vedanta. Le direzioni e l’assenza di direzioni sono anche solo Coscienza, e così sono i guardiani delle direzioni.

Tutte le interazioni sono solo Coscienza, come lo sono il passato, il futuro e il presente. Nome e forma sono solo Coscienza, e così sono gli esseri e i mondi. Il prana è solo Coscienza. Tutti i sensi sono solo Coscienza. I cinque involucri sono solo Coscienza Solo alla Coscienza ci si riferisce come alla beatitudine. L’eterno e l’effimero sono solo Coscienza. Tutto è solo Coscienza di certo. Non c’è nulla di eterno tranne la Coscienza, nulla di reale tranne la Coscienza.

L’impassibilità è solo Coscienza. “Questo” invero è solo Coscienza. Ogni sostegno è solo Coscienza e allo stesso modo ogni cosa sostenuta, o Rishi! Qualunque quantità di qualunque cosa, e qualunque cosa si veda è Coscienza. Qualunque cosa è fuori portata è solo Coscienza. Per quanti esseri possano esistere e qualunque essi siano, qualunque cosa sia detta in qualunque quantità dai veda tutto è solo Coscienza davvero. Non c’è legame, ma solo Coscienza. Non c’è allora alcuna Liberazione ma solo Coscienza. Solo la Coscienza è la sola realtà. Questa è la verità, la verità che dico nel nome di Shiva.

Tutto quanto e detto dai Veda è solo Coscienza davvero. Questo fu detto a Kumara (Skanda) da Shiva ed è stato detto a te. Chiunque ascolti questo anche solo una volta egli stesso diventa Brahman.

Suta: Internamente eseguirò pratiche devozionali con mantra per L’Uno che ha per corpo lo spazio, offrendo un altare e ornamenti e preghiere, offrendo servizi devozionali all’Isana Linga per l’Uno Supremo, il Grande che risiede nel centro del cosmo primordiale, ungendo quello che non può essere bagnato, offrendo ornamenti a colui che indossa lo spazio, offrendo fiori dai dolci profumi a quello che è senza gusto, senza olfatto, forma e apparenza. Offrendo luci all’Uno che è autoluminoso, offrendo cibo consacrato a colui che è il sempre soddisfatto divoratore di tutto, con circoambulazioni e prostrazioni a quell’Uno che a grandi passi attraversa i mondi. In questo davvero la mia autorità è la vetta dei Veda.

Coloro i quali non sanno offrire servizi devozionali attraverso un’infinita serie di simboli e con la mente concentrata sui rituali, e coloro che sanno, ma che comunque adorano interiormente, in meditazione astratta, la loro mente accordata con le ingiunzioni prescritte, comunque Isvara, nonostante continui a confondere il mondo, porta presso di sé tutti quelli che con diversi mezzi attuano la devozione e offre loro conoscenza trascendente.

Capitolo 4

svama-nirupanam

DEFINIZIONE DEL PROPRIO SÉ

Ribhu: Ti dirò ora ciò che è più meraviglioso, ciò che è più raro in tutti mondi. La quintessenza dei Veda e di altre scritture. Raro, raro davvero sempre. Il mantra e un’Essenza indivisa. Il suo risultato è un’Essenza indivisa. L’anima individuale è un’Essenza indivisa. Il rito religioso è un’Essenza indivisa. La terra è un’Essenza indivisa. L’acqua è un’Essenza indivisa. Il profumo è un’Essenza indivisa. Il cielo è un’Essenza indivisa. Le scritture sono un’Essenza indivisa. I Veda sono un’Essenza indivisa. Brahman è un’Essenza indivisa. I voti religiosi sono un’Essenza indivisa. Vishnu è un’Essenza indivisa. Shiva è un’Essenza indivisa. Brama è un’Essenza indivisa. Gli dei sono un’Essenza indivisa. Tutto è un’Essenza indivisa. Il se stesso è un’Essenza indivisa. Il Sé è un’Essenza indivisa. Il Guru è un’Essenza indivisa.

Qualunque cosa di cui si possa parlare è un’Essenza indivisa. La luce è un’Essenza indivisa. Il corpo è un’Essenza indivisa. La mente è un’Essenza indivisa. Il pensiero è un’Essenza indivisa. La gioia è un’Essenza indivisa. La conoscenza è un’Essenza indivisa. L’immutabile è un’Essenza indivisa. L’eternità è un’Essenza indivisa. Il supremo è un’Essenza indivisa. Il triviale viene da un’Essenza indivisa. Io vengo da un’Essenza indivisa. Sia che l’Essenza indivisa esista, sia che non esista, qualunque cosa sia separata, viene dall’Essenza indivisa. Il più alto viene dall’Essenza indivisa. Il grossolano viene dall’Essenza indivisa. La gente viene dall’Essenza indivisa. Il sottile è un’Essenza indivisa. La diade è un’Essenza indivisa.

Ciò che è inesistente è un’Essenza indivisa. La forza è un’Essenza indivisa. Vishnu viene da un’Essenza indivisa. L’atomo viene da un’Essenza indivisa. La conoscenza viene da un’Essenza indivisa. L’esistenza viene da un’Essenza indivisa. La dissoluzione è un’Essenza indivisa. Il padre è un’Essenza indivisa.

I devoti sono un’Essenza indivisa. Il marito è un’Essenza indivisa. La madre è un’Essenza indivisa. Virat è un’Essenza indivisa. Il corpo è un’Essenza indivisa. La testa è un’Essenza indivisa. Il naso è un’Essenza indivisa. L’esteriore è un’Essenza indivisa. Il perfettamente pieno è un’Essenza indivisa. L’immortale è un’Essenza indivisa. L’orecchio è un’Essenza indivisa. La casa è un’Essenza indivisa. Ciò che deve essere tenuto segreto è un’Essenza indivisa. Shiva è un’Essenza indivisa. Il nome è un’Essenza indivisa. Il sole è un’Essenza indivisa. La luna è un’Essenza indivisa. Il Guru è un’Essenza indivisa. Il testimone è un’Essenza indivisa. L’amico è un’Essenza indivisa.

Il parente è un’Essenza indivisa. Io sono un’Essenza indivisa. Il re è un’Essenza indivisa. La città è un’Essenza indivisa. La signoria è un’Essenza indivisa. Il Signore è un’Essenza indivisa. Il mantra è un’Essenza indivisa. La japa è un’Essenza indivisa. La contemplazione è un’Essenza indivisa. Un rifugio è un’Essenza indivisa. Ciò che si deve cogliere è un’Essenza indivisa. Ciò che è grande è un’Essenza indivisa.

La luce è un’Essenza indivisa. Il trascendente è un’Essenza indivisa. Ciò che si consuma è un’Essenza indivisa. L’offerta è un’Essenza indivisa. L’offerta di ghee al fuoco è un’Essenza indivisa. La vittoria è un’Essenza indivisa. Il cielo è un’Essenza indivisa. Il proprio sé è un’Essenza indivisa. Non c’è nulla al di fuori dalla natura di un’Essenza indivisa mai in alcun tempo. Ascolta di nuovo il meraviglioso tesoro dell’esperienza eterna. Tanto rara, rarissima da raggiungere con le parole la più rara davvero. Io sono, io sono il trascendente, sono il luminoso, sono l’illuminante.

Sono il Guru di tutte le forme, sono tutte le forme. tale. Sono me stesso. Sono puro. Sono magnifico. Sono il supremo. Io sono. Sono sempre il conoscitore. Sono la verità. Sono senza macchia. Sono la conoscenza empirica. Sono speciale. Io sono il comune. Io sono tutto. Sono puro. Sono senza dolore. Sono Coscienza. Sono equanime. Sono privo di onore e disonore. Sono privo di attributi. Sono Shiva. Sono senza i concetti di dualità e nondualità. Sono senza coppie di opposti. Tale io sono. Sono senza esistenza o assenza di esistenza. Sono senza linguaggio. Tale io sono.

Sono della natura del vuoto e dell’assenza di vuoto. Sono di buon augurio. Sono la mente. Sono privo di uguaglianza e ineguaglianza. Io sono e io non sono della natura triviale. Sono sempre separato da tutto. Io sono l’amichevole. Io sono sempre. Io sono privo di numeri, come dell’uno e neppure ho un numero come duo o un secondo. Io non sono.

Sono senza differenza di realtà e irrealtà. Sono privo di volontà. Sono privo della differenza dei differenti sé. Ciò che non esiste affatto, tale io sono. Non sono me stesso né un altro. Sono senza il corpo e simili. Sono senza rifugio e substrato. Sono senza sostegno.

Sono senza legame liberazione o qualunque altro stato. Sono Lui, il puro Brahman. Sono privo di mente e di tutto. Sono il più alto. Sono il supremo. Ho la natura della ricerca; sono privo di qualunque cosa in cui cercare. Tale io sono. Io sono la natura della lettera “a”; io sono la lettera “u” e altre. Sono gioioso.

Sono privo di contemplazione ed assenza di contemplazione. Sono privo di qualunque cosa da contemplare. Tale io sono. Sono più completo del completo. Sono perfettamente completo. Sono la completezza. Tale io sono. Sono della natura di Ciò che trascende tutto. Sono il Supremo Brahman. Tale io sono. Non ho obiettività né caratteristiche da percepire. Non mi fondo con nulla. Tale io sono.

Sono senza misura e non c’è nulla che possa misurarmi. Nulla che io possa misurare. Tale io sono. Sono colui che vede tutto il mondo. Sono privo di occhi o di qualunque organo di percezione. Sono il pienamente sviluppato. Sono il risvegliato. Sono il sempre presente. Sono il Supremo. Sono privo di tutti gli organi. Sono responsabile di tutte le azioni.

Sono soddisfatto di tutto il Vedanta. Sono sempre facile da avvicinare. Sono gioioso e senza gioia. Sono il frutto di tutto il silenzio. Sono sempre solo della natura della Coscienza. Sono il reale e l’irreale e pieno di Coscienza. Di qualunque cosa io sia privo, nulla infine è da me preso. Io sono privo del nodo del cuore. Dal Cuore io pervado tutto; sono privo dei sei cambiamenti. Sono privo dei sei involucri Sono liberato dai sei nemici. Sono il più interiore. Sono privo di spazio e tempo. Vestito di spazio ho come abito le direzioni.

Sono libero dal “è” “non è”. Sono privo della sillaba negativa “na”. Io sono della natura di tutto ciò che è solo Coscienza. Sono esistenza, conoscenza, beatitudine. Sono dalla natura dell’indivisa; sono natura indivisa. Sono la mente del mondo degli esseri; sono privo del mondo degli esseri.

Sono della natura di tutti i modi delle forme. Sono privo della natura dell’Esistenza. Sono privo della triade del tempo (passato, presente e futuro). Sono privo di desiderio e di altre indesiderabili qualità. Io sono libero dal corpo e libero dall’essere il possessore del corpo. Sono senza attributi, sono senza liberazione, sono libero; sono sempre libero dal concetto di liberazione.

Sono privo dei concetti di realtà e irrealtà. Sono sempre solo la Realtà. Sono privo di luoghi dove andare. Sono privo si movimento. Sono della natura del ricordo. Sono pacifico. Sono completamente disponibile e buono. Così la mia natura ti è stata spiegata. Questa spiegazione è superba.

Chiunque ascolti questo anche solo una volta egli stesso diventa Brahman.

Signore con robuste braccia, che paiono proboscidi di elefante sollevate per distruggere il mondo nato dal microcosmo. Che ha tagliato la testa di Brahma! Gloria al non diviso, che porta sulle braccia le frecce l’arco ed i serpenti! Raggiungono la realizzazione del Sé coloro le cui menti sono fuse nel Sé dell’universo, il Nonduale, il Signore, il consorte di Uma, della natura della luce, della natura del senza forma, della natura dell’infinito.

Altri con pensieri di differenziazione, affaticati dal peso dell’idea delle caste e delle fasi della vita e di altre cose simili nominate nelle scritture, separati dalla pace, e perduti in faccende mondane, sperimentano il dolore giorno dopo giorno.

Capitolo 5

prapanca-sunyatva-servanasti nirupanam

DETERMINAZIONE DEL MONDO FENOMENICO COME VUOTO E DELLA NON ESISTENZA DI TUTTO

Ribhu: Ti dirò ora del mondo che è vuoto. E’ stato paragonato alle corna di una lepre. Questa conoscenza è rara in tutti i mondi. Ascolta con mente attenta.

Questo mondo fenomenico, per quanto poco uno veda o senta di esso, la forma vista e la forma di colui che vede tutto è corna di lepre. Terra, acqua fuoco, aria, spazio, mente, intelletto, egoicità e luce tutto è corna di lepre. Distruzione, creazione, esistenza, il mondo, le galassie, il merito e il demerito, la vittoria e l’illusione, tutto è corna di lepre. Desiderio, rabbia, attaccamento, infatuazione, orgoglio delusione, amore, fermezza, e il Guru ed il discepolo, l’istruzione e cose simili, tutto è corna di lepre. “Io”, “tu”, “il mondo” e altre nozioni simili, l’inizio e la fine, il mezzo, il passato, il futuro e il presente, tutto è corna di lepre.

Il corpo grossolano e il corpo sottile, la causa e l’effetto, e quanto poco ci sia del visto e del vedere tutto è corna di lepre. Colui che gode, la cosa goduta e il godimento, il primario e il secondario significato di una parola, non differenza tra quelli, tranquillità, ricerca e felicità tutto è corna di lepre. L’autocontrollo, Yama, l’osservanza delle regole, niyama, il controllo del respiro, pranayama, e altri termini simili diretti al movimento, all’oscillazione e al pensare tutto è corna di lepre.

Le orecchie, gli occhi, il corpo, il lignaggio, ciò che si deve tenere segreto, l’inerzia, Hari, Shiva, l’inizio la fine, e la spinta verso la liberazione tutto è corna di lepre. Gli organi del conoscere, i sensi, il gruppo di organi dell’azione, la veglia, il sogno, il sonno profondo e altri stati simili, tutto è corna di lepre.

I tattva (le 24 qualità) i quattro strumenti, categorie simili e dissimili tutto è corna di lepre. Tutti i mondi, tutti gli esseri, tutti i Dharma con le loro filosofie, tutta la sapienza e l’ignoranza tutto è corna di lepre. Tutte le caste, tutte le comunità, tutti i luoghi sacri e le acque sacre, tutti i Veda e tutte le scritture, tutto è corna di lepre.

Tutto il legame, tutta la liberazione, tutta la conoscenza, Isvara, tutto il tempo e tutte le istruzioni, tutto è corna di lepre. Tutta l’esistenza, tutte le azioni, tutti gli incontri con i saggi e tutta la dualità sono della natura dell’irrealtà, tutto è corna di lepre. Tutto il Vedanta, tutte le conclusioni determinate dei significati delle scritture, e “la realtà di tutta la vita”, tutto è corna di lepre.

Il poco conosciuto, qualunque cosa vista in questo mondo, e qualunque cosa hai sentito dal Guru, tutto è corna di lepre. Qualunque cosa contempli nel pensiero, qualunque sia il tuo progetto in qualunque momento, qualunque cosa sia decisa dall’intelletto, tutto è corna di lepre.

Qualunque cosa sia espressa dalle parole, qualunque cosa sia spiegata dalle parole, e qualunque cosa sia percepita dagli organi di senso, tutto è corna di lepre. A qualunque oggetto si rinunci, qualunque cosa sia ascoltata o vista, e sia propria che altrui, tutto è corna di lepre.

Qualunque cosa si manifesti come esistenza, qualunque cosa si manifesti come un oggetto con un’essenza, e qualunque cosa sia immaginata dalla mente, tutto è corna di lepre.

Qualunque cosa si determini come Sé, qualunque parola si consideri eterna, e qualunque cosa la mente ricerchi, tutto è corna di lepre. Shiva distrugge, Vishnu protegge la triade dei mondi e Brahma crea i mondi tutti questi concetti tutto è corna di lepre.

Ciò che si dice sia l’anima, qualunque parola sia pronunciata, che cosa la parola trasmigrazione significhi, tutto è corna di lepre. Qualunque cosa sia il Purana, qualunque cosa sia definita nei Veda, la validità di tutte le Upanishad, tutto è corna di lepre. La spiegazione”come corna di lepre” ti è stata riferita. Chiunque ascolti questo segreto diventa lui stesso Brahman.

Ascolta ancora, Nidagha! E’ certo che tutto è Brahman, anima buona. Questa conoscenza è rara da raggiungere per gli uomini e anche per gli dei.

Qualunque forma sia chiamata “questo”, qualunque cosa di nuovo sia “io” e ciò che è visto come questo, tutto è solo Brahman. La concezione che io sono il corpo, che si dice essere la paura. In tutta la triade del tempo non è così. Tutto è solo Brahman. La concezione che io sono il corpo che si dice essere il legame. In tutta la triade del tempo non è così. Tutto è solo Brahman. La falsa comprensione che io sono il corpo che si dice sia sofferenza. In tutta la triade del tempo non è così. Tutto è solo Brahman.

La concezione che io sono il corpo che si dice sia tutto il mondo fenomenico. In tutta la triade del tempo non è così. Tutto è solo Brahman. La concezione che io sono il corpo che si dice sia il nodo del cuore. In tutta la triade del tempo non è così. Tutto è solo Brahman. La concezione che io sono la triade dei corpi, che si dice sia la “conoscenza” del corpo. In tutta la triade del tempo non è così. Tutto è solo Brahman. In tutta la triade del tempo, la concezione che sono il corpo e anche l’idea della realtà e dell’irrealtà, non sono così. Tutto è solo Brahman.

La concezione che io sono il corpo che si dice sia manifesto nel mondo. In tutta la triade del tempo non è così. Tutto è solo Brahman. La concezione che io sono il corpo che si dice sia ignoranza. In tutta la triade del tempo non è così. Tutto è solo Brahman. La conclusione intellettuale che io sono il corpo, che si dice sia delimitazione. In tutta la triade del tempo non è così. Tutto è solo Brahman.

La conclusione intellettuale che io sono il corpo, che si dice sia il contenitore delle impressioni del passato. In tutta la triade del tempo non è così. Tutto è solo Brahman. La conclusione intellettuale che io sono il corpo, che si dice sia in vero l’anima individuale. In tutta la triade del tempo non è così. Tutto è solo Brahman. La concezione che sono il corpo si dice sia il grande inferno. In tutta la triade del tempo non è così. Tutto è solo Brahman. La conclusione intellettuale che io sono il corpo, che è certamente solo la mente. In tutta la triade del tempo non è così. Tutto è solo Brahman. La conclusione intellettuale che io sono il corpo, che si dice sia delimitazione. In tutta la triade del tempo non è così. Tutto è solo Brahman.

La falsa comprensione che sono il corpo, che si dice sia dolore. In tutta la triade del tempo non è così. Tutto è solo Brahman. La falsa comprensione che sono il corpo, che si dice sia conflitto. In tutta la triade del tempo non è così. Tutto è solo Brahman. La falsa comprensione che sono il corpo, che si dice sia la morte. In tutta la triade del tempo non è così. Tutto è solo Brahman.

La falsa comprensione che sono il corpo, che si dice sia non auspicioso. In tutta la triade del tempo non è così. Tutto è solo Brahman. La falsa comprensione che sono il corpo, che si dice sia un grave peccato. In tutta la triade del tempo non è così. Tutto è solo Brahman. La falsa comprensione che sono il corpo, che si dice sia concezione pregiudizievole. In tutta la triade del tempo non è così. Tutto è solo Brahman.

La concezione che io sono il corpo che si dice sia pieno di difetti. In tutta la triade del tempo non è così. Tutto è solo Brahman. La concezione che io sono il corpo che si dice sia biasimevole. In tutta la triade del tempo non è così. Tutto è solo Brahman. La concezione che io sono il corpo che si dice sia la grande incertezza. In tutta la triade del tempo non è così. Tutto è solo Brahman.

Per quanto poco pensiero ci sia esso è dolore. Per quanto poco pensiero ci sia esso è il mondo. Per quanto poco pensiero ci sia esso è desiderio. Per quanto poco pensiero ci sia esso è una macchia. Per quanto poco ci sia del ricordo del peccato, per quanto poco pensiero ci sia riguardo alla mente, qualunque progetto ci sia, si dice che esso è una grande malattia.

Qualunque piccolo progetto ci sia, si dice che esso è una grande illusione. Qualunque piccolo progetto ci sia, è dato ad esempio nella triade delle afflizioni. Qualunque piccolo progetto ci sia, si dice che esso è brama e rabbia. Qualunque piccolo progetto ci sia, si dice che esso è attaccamento e null’altro. Qualunque piccolo progetto ci sia, è tutto sofferenza, null’altro. Qualunque piccolo progetto ci sia, è una falsa percezione della realtà del mondo. Qualunque piccolo progetto ci sia, esso è un grande difetto, null’altro. Qualunque piccolo progetto ci sia, si dice che esso è la triade del tempo. Qualunque piccolo progetto ci sia, si dice che esso è la molteplicità delle forme. Qualunque piccola concezione ci sia, si dice che esso è il grande mondo.

Dovunque c’è una concezione c’è irrealtà. Qualunque piccola concezione ci sia essa è il mondo fenomenico. Non c’è dubbio su questo. Qualunque piccolo progetto ci sia, tutto ciò non esiste. Non c’è dubbio su questo. La mente sola è tutto il mondo. La mente stessa è il grande nemico. La mente sola è in sé trasmigrazione. La mente stessa è la triade dei mondi. La mente stessa è il grande dolore. La mente stessa è la vecchiaia e il resto.

La mente sola è in sé tempo. La mente sola è in sé la macchia sempre. La mente stessa è in sé progetto. La mente sola è la base dell’anima individuale.

La mente sola è in sé inquinamento sempre. La mente stessa è magia meravigliosa. La mente stessa è la grande illusione. La mente è come il figlio di una donna sterile. La mente stessa non esiste mai. La mente stessa è sempre inerte. La mente stessa è pensiero, La mente stessa è egoicità. La mente stessa è il grande legame. Qualche volta la mente stessa è Antahkarana (la facoltà interiore). La mente stessa è anche terra. La mente stessa è acqua.

La mente stessa è fuoco. La mente stessa è la grande aria. La mente stessa è anche spazio. La mente stessa è ciò che produce il suono. La mente ha la natura del tatto. La mente stessa è ciò che produce le forme. La mente stessa ha la natura del gusto. La mente stessa si dice sia l’olfatto.

L’involucro di cibo (il corpo fisico) è della natura della mente. L’involucro di prana è della natura della mente. L’involucro della mente è della natura della mente. Anche la conoscenza empirica è della natura della mente. La mente stessa è l’involucro di beatitudine. La mente è lo stato di veglia, la mente è lo stato di sogno e la mente è lo stato di sonno profondo. La mente è gli dei e il resto. La mente è Yama (dio della morte) e altri. La mente stessa è quel poco che c’è. La mente stessa è pervasa dalla mente.

L’universo è riempito dalla mente. Questo corpo è pieno di mente. Tutto quanto è successo e qualunque cosa paia esistere è pieno di mente. Questa dualità è piena di mente. L’identificazione come categoria è piena di mente. Questo attributo è pieno di mente. Questo che è visto è pieno di mente. Questa insensibilità è piena di mente.

Qualunque cosa è piena di mente. La mente appare come anima individuale. L’ignoranza è dovuta solo ai progetti. La differenza è dovuta solo alle concezioni. La conoscenza empirica è solo una concezione. Le coppie di opposti sono solo una concezione. Il tempo è solo una concezione. Lo spazio è solo una concezione.

Il corpo è solo una concezione. Il prana è solo una concezione. La riflessione è solo una concezione. Ascoltare è solo una concezione. L’inferno è solo una concezione. Il paradiso è solo una concezione. La Coscienza è solo una concezione. Anche il pensiero del Sé è solo una concezione.

Qualunque sia la concezione di cose triviali o la concezione di Brahman, per quanto piccola concezione vi sia, è sempre non esistente. La concezione è irreale, irreale davvero. La triade dei mondi è irreale, irreale davvero. Il Guru è irreale, irreale davvero. Sishia è irreale, irreale di fatto.

Anche il corpo è irreale, irreale, la mente non esiste, non esiste mai. Il triviale non esiste, non esiste neppure. L’intero mondo non esiste, non esiste. Gli esseri non esistono, tutto è non esistente, non c’è dubbio su questo. Nidagha! Che tutto è inesistente ti è stato detto da me in questa discussione. Chiunque ascolti questo anche una sola volta egli stesso diviene Brahman.

La pace che la mente può ottenere dal Vedanta, dall’amore del piede di loto del signore con la luna crescente sulla fronte, liberando se stessi dalla foresta di attaccamenti per l’amata moglie e il figlio ed il resto attraverso la rinuncia, e dalla meditazione sul piede di Shiva, non si può ottenere dalle dispute verbose e dai sofismi.

Per i saggi che si sono liberati dagli oggetti che appaiono senza fine, che sono sempre stabili senza alcuna concezione, non ci sono stati di veglia, di sogno e di sonno profondo, e non c’è vita né morte.

Capitolo 6

IL CAPITOLO DELLA DETERMINAZIONE “IO SONO BRAHMAN”

Nidagha: Eccelso Guru, dove hai le tue abluzioni? Quale è la metafora dell’abluzione? Quale è il tempo appropriato per l’abluzione? E per Tarpana? Per favore dimmelo.

Ribhu: Il bagno nel sé è la grande abluzione, l’abluzione giornaliera. Nessun altra è così. Questa è invero la grande abluzione: la certezza che io sono Brahman.

Io sono della natura del Supremo Brahman. Io sono suprema beatitudine. Questa invero è la grande abluzione, la certezza io sono Brahman.

Io sono della natura della conoscenza. Sono solo il Supremo. Sono della natura della pace. Sono immacolato…

QUESTIONI DELLA LIBERAZIONE DURANTE LA VITA

Ribhu: Ora spiegherò la conoscenza di Brahman e le caratteristiche di un jivanmukta. Chi risiede solo nel Sé è chiamato jivanmukta.

Io sono lo stesso Brahman, io sono il Sé. Chi è fermo nella convinzione “io sono Chaitanya” (il Sé cosciente) è chiamato jivanmukta.

Io sono il Sé, che è Consapevolezza. Io sono Parabrahman, il Sé supremo. Sono senza attributi. Sono più alto del più alto. Chi ha questa certezza è chiamato jivanmukta.

Sono al di là dei tre corpi. Io sono Brahman, Consapevolezza. Chi giunge alla convinzione finale “io sono Brahman”, è chiamato jivanmukta.

Sono della natura di una massa di beatitudine. Più alta della più alta beatitudine. Colui la cui mente è di una tale beatitudine è chiamato jivanmukta.

Colui il quale non ha corpo, (non si identifica nel corpo), ed è certo di essere il Brahman ed è pieno della più alta beatitudine è chiamato jivanmukta.

Chi non ha traccia di ego, risiede solo nella Consapevolezza, ha la più alta beatitudine e si rivela nella beatitudine, è chiamato jivanmukta.

Chi è definito essere solo dalla Consapevolezza, che ha la natura solo della Consapevolezza, e non ricorda null’altro, è chiamato jivanmukta.

Chi è sempre soddisfatto e ovunque risiede nel Sé, comprendendo ovunque il Sé, e che ovunque è sempre completo nel Sé, è chiamato jivanmukta.

Chi è sempre assorto nel Supremo Sé, certo di essere il Supremo Sé della natura della beatitudine e immanifesto, è chiamato jivanmukta.

Coloro che attraverso idee di differenziazione generate dalle argomentazioni ed ingiunzioni dei Veda, si logorano con le menti dirette ad acquisire meriti infliggono indicibili sofferenze ai loro corpi non raggiungeranno mai la felicità che fluisce dai tuoi piedi, O Signore.

Chi può attraversare questo oceano del Samsara della natura di onde successive di nascita e morte? Colui che è assorto nella meditazione su Shiva, ben istruito nel modo per onorare Isvara, può da solo compiere l’attraversata con la barca della conoscenza non differenziata.

DESCRIZIONE DEL SÉ COME TUTTO

Ribhu: Ascolta la natura del Sé, raro da avvicinare nel mondo, il più alto, l’essenza dell’essenza. Tutto è della natura del Sé. Tutto è il Sé, null’altro esiste.

Tutto è il Sé, il supremo Sé, della natura del più alto, il Sé della natura della beatitudine eterna. Nulla esiste oltre al Sé.

Il Sé è grande e della natura della pienezza, il Sé è puro. Della natura dell’eterno. E’ senza cambiamento e senza corruzione. Ha la natura del senza Sé.

Il Sé ha la natura della pace e dell’assenza di pace. Nulla esiste oltre il Sé. Il sé individuale è il Sé supremo. E’ pieno di consapevolezza. E’ il Sé Uno. E’ il Sé di singola natura. E’ il sé molteplice. E’ senza un sé.

Il Sé ha la natura del liberato e del non liberato. E’ privo di liberazione e di non liberazione. Nulla esiste oltre al Sé.

Il Sé ha la natura del duale e del non duale, e nello stesso tempo è separato dalla dualità e dalla nondualità. Il Sé di ogni cosa è separato da tutto. Nulla esiste oltre al Sé.

Il Sé ha la natura della gioia e della mancanza di gioia. Il Sé ha la natura della liberazione. Il Sé ha la natura del divino. Il Sé è l’essenza del senza sankalpa. Nulla esiste oltre al Sé.

Il Sé è privo di parti. Il Sé è senza macchia. Il Sé è intelligenza. Il Sé ha la natura del Purusha. Il Sé è beatitudine. Il Sé è senza origine. Nulla esiste oltre al Sé.

Il Sé è incalcolabile. Il Sé è una moltitudine. Il Sé è immortale. Il Sé è il cuore dell’immortalità. Il Sé è passato, presente e futuro. Nulla esiste oltre al Sé.

Il Sé è tutto. Il Sé è indipendente. Il Sé è il rispettato. Il Sé è della natura dell’Esistenza. Il Sé è della natura della presenza di Turya (il vuoto) il quarto stato. Nulla esiste oltre al Sé.

Il Sé è della natura sempre direttamente presente. E’ verificabile attraverso la sua eterna presenza. Il Sé ha la natura priva di qualunque cosa. Nulla esiste oltre al Sé.

Il Sé ha natura priva di non-esistenza. E’ privo di ogni cosa essendo in sé il Supremo. Il Sé è al di là della conoscenza e dell’ignoranza. Il Sé è puro. E’ senza prova o assenza di prova.

Il Sé è privo di permanenza o impermanenza. E’ oltre i frutti di questo o dell’altro mondo. Nulla esiste oltre al Sé.

Il Sé è senza desiderio di Liberazione. I Veda sono il Sé. Nulla esiste oltre al Sé. La natura del Sé è tranquillità, mai agitata. Nulla esiste oltre al Sé.

Capitolo 12

brahmaiva sarvam prakarana nirupanam

 

DEFINIZIONE DELLA FRASE “TUTTO DI CERTO È BRAHMAN”

Ti rivelerò il grande segreto, il più misterioso dei più grandi misteri, il più difficile da trovare nel mondo: tutto è solo Brahman.

Tutto questo è solo Brahman. Brahman in realtà è la sola cosa che non sia irreale. Tutto ciò che si ode è Brahman. Tutto è solo Brahman.

I grandi yantra, sono solo Brahman. L’azione ed i risultati sono solo Brahman. I grandi aforismi sono solo Brahman. Tutto è solo Brahman.

Il mondo intero è solo Brahman. Il senziente e l’insenziente sono solo Brahman. Il corpo che è considerato separato è solo Brahman. Tutto è solo Brahman.

Le qualità si dice siano solo Brahman. Questa vasta creazione è solo Brahman. Il grande Brahma è solo Brahman. Tutto è solo Brahman.

Questa cosa è solo Brahman. Quest’uomo è solo Brahman. Tutto è solo Brahman.

Il Sé illimitato è solo Brahman. La grande felicità è solo Brahman. La più alta conoscenza è solo Brahman. Tutto è solo Brahman.

L’ulteriore litorale è solo Brahman. La triade dei corpi è solo Brahman. La pluralità è solo Brahman. Tutto è solo Brahman.

Solo Brahman è l’olfatto. Brahman è solo lo stato più alto. Solo Brahman è il naso. Tutto è solo Brahman.

Solo Brahman è il tatto. Solo Brahman è il suono. Solo Brahman è la forma. Tutto è solo Brahman.

Solo Brahman è il mondo. Brahman solo è il palato. Solo Brahman è la mente. Tutto è solo Brahman.

La parola “Quello” è sempre Brahman. La parola “tu” è solo Brahman. La parola “sei” è solo Brahman. (da tat twam asi) Tutto è solo Brahman.

Solo Brahman è il misterioso. Solo Brahman è l’esteriore. Solo Brahman è l’eterno. Tutto è solo Brahman.

Solo Brahman è il principio della creazione, da Quello lo stato dell’inizio e della fine del mondo. Solo Brahman è l’inizio e la fine del mondo. Tutto è solo Brahman.

“E'” e “non è” sono solo Brahman. Io sono solo Brahman. Non c’è dubbio su questo. Qualunque cosa ci sia infine è solo Brahman. Tutto è solo Brahman.

Brahman solo è la veglia. “Io” e “un altro” sono solo Brahman. Solo Brahman è invero l’esistenza. Solo Brahman è detto essere il Quarto Stato.

Solo Brahman è il substrato, solo Brahman, solo Brahman deve essere considerato il Guru. Lo stato di essere un buon discepolo è solo Brahman. La liberazione è solo Brahman.

L’anteriore e il posteriore, il precedente ed il seguente, sono solo Brahman. Brahman è il completo e l’antico. Solo Brahman è la presenza immediata. Tutto è solo Brahman.

Brahman solo è l’Esistenza – Consapevolezza. Brahman è il completo. Brahman è l’antico. Solo Brahman è la presenza immediata. Tutto è solo Brahman.

Brahman solo è la sola Esistenza Consapevolezza. La felicità è solo Brahman. Brahman è la beatitudine che esiste ovunque in una natura amabile.

Il jiva sempre brilla per le buone inclinazioni, come Shiva. Attraverso le cattive inclinazioni il jiva diventa lo sperimentatore dell’inferno.

Solo Brahman brilla come i sensi. Solo Brahman sono gli oggetti del mondo. Solo Brahman sono tutte le faccende mondane. Tutto è solo Brahman.

Solo Brahman è tutta la beatitudine. Solo Brahman è l’incarnazione della Conoscenza. Si dice che Brahman sia l’azione dell’illusione. Tutto è solo Brahman.

Solo Brahman è l’invocazione del sacrificio. Solo Brahman è lo spazio del cuore. Solo Brahman si dice sia l’Essenza della Liberazione. Tutto è solo Brahman.

Solo Brahman è la purezza e l’impurità. Solo Brahman è la causa di tutte le azioni del mondo. Tutto è solo Brahman.

Brahman è il Sé sempre soddisfatto. Solo Brahman è tutti i giorni. Solo Brahman è il Sé silente. Tutto è solo Brahman.

Solo Brahman è il significato dell’essenza dei Veda. Solo Brahman è la portata della meditazione. Solo Brahman è detto lo yoga degli yoga. Tutto è solo Brahman.

Brahman è visto in varie forme a causa del condizionamento. Quando si riconosce questo condizionamento come illusione esso in vero cessa di esistere.

Solo Brahman appare come il mondo e allo stesso modo come la gente. Brahman appare come le forme. In realtà non c’è nulla affatto.

Solo Brahman è le buone forme. Solo Brahman è l’assemblea dei saggi. Solo Brahman è della natura della meditazione. Tutto è solo Brahman.

Solo Brahman è la conoscenza mondana e spirituale. Solo Brahman è il supremo Isvara. Solo Brahman è il puro Sé illuminato. Tutto è solo Brahman.

Solo Brahman è la grande beatitudine. Solo Brahman pervade la vastità. Solo Brahman è la Verità Assoluta. Tutto è solo Brahman.

Brahman è della natura della yagna (offerta) Solo Brahman è l’offerta. Solo Brahman è il Sé che è diventato un’entità vivente. Tutto è solo Brahman.

Solo Brahman è tutto il mondo. Solo Brahman è la coppia di Guru e discepolo. Solo Brahman è il fine di tutto.

Solo Brahman è i mantra. Solo Brahman è tutta la japa. Solo Brahman è l’azione. Tutto è solo Brahman.

Solo Brahman è la pace. Solo Brahman è il centro del cuore. Solo Brahman è tutta la beatitudine. Tutto è solo Brahman.

Solo Brahman è della natura dell’imperituro. Solo Brahman è Solo Brahman è Solo Brahman è Solo Brahman è della natura di Brahman. Tutto è solo Brahman.

Solo Brahman è il luogo della verità. Io sono solo Brahman. Non c’è dubbio su questo. Brahman è il significato della parola “tat” (Quello). Tutto è solo Brahman.

Anche il significato della parola “aham” (Io) è solo Brahman. Solo Brahman è il Signore Supremo. Solo Brahman è il significato della parola “tvam” (tu). Tutto è solo Brahman.

Solo Brahman è qualunque cosa grande. Solo Brahman è il goal finale. Solo Brahman è lo stato di comprensione. Tutto è solo Brahman.

Brahman è tutto. Non c’è dubbio su questo. Tu sei solo Brahman sempre beato. Tutto questo mondo è solo Brahman. Tutto è solo Brahman.

Solo Brahman è il tutto-facile. Solo Brahman è in se stesso lo stesso Sé. Solo Brahman è Beatitudine. Tutto è solo Brahman.

Solo Brahman è tutto, solo Brahman. Tutto, a parte Brahman è sempre irreale. Solo Brahman è il Sé che è proprio Brahman. Tutto è solo Brahman.

Brahman è il significato di tutti i grandi aforismi. Brahman è il luogo più alto. Solo Brahman è la verità e la falsità. Tutto è solo Brahman.

Solo Brahman è quello senza inizio né fine. Solo Brahman è il solo. Non c’è dubbio su questo. Solo Brahman è la sola Coscienza. Tutto è solo Brahman.

Solo Brahman è la gioia eterna. Brahman è il solo ad esser visto. Brahman è Solo Brahman è il supremo Brahman. Tutto è solo Brahman.

Solo Brahman è la Coscienza stessa che risiede in sé. Solo Brahman è senza attributi? Solo Brahman è il più vicino. Tutto è solo Brahman.

Solo Brahman è tutto ciò che è immacolato. Solo Brahman è sempre di facile accesso. Solo Brahman è la Realtà delle realtà. Tutto è solo Brahman.

Solo Brahman è felicità, la felicità è solo Brahman. Di certo sono Brahman il sé della felicità. Solo di Brahman si deve parlare. Tutto è solo Brahman.

Solo Brahman è tutto Brahman. Brahman e il testimone di tutto. Solo Brahman è luogo della prosperità. Tutto è solo Brahman.

Solo Brahman è il Sé pienamente soddisfatto. Brahman è l’immutabile essenza. Solo Brahman è la radice della causa. Brahman e il solo goal.

Solo Brahman è Sé di tutti gli esseri. Brahman è l’incarnazione della gioia. Solo Brahman è il Sé sempre soddisfatto.

Solo Brahman è il Sé proprio della non dualità. Solo Brahman è signore come lo spazio. Solo Brahman è la beatitudine del cuore. Tutto è solo Brahman.

Non c’è nulla più alto di Brahman. Non c’è mondo separato da Brahman. Separato da Brahman io non sono io. Tutto è solo Brahman.

Non c’è altra gioia che Brahman. Non c’è frutto se non Brahman. Oltre a Brahman non c’è neppure un filo d’erba. Tutto è solo Brahman.

Tutti gli stati diversi da Brahman sono illusori. Non c’è null’altro che Brahman. Separato da Brahman questo mondo è un’illusione. Tutto è solo Brahman.

Separato da Brahman io sono illusorio. Io sono me stesso, in verità proprio Brahman, solo Brahman. Atro da Brahman, non c’è Guru. Tutto è solo Brahman.

Separate da Brahman tutte le azioni sono irreali. Separati da Brahman tutti i corpi sono irreali. Separata da Brahman non esiste mente. Tutto è solo Brahman.

Il mondo è un’illusione. Non c’è null’altro che Brahman. Separato da Brahman non c’è ego. Tutto è solo Brahman.

Questa spiegazione che ti ho dato è che solo Brahman è tutto. Chi legge o ascolta questo immediatamente diviene egli stesso Brahman.

Colui che sa che tutto è solo Brahman, che conosce la verità che il reale e l’irreale, il mondo e, allo stesso modo, le parole dei Veda, e tutto ciò che sorge da là è solo Brahman. Chi perde questa conoscenza soffre nell’illusione, in questo mondo privo di conoscenza. Brahman invero è il solo, sempre.

Capitolo 13

cideva tvam prakarana varnanam

 

DESCRIZIONE DELLA FRASE: “TU INVERO SEI COSCIENZA”

La gioia è sempre un aspetto della Coscienza. La morte è sempre un aspetto della Coscienza. Il Supremo Brahman è un aspetto della Coscienza. Io sono Coscienza; sempre sono Coscienza.

Io sono Coscienza. Io sono Coscienza; e così lo sono i pensieri. Non c’è dubbio su questo. Il mondo e la forma è solo Coscienza. Shivasankara è solo Coscienza.

Parlerò di ciò che è estremamente difficile da trovare nei Veda, negli Shastra, e Agamas. Ascolta attentamente. Tutto è semplicemente irreale.

Qualunque cosa infine è vista in questo mondo, qualunque cosa infine è detta in questo mondo, qualunque cosa infine è sperimentata in questo mondo, tutto ciò è solo irreale.

Qualunque japa o purificazione, bagno o sacre acque ci siano, e qualunque cosa sia separata dal sé, tutto ciò è interamente irreale. Non c’è dubbio su questo.

L’azione della mente, l’azione dell’intelletto, e allo stesso modo, l’azione della delusione, e qualunque cosa sia separata dal sé, tutto ciò è solo irreale.

La natura della differenza dell’ego, “questo”, “tu”, “la verità”, qualunque cosa sia separata dal sé, tutto ciò è solo irreale.

La molteplicità e allo stesso modo le forme, qui e là, le interazioni e qualunque cosa ci sia, sono solo del Sé, tutto ciò che è separato dal Sé è irreale.

Le differenze della filosofia, le differenze del mondo, tutte le differenze sono solo dell’irreale. Differenze del desiderio e differenze del mondo, tutto è solo irreale.

Differenze della dualità, differenze fenomeniche, e differenza di veglia sono della natura della mente. Differenze come “io” e differenze come “questo”, tutte sono semplicemente irreali.

Differenze dei sogni, differenze del sonno profondo, e differenze del quarto stato non sono della natura della differenza. Differenze di colui che agisce, differenze di azione, differenze di caratteristiche, tutta questa è differenza è semplicemente irreale.

Differenze del Sé, differenze del non esistente, anche di un atomo, sono irreali. Differenze del totalmente non esistente e dell’esistente, sono anche semplicemente irreali.

La differenza di “è” e “non è”, la non differenza, la errata percezione delle differenze dovuta ad errata percezione, e le differenze dell’esistenza sono semplicemente irreali.

Le differenze di “di nuovo” e “altrove” la paura di “questo” e di qualcos’altro differenze di rito e di japa, tutte sono semplicemente irreali.

Le differenze di progetto, differenze come “Ciò”, tutte le differenze sempre, sia dovute alla conoscenza che all’ignoranza, tutte sono semplicemente irreali.

La differenza come Brahma, la differenza come Re, differenze come passato e futuro, differenze come “questo” e “io”, tutte sono semplicemente irreali.

Differenze come Veda, differenze come dèi e simili e differenze del mondo, e il mantra di cinque sillabe Namah Shivay, sono sempre irreali, tutte sono semplicemente irreali.

Gli organi di senso sono sempre irreali. Gli organi dell’azione sono sempre irreali. Il suono e simili cose sono sempre irreali. Il loro effetti sono similmente irreali.

Ciò che è chiamata la cinquina degli elementi è irreale. Le cinque divinità sono irreali. I cinque involucri sono irreali. Tutto semplicemente irreale.

Il sestetto delle modificazioni è irreale. Irreali le sei ansietà. Irreali i sei nemici. Le sei stagioni sono allo stesso modo irreali

I dodici mesi sono irreali, l’anno è allo stesso modo irreale. Anche ciò che è chiamato i sei stati è irreale. I sei tempi sono irreali.

I sei sistemi filosofici sono irreali, semplicemente irreali. La Conoscenza è irreale, sempre irreale. Lo stato “essere solo” è irreale.

Ciò che non si dovrebbe dire, ciò che è detto, e ciò che non è stato detto sono semplicemente irreali. Ho spiegato la definizione dell’irreale, difficile da incontrare in tutti i Veda.

Ascolta ancora maestro dello yoga. Ti dirò che cos’è la liberazione immediata. Io sono solo il Reale, il Sé, solo Esistenza, Consapevolezza e Beatitudine. Beatitudine quella è proprio Esistenza ed è tutto.

Il Sé è solo beatitudine che è esistenza, una massa di beatitudine che è Coscienza, una massa di beatitudine piena di Coscienza, Coscienza e beatitudine solo.

Beatitudine che è solo la Luce della Coscienza, l’incarnazione della luce che è proprio Coscienza. Isvara è la Luce della Coscienza che è sempre Beatitudine.

Tutta la Luce è solo Coscienza. Io sono solo la Luce della Coscienza. Io sono interamente solo Coscienza. Tutto è solo Coscienza.

Il pensiero è solo Coscienza. La liberazione è solo Coscienza. Manana è solo Coscienza. Sravana è solo Coscienza.

Io stesso sono solo Coscienza. Tutto è solo Coscienza. Brahman senza attributi è solo Coscienza. Il supremo con attributi è solo Coscienza.

Io sono è solo Coscienza. Tu e tutti siete solo Coscienza. Il cuore è solo Coscienza, proprio Coscienza, pieno di Coscienza.

Tu sei solo Coscienza; io sono solo Coscienza.; tutto è solo Coscienza. La pace è solo Coscienza; le caratteristiche sono solo Coscienza. Le caratteristiche della pace sono solo Coscienza.

La Conoscenza superiore è solo Coscienza. Brahman è solo Coscienza. Il progetto è solo Coscienza. Tutti i tre mondi sono solo Coscienza.

Ovunque c’è solo Coscienza. Il Guru è pervaso solo Coscienza. La purezza è solo Coscienza. Brahman solo Coscienza.

La consapevolezza è solo Coscienza. Il sole e simili è solo Coscienza. L’esistenza è solo Coscienza. L’universo in vero è solo Coscienza.

La buona azione è solo Coscienza. La perpetua buona fortuna è solo Coscienza. Brahma è solo Coscienza. Egli è solo Coscienza.

Il Sé silente è solo Coscienza. Tutti i siddhi sono solo Coscienza. La nascita è solo Coscienza. La felicità in vero è solo Coscienza.

Il cielo è solo Coscienza. Le montagne e le acque sono solo Coscienza. Le stelle sono solo Coscienza. Le nuvole sono solo Coscienza.

Le forme degli dei sono solo Coscienza. Il servizio devozionale a Shiva è solo Coscienza. La durezza è solo Coscienza. La freddezza è solo Coscienza.

Ciò a cui bisogna pensare è solo Coscienza. Ciò che deve essere visto è solo Coscienza. Tutto è solo Coscienza. Il mondo e il padre sono solo Coscienza.

La madre è solo Coscienza. Non c’è nulla a parte la Coscienza. L’occhio è solo Coscienza. Ascoltare e la felicità sono solo Coscienza.

L’azione che deve essere svolta è solo Coscienza. Il lavoro di Isvara è solo Coscienza. La verità è solo Coscienza piena di Coscienza. Non c’è mai nessuno non esistenza della Coscienza.

Il Vedanta è solo Coscienza. La certezza su Brahman è solo Coscienza. La consapevolezza dell’esistenza è solo Coscienza. Solo la Coscienza brilla sempre.

Solo la Coscienza è l’universo con la forma. Solo la Coscienza è lo Stato Supremo. Solo la Coscienza è della natura della Coscienza. Solo la Coscienza è l’immutabilità della Coscienza.

Solo la Coscienza è la natura di Shiva. Solo la Coscienza e l’incarnazione di Shiva. Tutto questo è solo della natura della Coscienza. La felicità e la tristezza sono solo della natura della Coscienza.

La natura dell’inesistenza è solo Coscienza. Il senza interstizi è solo Coscienza. La comprensione è solo Coscienza. Il concetto di anima individuale è solo Coscienza.

Le forme degli dei sono solo Coscienza. Il servizio devozionale a Shiva è solo Coscienza. Tu sei solo Coscienza. Io sono solo Coscienza. Tutto è davvero solo Coscienza.

La natura del Supremo è solo Coscienza. La assenza di afflizioni è solo Coscienza. Il permanente è solo Coscienza. Il goal è solo Coscienza.

Il distacco è solo Coscienza. La assenza di attributi è solo Coscienza. Andare in giro è solo Coscienza. Il mantra e il tantra sono solo Coscienza.

Quest’universo è della natura della Coscienza. I tre mondi sono solo della natura della Coscienza. L’ego è della natura della Coscienza. Il più alto del più alto è della natura della Coscienza.

Tutta questa differenza è un aspetto della Coscienza. Anche un filo d’erba è un aspetto della Coscienza. Lo spazio della Coscienza è della natura della Coscienza. Il senza forma è della natura della Coscienza.

La grande gioia è della natura della Coscienza; la gioia delle gioie è della natura della Coscienza. La felicità è della natura della Coscienza; ciò che deve essere goduto è della natura della Coscienza. Il Guru supremo è della natura della Coscienza.

Quest’universo è della natura della Coscienza. Quest’uomo è della natura della Coscienza. La pace senza origini è della natura della Coscienza. Essere senza afflizioni è un aspetto della Coscienza.

Trascendere tutto il resto è un aspetto della Coscienza. La natura della Coscienza è solo la natura della Coscienza. Lo Spazio della Coscienza è della natura della Coscienza; lo spazio cede a Shiva.

Il pensiero è sempre un aspetto della Coscienza. L’immortalità un aspetto della Coscienza. Lo spazio della Coscienza è della natura della Coscienza; allo stesso modo è il più profondo dell’interno di tutto.

Questa pienezza è della natura della Coscienza. Quest’amore è della natura della Coscienza. Tutto questo è della natura della Coscienza. Io sono sempre della natura della Coscienza.

Questo luogo è della natura della Coscienza. Lo spazio del cuore è della natura della Coscienza. La conoscenza della Coscienza è un aspetto della Coscienza. Allo stesso modo la pervasività è della natura della Coscienza.

Essere sempre completi è un aspetto della Coscienza. I grandi risultati sono un aspetto della Coscienza. La Verità suprema è un aspetto della Coscienza. Il supremo e tu stesso siete un aspetto La forma dello spazio è solo Coscienza. Il Signore dei gana (Shiva) è solo Coscienza. La forma del mondo è solo Coscienza. La trasmigrazione è solo Coscienza.

La natura del cuore è solo Coscienza; il signore del cuore è solo Coscienza. L’immortalità è solo Coscienza. La causa del movimento è solo Coscienza.

Io sono solo Coscienza. Io sono solo Coscienza, tutto Coscienza, tutto solo Coscienza sempre. Il vero credo è solo Coscienza. La convinzione di essere Brahman è solo Coscienza.

Il Dio Supremo è solo Coscienza. Il tempio del cuore è solo Coscienza. Tutti gli aspetti sono solo Coscienza. La moltitudine delle genti è solo Coscienza.

Tutta la beatitudine è solo Coscienza. Amare e ascoltare discorsi è solo Coscienza. Tu sei solo Coscienza; io sono solo Coscienza; tutto è solo Coscienza.

La meditazione suprema è solo Coscienza. La suprema venerazione è solo Coscienza. Tu sei solo Coscienza, io sono solo Coscienza, tutto è Coscienza.

L’esposizione che tu sei solo Coscienza è rara in tutti i Veda. Chi ascolta questo una volta sicuramente diviene Brahman.

Si libera per sempre dalle false percezioni in questo mondo, il suo Sé interiore diventando per sempre Brahman, egli, per il cui con yoga della meditazione si guadagna la libertà dalla nascita e dalla morte, dal cui modo senza cambiamenti il nodo del cuore, nato dalla paura, è annullato come con la virtù ci si libera dall’infatuazione dell’illusione, e il cui mondo diviene l’essenza che trascende il mondo – dall’appagamento del suo desiderio di ottenere una visione di Te.

Capitolo 14

SOMMARIO DELLE CONCLUSIONI STABILITE

Nadagha: Ascolta, ascolta il più grande segreto che è sommario delle conclusioni stabilite su ogni cosa. Questa dualità e non dualità sono vuoto. C’è solo il pacifico Brahman sempre.

Io solo sono il Supremo Brahman. Io solo sono il più alto degli alti. La dualità e non dualità sono vuoto. C’è solo il pacifico Brahman.

Io solo sono il pacifico Sé. Io solo sono quello che giunge ovunque. Io solo sono il puro Sé. Io solo sono l’eterno.

Io solo sono il Sé nella varietà. Io solo sono il privo di attributi. Io solo sono l’eterno Sé. Io solo sono la causa.

Io solo sono il mondo. Io solo sono anche questo. Io solo sono il gioioso Sé. Io solo sono il liberatore.

Io solo sono Coscienza. Io solo sono pervaso da Coscienza. Io solo sono Coscienza. Io sono sempre nel più profondo di ogni cosa.

Io solo sono il Sé degli elementi. Io solo sono il Sé di tutto ciò che è composto di elementi. Io invero sono te. Io di certo sono anche solo me stesso.

Io solo sono il jivatma (l’anima individuale). Io solo, Io solo sono il supremo Isvara. Io solo sono il glorioso. Io solo sono me stesso sempre.

Io solo sono realmente l’imperituro. Io solo sono ciò che desidero. Io solo sono sempre Brahman. Io solo sono sempre immutabile.

Io solo, Io solo sono la parte frontale. Io solo sono il più profondo dei recessi. Io solo sono lo spazio della Coscienza. Io solo sono l’illuminante.

Io solo sono sempre il Creatore. Io solo sono il Protettore. Io solo sono il giocoso Sé. Io solo sono la certezza.

Io solo sono sempre il testimone. Tu stesso sei l’antico. Tu stesso sei il Supremo Brahman. Tu solo sei il continuo.

Io solo, Io solo sono me stesso. Io solo sono te solamente. Io solo sono della natura nonduale. Io solo sono il senza corpo.

Io solo sono il supporto. Io solo sono sempre il Sé. Io solo sono il quiescente Sé. Io solo sono lo spirito di titiksa (la resistenza).

Io solo sono la tranquillità. Io solo sono l’attenzione. Io solo sono il grande spazio. Io solo sono posseduto da parti.

Io solo sono la fine del desiderio. Io solo sono sempre l’interiore. Io solo sono sempre la parte frontale. Io solo sono sempre la parte posteriore. Io sempre sono.

Io solo sono il Sé universale. Io solo sono il solitario. Io solo sono il Supremo Brahman. Io sono più alto del più alto.

Io solo sono Coscienza – Beatitudine. Io solo sono la felicità e l’infelicità. Io sono l’essenza del Guru. Io solo sono sempre l’imperituro.

Io solo sono il Vedanta. Io solo sono il pensiero. Io solo sono il corpo e la pura Coscienza. Io sono privo del dubbio.

Io solo sono la luce Suprema. Io solo sono il Supremo rifugio. Io solo sono l’indistruttibile Sé. Io solo sono l’antico.

Io sono Brahman; non c’è dubbio. Io solo sono il privo di parti. Io sono il Quarto Stato; non c’è dubbio. Io sono il Sé; non c’è dubbio.

Io non sono neppure “Io”. Sono privo di attitudini. Io solo sono il limite delle attitudini. Io solo sono il risplendente.

Io trascendo qualunque momento del tempo. Io solo sono di buon augurio. Io sono gioia imperitura. Sono la continuità senza pause.

Io solo sono il Sé inscrutabile. Io sono senza sankalpa. Io sono l’illuminato, il rifugio Supremo. Sono privo dell’intelletto.

Io solo sono sempre la Verità. Io solo sono sempre la felicità. Io solo sono sempre ottenibile. Sono la causa facilmente accessibile.

Sono la Conoscenza facilmente ottenibile. Sono la Conoscenza che è rara e difficile anche tra i saggi. Io sono il Sé della sola Coscienza. Io sono la massa della Coscienza.

Io solo sono solo te. Io sono Brahman, io sono, non c’è dubbio su questo. Io solo sono onnipervasivo. Non c’è dubbio su questo.

Io solo sono il Sé desiderato. Questa è la verità. Questa è la verità. Questa è la verità. Ancora e ancora. Io solo sono il Sé senza età, il pervasivo. Io solo sono il mio stesso Guru.

Io solo sono l’immortale, il Io solo sono l’indisturbato. Io solo sono l’eterno Sé. Io solo sono liberato. Non c’è dubbio su questo.

Io sono il sempre puro. Io sono il senza attributi. Io sono separato dal mondo fenomenico. Sono privo di un corpo.

Sono il Sé senza desiderio. Sono privo di illusione.

Capitolo 39

niddghdnubhava varnana prakaranam

LA DESCRIZIONE DELL’ESPERIENZA DI NAGADHA

Ribhu: Hai sentito la mia spiegazione della conoscenza di Brahman, che è tanto raro avvicinare? Ha la tua mente assorbito la conoscenza di Brahman? Dimmi quali sono stati i tuoi pensieri.

Nagadha: Ascolta, meritevole Guru, attraverso la Tua Grazia, io parlerò del Brahman. La mia ignoranza, il grande difetto, il grande blocco della Conoscenza, la costante credenza nell’azione, il concetto della realtà del mondo fenomenico e la grande paura sono tutte disperse istantaneamente dalla tua grazia.

Tutto il tempo sino ad ora sono stato sopraffatto da questo nemico, l’ignoranza. Ora ho perduto la grande paura e il mio coinvolgimento nella filosofia dell’azione è distrutto.

La precedente ignoranza della mente si è trasformata in Brahman. Prima ero un essere di pensiero. Ora sono riempito dalla Realtà.

La precedente attitudine dell’ignoranza ha ora raggiunto la convinzione della Realtà. Ero come l’ignoranza personificata. Ora sono Brahman. Ho raggiunto il Supremo.

Prima avevo la falsa percezione di essere la mente. Ora sono Brahman. Ho raggiunto il Supremo.

Tutti i difetti sono fuggiti. Tutte le differenze hanno trovato la dissoluzione.

Tutto l’universo è caduto. Il pensiero se ne è completamente andato. Tutte le facoltà interiori sono state sostituite dalla reale convinzione in Brahman.

Io sono di certo l’espansione della Coscienza. Io di certo sono pieno di Consapevolezza. Io sono di certo il Sé perfettamente pieno. Io di certo sono immacolato.

Anche la convinzione che io sono me stesso è scomparsa. Io sono l’espansione della Coscienza. Non c’è nulla del Bramino.

Io sono un sudra di casta, io sono un “fuori casta”, sono un “capofamiglia”, sono “in ritirato nella foresta”, sono uno che ha “rinunciato al mondo”, tutte queste idee sono completamente la chimera del pensiero.

Le attività prescritte per ogni ordine della vita sono immaginate dal pensiero. Io sono il Sé, che dovrebbe essere ciò a cui ognuno aspira. Io sono la perfetta pienezza.

Io sono il Sé interiore. Sono la meta. Sono il substrato di tutto. Sono il sé felice.

Attraverso la tua grazia, io sono Brahma, il creatore. Attraverso la tua grazia io sono Janardhana. Attraverso la tua grazia sono l’espansione della Coscienza. Sono tutto Pace. Non c’è dubbio su questo.

Per la tua grazia io sono Coscienza. Per la tua grazia il mondo non esiste per me. Per la tua grazia io sono liberato. Per la tua grazia io ho raggiunto lo stato Supremo.

Per la tua grazia io sono onnipervasivo. Per la tua grazia io sono indiviso. Per la tua grazia io sono passato oltre. Per la tua grazia c’è una grande gioia.

Per la tua grazia io sono Brahman. Per la tua grazia tu stesso non esisti. Per la tua grazia questo non esiste. Per la tua grazia non esiste nulla. Per la tua grazia non c’è nulla che mi appartenga. Per la tua grazia non ci sono sofferenze per me. Per la tua grazia non ci sono differenze per me. Per la tua grazia non c’è per me paura. Per la tua grazia non c’è malattia. Per la tua grazia non c’è per me decadimento.

Le anime buone pregano ancora e ancora con fervore nelle menti il piede di loto, che è radiante come un loto rosso, del consorte di Uma, il distruttore del tempo, il vincitore di Antaka (Signore della Morte), l’adorazione dei cui piedi rese Hari degno di adorazione, dal cui piede Laxmi divenne meritevole di adorazione e al cui comando Brahma e gli altri dèi diventano degni di adorazione.

A che serve il cielo con le sue frontiere dove sono raccolte assieme tutte le grandi gioie guadagnate con centinaia di atti virtuosi, la sorgente di gioia degli dèi, quando la caduta da là è piena di grande dolore? Quindi la vera festa gioiosa, la sola massa di immensa Beatitudine, è l’adorazione del Linga di Shankara, caro al consorte di Uma, che conferisce la liberazione.

Quel devoto di Shambu, che con amore per Shiva nel cuore conosce solo l’imperituro nome di Shiva, e si veste di cenere, raggiunge la meta dei piedi di loto di Isvara attraverso l’attrazione dei loro cuori per la meditazione e non per lo yoga e le filosofie Samkya.

Capitolo 40

niddghdnubhava varnana prakaranam

LA DESCRIZIONE DELL’ESPERIENZA DI NAGADHA

Nagadha: Il corpo grossolano non lo vedo, né il sottile né il causale. Neppure la mente e neppure tutto questo pieno di inesistenza.

Non vedo l’estendersi della coscienza, né il mondo in alcun luogo. Non vedo Hari e non vedo Shiva.

Immerso nel vortice di beatitudine, neppure eccitato dall’essere “solo Ciò”, non percepisco alcuna differenza in alcun tempo. Neppure percepisco l’insenzienza né il mondo in alcun luogo.

Né dualità, né gioia né dolore, non il Guru, non l’alto e il basso, né qualità, né il quarto stato, né l’intelletto né il dubbio,

né il tempo, né la paura, né la tristezza, né l’auspicioso che il non auspicioso. Nulla di ciò vedo. Non percepisco debolezza, legame in ogni caso.

Neppure percepisco alcuna realtà dell’esistenza del corpo e degli organi, né alcuna realtà delle cose e neppure alcuna realtà della mente. Non vedo mai lo storpio, il malato o il deforme.

Neppure percepisco, terra fuoco e acqua. Non percepisco nulla della passione, del mantra, del Guru, degli insegnamenti, della fermezza o di tutto.

Neppure percepisco il mondo, né la concentrazione su un punto, e neppure alcunché d’altro. Sommerso nel mare di beatitudine e neppure eccitato “dalla convinzione di essere proprio pieno di Ciò”.

Sono pieno di beatitudine. Sono senza fine. Sono non nato. Sono immortale. Essendo certo d’essere eterno, sono sempre perfettamente pieno e posseduto da eterna conoscenza.

Sono completo. Sono la pienezza del pensiero. Sono santificato. Sono puro. Sono completamente liberato. Sono di tutte le nature. Sono immutabile.

Sono solo Coscienza. Io stesso sono ciò. Sono della natura della Verità, Isvara. Sono l’alto e il basso. Sono il quarto stato. Sono il presente. Sono l’essenza.

Sono Brahman. Sono lo scopo di tutto. Sono perfettamente pieno, l’imperituro. Vero Guru! Ti ho detto tutto sulla natura della mia esperienza.

Non mi prostro a te. Tutto è offerta al Guru. Il mio corpo offerto ai tuoi piedi, viene istantaneamente da te incenerito.

Il mio io è dato da me, soddisfatto in se stesso. Tu sei me ed io sono te. Io di certo sono te.

Sono sommerso nell’oceano dell’identità. Tu sei di certo la conoscenza di questa identità. Io sono la Sola Coscienza. Nessun movimento è possibile per te.

Non c’è infatti luogo ove andare. Non c’è null’altro che questa identità. Non c’è posto per te e me ove andare.

C’è una sola causa. Solo una e non una seconda. Non c’è nulla che tu debba dire ed io ascoltare.

Tu invero non sei il guru riverito. Io non sono il discepolo. Tutto è solo Brahman. Devo essere misurato da Ciò, essendo pieno di Ciò.

Non vedo differenza o non differenza, per nulla vedo azione o non azione. Se riverisco me stesso ciò è davvero infruttuoso.

Se riverisco te, non ne verranno frutti a causa della differenziazione. Se c’è differenza tra te e me, è certo che non ci saranno frutti.

Se riverisco te, dirai che sono ignorante. Se lo faccio a me stesso, divento limitato.

Se la prostrazione è a me stesso è senza frutti essendo centrata sull’io. Non c’è prostrazione ad alcuno in alcun tempo.

Essendo sempre stato solo Coscienza, non ci sono mai stati due come te e me, nessun legame, nessun più alto, nulla differente, non “io”, non “questo”, nulla del tutto.

Nessun secondo nessuna unità, nessuna dualità, nessuna certezza, nessuna mente, nulla di Ciò, nessuna origine, nessuna felicità, nessun dolore, nessuna distruzione, nessuna fermezza e nessuna esistenza, mai.

Non c’è nulla affatto, nulla. Non c’è dubbio su questo. Poiché il Sé supremo è Kevala (solo in se stesso) non c’è jivatma, non c’è Isvara, non c’è sole né luna, né le caratteristiche del fuoco.

Non discorsi, non organi, non Io, nessuna grandezza, nessuna qualità interiore, nessun tempo né mondo, null’altro, neppure nessuna causa nonduale.

Io non sono esaltato né depresso, né liberato dalla tua grazia. Tutto è inesistente, inesistente. Tutto è solo Brahman.

Io sono Brahman. Questo è Brahman. Io di certo sono il Brahman. Non c’è dubbio su questo, per la tua grazia o grande Signore.

Tu di certo sei Brahman, il vero Guru. In realtà non c’è altro vero Guru. Il Sé è il vero Guru, Brahman. Anche il discepolo è il Sé, il vero Guru.

Il discepolo esiste per il Guru. Senza un Guru non c’è discepolo. Se c’è il discepolo si postula il Guru. In assenza del discepolo non c’è Guru.

Il Sé separato dal guru o dal discepolo è solo se stesso in ogni tempo. Io devo essere considerato come esistente nel Sé che è solo Coscienza e null’altro.

Io sono il Sé, solo Coscienza. Io di certo sono Uno. Null’altro esiste. Io sono sempre presente ovunque. Io non vedo null’altro del reverendo Guru.

Non percepisco null’altro nella mente. Non percepisco null’altro affatto. A causa della non esistenza di tutto non percepisco nulla. Se tutto esiste che si faccia vedere separatamente.

Così percepisco Brahman e non c’è altro mai. Bisogna aggrottare la fronte sulla differenza. Maya non esiste!

Oh grandezza del vero Guru! Oh immensa gioia di Brahman! Oh grandezza della Conoscenza! Oh la gloria della buona compagnia!

La cancellazione dell’infatuazione! Vedo vera gioia! Non percepisco il pensiero! Oh, tutto è nulla.

Invero non sono in alcun altro luogo. Invero sono beatitudine. Qualunque certezza esista nelle mie facoltà interiori essa è sgorgata da te.

Tutto è Brahman. Il supremo è Brahman. Non c’è altra divinità. Così io percepisco tutto il tempo. Non percepisco altro, vero Guru.

Essendo di questa certezza rimango nella mia natura, nel mio stesso Sé.

Nessuna cura più grande nascerà dalle profondità delle parole dei Veda. Il ricordo dei piedi di loto del consorte di Uma conferisce Risveglio e Liberazione. Quando l’oscurità del cuore, che è dovuta a passate impressioni di differenze che sorgono, è distrutta, onora il grande guaritore splendente, Isvara, nel loto del Cuore.

Io adoro l’indivisibile Shankara, che ha bruciato il corpo del karma in un lampo, che appare come il latte, vestito della luna, lodato dalla poesia degli elogi vedici.

Chiunque abbandoni il servizio ai piedi del Distruttore del demone del tempo, e si appoggia ad altre tradizioni con dharma distorto, rinunciando all’amore per il servizio a Sambhu, raccoglierà solo rimorso, come il folle che raccoglie solo afflizioni da un centinaio di futili tentativi di cambiare un’asina in una giumenta.

Capitolo 41

nidaghanubhava varnana prakaranam

LA DESCRIZIONE DELL’ESPERIENZA DI NIDAGHA

Nidagha: Ascolta, o vero Guru! attraverso la tua grazia c’è la certezza di Brahman. Di certo sono quel Brahman. Io solo di certo sono.

Di certo sono il Sé eterno. Di certo sono sempre senza decadimento. Di certo sono il pacifico Sé, di certo sono senza parti.

Di certo sono libero dal pensiero. Di certo sono il Sé felice. Di certo sono te stesso, il Guru. Di certo sono il discepolo.

Di certo sono il Sé che è beatitudine. Di certo sono l’incontaminabile. Di certo sono il Sé che trascende il quarto stato. Di certo sono privo di qualità.

Di certo sono il Sé senza un corpo. Di certo sono Shankara. Di certo sono il Sé completo. Di certo sono Isvara, il Supremo.

Di certo sono il Sé che dovrebbe essere lo scopo. Io di certo riempio la mente. Di certo sono il Sé di tutto. Di certo sono Sadashiva.

Sono Vishnu, sono Brahma, sono Indra. Io sono gli dei. Di certo sono gli yakshas (categoria di semidei) e i rakshasas (demoni), i pisachas (i folletti) e gli guhyakas (semidei simili agli yakshas).

Io sono i mari e i fiumi. Io sono le montagne. Sono le foreste e il mondo. Io sono di certo tutto questo.

Sono il sempre soddisfatto. Sono quello dal vero sapere, che trascende prakriti. Di certo sono ovunque. Di certo sono onnipervasivo.

Di certo sono il grande Sé. Sono della natura di tutto ciò che è di buon augurio. Di certo sono il liberato, il puro, il Supremo Shiva.

Sono la terra, sono il vento. Sono la luce. Sono lo spazio. Sono l’acqua, il sole, la luna. Io sono le stelle.

Sono le parole e la loro assenza. Sono ciò a cui guardare. Sempre sono. Sono il Sé da vedere dall’ulteriore lido. Sono della natura della Conoscenza.

Sono il vuoto e il non vuoto. Sono pieno di tutta la beatitudine. Trascendo i frutti di bene e male. Io solo sono.

Io sono la legge divina. Sono la verità del Sé, della natura dell’Esistenza-Coscienza-Gioia. Di certo sono il Sé di beatitudine, stabilito come l’Uno, e come il molteplice.

Io sono il passato e il futuro, io sono sempre il presente. Io sono Uno, sono diviso in due. Io invero sono diviso nei molti. Invero io sono.

Di certo sono il supremo Brahman. Di certo sono Prajapati (il primo progenitore). Sono lo Svarat, e il Samrat. Invero io sono sempre.

Io sono Viswan (lo sperimentatore cosmico dello stato di veglia) Taijasa (il sognatore cosmico) Prajna (il cosmico sperimentatore del sonno profondo) e anche Turya (l’essere cosmico del quarto stato). Io sono prana. Sono anche la mente. Sono della categoria degli organi di senso.

Io sono l’universo e i mondi. Di certo sono il Sé di spazio. Tutto ciò che è condizionato e tutto ciò che è incondizionato, tutto ciò invero io sono.

Sono anche quello libero da condizionamenti. Di certo sono la beatitudine eterna. Chi ha questa certezza interiore, ottiene sempre la felicità. Chi ascolta questo ogni giorno si libera da tutti i peccati.

Io sono eterno. Sono privo di false percezioni. Nel mondo, nella selva della gente, sono il sacro e il saggio. Sono l’universo. Trascendo l’universo. Libero dalla materia risiedo come l’Uno, separato dalla vita soggetta alla distruzione e spinata da azioni e dalla propria conoscenza, io sono la grande massa di beatitudine, il supremo Shiva. Sono della natura della verità.

Tratto da “La saggezza non dualista”

 

 

La coscienza dell’Unità (Ken Wilber)

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La coscienza dell’unità è semplicemente la consapevolezza del territorio reale del non-confine. Per quanto possa sembrare semplice, è estremamente difficile discutere in termini adeguati della consapevolezza del non-confine o della coscienza dell‘unità, e ciò perché il nostro linguaggio, il mezzo in cui si muove tutta la discussione verbale, è un linguaggio fatto di confini.

Come abbiamo già visto, le parole, i simboli e i pensieri stessi, in realtà, altro non sono che confini. Anche dicendo: “la realtà è la consapevolezza del non-confine” si crea una distinzione tra confine e non-confine! Che “la realtà è senza confini” è vero, purché non si dimentichi che la consapevolezza del non-confine è una consapevolezza diretta, immediata e non verbale, e non è assolutamente una teoria puramente filosofica…

Il confine primario tra sé e non sé, è di importanza così fondamentale che tutti gli altri confini ne dipendono. Non si possono distinguere dei confini tra le cose, se prima non abbiamo distinto noi stessi dalle cose. Ogni confine che tu crei dipende dalla tua esistenza separata, cioè, dal confine primario tra sé e non sé.

Di certo, tutti i confini rappresentano un ostacolo per la coscienza dell’unità, ma, poiché tutti i confini dipendono dal confine primario, vedere traverso questo, è come vedere attraverso tutti. In un certo senso, possiamo considerarla una posizione di vantaggio, perché se dovessimo affrontare tutti i confini separatamente, uno alla volta, impiegheremmo tutta la vita, o forse diverse vite, per riuscire a dissolverli e ottenere la “liberazione delle coppie”. Invece, mirando al confine primo, il nostro compito si semplifica enormemente. E’ come se l’insieme di tutti i nostri confini costituisse una piramide capovolta fatta di vari blocchi, i quali poggiano sul blocco posto alla sommità. Togliendo quell’unico blocco, tutta la costruzione crollerà…

Come disse l’arcivescovo di Cambrai, Fenelon, “Non vi è illusione più pericolosa delle fantasie con le quali l’uomo cerca di evitare l’illusione“. Invece di presupporre l’esistenza del confine primario e poi di procedere cercando di eliminarlo, cercheremo prima di tutto di cercare il confine stesso. E se veramente si tratta di un’illusione, non ne troveremo traccia. Potremmo poi riconoscere spontaneamente che ciò che credevamo ostacolasse la coscienza dell’unità, non è mai esistito. Come vedremo, tale intuizione è già un barlume della consapevolezza del non-confine.

Vediamo ora cosa significa esattamente cercare il confine primario; significa ricercare attentamente quella sensazione di essere un sé distinto, un essere separato che prova e percepisce, distinto dalle esperienze e dalle sensazioni. Intendo dire che se cerchiamo attentamente tale “sé” non lo troveremo; e poiché il sentirsi un sé isolato appare come l’ostacolo maggiore alla coscienza dell’unità, ricercarlo e non trovarlo vuol dire, allo stesso tempo, intravedere la coscienza dell’unità.

Notate cosa disse il gran saggio buddista Padmasambhava: “Se quando lo si cerca, il ricercatore non si trova, allora si è raggiunto lo scopo ricercato e il fine della ricerca stessa.”

Da “Oltre i Confini” di Ken Wilber

Efficacia delle pratiche esperienziali

Le più potenti pratiche esperienziali, per quanto efficaci, non possono essere la panacea dei problemi umani. Qualunque metodo funziona soltanto se applicato correttamente. In questo brano cerco di chiarire il motivo che determina la liberazione o l’autoinganno.

Le tecniche di respirazione sono il metodo naturale più efficace per la soluzione dell’ansia e di molti disturbi. Sciogliere i blocchi della corazza psicosomatica e ottenere una respirazione libera e naturale è d’importanza cruciale per la salute olistica. Non mi soffermo sugli aspetti propriamente terapeutici che ho già trattato in molti scritti e sui quali c’è già un’ampia letteratura. Oltre alla risoluzione dei disturbi psicofisici, queste tecniche possono aprire alla conoscenza di Sé ed è questo l’aspetto più importante per l’autorealizzazione. Nell’uomo, infatti, è innato un anelito alla libertà interiore e alla conoscenza. L’uomo una volta che ha soddisfatto i bisogni primari, ha più che mai necessità di dare senso Siamo immersi nella realtà dello Spirito, ma non lo vediamo perché lo Spirito stesso è substrato e testimone della realtà.
Di fronte al problema della morte e del non essere che lo attende, ha bisogno di trovare ciò che in lui non è nato né muore per affrontare con coraggio il vivere ed esprimere in spontaneità il suo potenziale. Per entrare in sintonia con la vita e con la morte e
coglierne il senso è necessaria una profonda ricerca interiore. Poiché è la conoscenza della natura universale del Sé che libera dalla sofferenza e recide alla base le radici della paura.
L’ego insegue esperienze piacevoli che non possono durare, mentre il Sé testimonia la natura profonda dell’Essere. Per questo non c’è tecnica, anche tra le più efficaci, con cui si possa risolvere il mal di vivere se il praticante non ha compreso con quale prospettiva impostare la ricerca. Qualunque metodo funziona solo se è applicato nel modo giusto e per far buon uso delle tecniche esperienziali bisogna avere la giusta prospettiva e soprattutto evitare l’autosuggestione e gli inganni dell’ego che confondono anche i ricercatori avanzati. 
Tecniche di respirazione intensa come il Rebirthing Transpersonale o la Respirazione Olotropica di Stanislav Grof, praticate con l’atteggiamento opportuno, sono straordinariamente efficaci per esplorare sé stessi, per catarsi liberatorie, per l’autoguarigione e il risveglio tanto che spesso poche sedute sono sufficienti per realizzare una stabile chiarezza e serenità interiore. Tuttavia se non si è stati istruiti correttamente e si dirige l’esperienza secondo delle aspettative preconcette, la stessa pratica diventa una via di fuga e un autoinganno anziché un’espansione della consapevolezza. Il medesimo metodo che può rapidamente condurre al risveglio, se è mal applicato, può amplificare l’egotismo. Questo vale anche per la meditazione e le pratiche psicospirituali in genere. Come dice Elémire Zolla: “Ciò che s’impara dipende dal perché si vuole imparare”, e naturalmente c’è un’enorme differenza tra il cercare esperienze gratificanti e il cercare “colui che sta cercando”.
E’ necessaria totale sincerità con sé stessi, il coraggio di stare con le sensazioni e accogliere l’ombra e l’ignoto. La conoscenza del Sé è elusiva, poiché è oltre la mente e riguarda uno Stato dell’Essere e non un pensiero. Il Sé (o consapevolezza impersonale) è un abisso che contiene l’universo, fa paura perché è la morte dell’ego. Il mondo è dentro di noi ma noi immaginiamo di essere in lui. Il risveglio è un ribaltamento di questa prospettiva in cui sperimentiamo l’identificazione con il Tutto.

Conosci te stesso e conoscerai l’Universo e gli Dei

I saggi insegnano che il corpo-mente con cui l’uomo s’identifica è solo un oggetto, che appare e scompare nel Sé che è consapevolezza senza confini, ed è il nostro vero essere profondo. Ciò che è mutevole e temporaneo non è reale, mentre la Consapevolezza è oltre il tempo e lo spazio, è la Realtà che non muta, il substrato di ogni altra realtà. La tecnica di respirazione in sé è semplicissima e intuitiva, tuttavia l’intuizione rivelatrice del risveglio non può essere di facile portata senza la giusta predisposizione. Come ho detto, sono necessarie indicazioni corrette e l’atteggiamento opportuno. Per trarne benefici profondi è basilare dirigere l’attenzione oltre il piano mentale, al sentire immediato senza alternative, perché è da questa prospettiva transegoica della consapevolezza che il respiro può condurre alle dimensioni più profonde della coscienza dove si risolve definitivamente il problema dell’ansia e del timore.
L’ansia è un disturbo talmente diffuso che per le persone “normali” la serenità e la chiarezza mentale sono una condizione rara e passeggera. Siamo in un’epoca in cui l’alienazione è una patologia endemica. Per spiegare questa condizione di separazione dal proprio sé dell’uomo contemporaneo trovo appropriata la nota metafora della carrozza con cavalli, auriga e padrone all’interno, a indicare i piani fisico (la struttura della carrozza), vitale (i cavalli), mentale (il nocchiere) e spirituale (il padrone all’interno).
Se la mente (il nocchiere) non è in contatto con il signore che siede all’interno della carrozza (il Sé transpersonale) i cavalli (l’energia vitale) non vanno dove dovrebbero. Se la mente è confusa, cioè il nocchiere è vittima di illusioni e conflitti interiori, è probabile che ci siano incidenti di percorso e che il corpo subisca dei danni. Quando si è perduto contatto con il Sé il viaggio è insicuro, non ha direzione e scopo e una vita priva di senso è deprimente.
Il “Sé” ovviamente non è un individuo superiore latente in noi; è piuttosto l’intelligenza intrinseca della natura che governa la danza degli atomi e delle molecole. E’ il mistero della consapevolezza: il testimone della sensazione di Essere. Qualcosa che il pensiero non può afferrare perché è a monte del pensiero stesso.
La metafora della carrozza è molto antica, Platone nel Fedro descrive una carrozza tirata da due cavalli, uno bianco e uno nero, che rappresentano forze opposte. Se l’auriga è in contatto con l’Iperuranio (mondo delle idee, al di là del cielo) il cavallo bianco lo conduce verso l’alto. Se l’auriga non è in grado di contemplare il mondo superiore, il cavallo nero prevarrà su quello bianco e lo trascinerà fuori strada verso il basso.
Nella Bhagavad Gita, Krishna (il Sé) guida il carro su cui combatte il trepidante Arjuna (l’io) e lo sprona ad affrontare con coraggio la battaglia agendo secondo quanto il momento richiede. Non entro qui nel magnifico e illuminante capolavoro della Filosofia indiana che è un tema troppo vasto e profondo per essere trattato in poche righe, ma voglio ricordare che i maestri insegnano che Yoga è Coraggio e il termine coraggio deriva da cuore, cioè suggerisce l’azione ispirata dal cuore e non dalla mente. Il Sé, dicono i saggi, risiede nel cuore.

Il coraggio di vedere le cose come sono

Le forme popolari delle religioni rinforzano l’idea che la guida sia fuori di noi, ma è in noi che dobbiamo trovare la guida poiché l’aderire a una fede e dipendere da autorità esterne inibisce la ricerca della verità. D’altra parte il razionalismo e la prospettiva egocentrica condivisa evitano con cura di avvicinarsi all’ignoto e a tutto ciò che non può spiegare e ridurre in parole e pensieri. Di certo l’autoindagine è scoraggiata in una società materialista, dominata da interessi economici disumanizzanti, prigioniera di una visione ristretta, impegnata in uno sviluppo tecnologico che non ha riguardo per la natura e i valori umani.
L’uomo che ha perduto il contatto con sé stesso, cerca nel pensiero una guida, si aggrappa a mappe obsolete o si conforma alla massa e segue altri che sono sperduti come lui. Non sapendo ascoltare il Sé profondo, egli cerca nella mente una soluzione al senso di smarrimento che la mente stessa ha creato. Solo quando egli riconosce la sua impotenza e sa di non sapere e quindi si arrende alla realtà, può iniziare a sentire l’ispirazione e l’intuizione che sono la sola guida sicura.
Solo se la mente è serena può arrendersi al Sé impersonale che è vita-morte, essere e non essere, nella spontaneità dell’attimo, mentre l’intelletto svolge le funzioni che gli competono senza interferire. La presenza senza alternative di fronte alla realtà di una mente libera da condizionamenti è la fine del divenire e dell’ansia. Ma non è una condizione comune perché le parole tutti possono ripeterle, mentre vedere con chiarezza la realtà e realizzare nel vissuto ciò che si è compreso è cosa totalmente diversa, come sentire il silenzio dietro a ogni suono…

La guida interiore non si trova nel campo del pensiero

Riconoscere il nostro vero Essere, ritrovare spontaneità e pienezza non è affare che il pensiero possa risolvere, è necessario aver avuto accesso a uno stato di coscienza non ordinario per superare l’identificazione con la mente. La respirazione intensa è un metodo rapido e privo di controindicazioni per entrare in contatto con queste dimensioni esperienziali che la mente e il pensiero non possono raggiungere. Yoga è la fine delle fluttuazioni della mente. Solo quando il lago è perfettamente calmo la sua superficie riflette senza deformazioni. Ma abbiamo visto che la mente non può calmare la mente anzi, quando cerca di calmarla si agita anche di più perché si dissocia da sé stessa. 
Attraverso il respiro possiamo andare oltre la mente e trovare la sorgente dell’Io Sono e immergerci nel Sé, l’Invisibile, l’Impensabile, privo di attributi, che permea ogni cosa. Una volta che attraverso la respirazione si è in contatto con il Sé e si riconosce la natura dell’ego, si è in armonia con la Vita e liberi dall’ansia e dalla paura. Direi meglio: non si ha paura della paura e non si è ansiosi di fronte all’ansia, perché non si tratta di liberazione nell’indifferenza, ma di vivere con pienezza e partecipare alle gioie e ai dolori come a una rappresentazione, integrando gli opposti nell’Unità e arrendendoci al potere del Sé che ci agisce. Così la vita sarà sempre una continua esperienza di crescita interiore e non più un problema da risolvere.

Filippo Falzoni Gallerani, Milano

Sri Nisargadatta Maharaj: “Ciò che può essere descritto dall’intelletto fa parte del conosciuto, che non può aver nulla a che fare con la Realtà”.

Piccola bibliografia sulla respirazione

Grof, S. Grof, C.: Emergenza Spirituale (la Crisi Personale come Rinnovamento Profondo), Edizioni RED, Como 1993
Grof, S, Grof C.: La Tempestosa Ricerca di Sé Stessi, Edizioni RED, Como 1995
Grof S, Grof C.: La Mente Olotropica (La Respirazione Olotropica per giungere ai livelli più profondi della psiche) Ediz. RED, Como 1996
Grof, S.: Il Gioco Cosmico della Mente, Ediz. RED, Como, 2000
Grof S, Grof C.: Psicologia del Futuro, Ediz. RED, Como, 2001
Falzoni-Gallerani F.: Il Respiro dell’Anima, Ediz. Armenia, 1991,
cartaceo e eBook: https://filippofalzoni.com/pubblicazioni/
Falzoni-Gallerani F.: Rebirthing Transpersonale, Ediz. Rusconi, 1996
cartaceo e eBook: https://filippofalzoni.com/pubblicazioni/
Falzoni-Gallerani F.: L’Io Trasparente, 2 vol. Ediz. privata, Milano 2005
Falzoni-Gallerani F.: La Saggezza non Dualista. Ediz. privata, Milano 2009

Approcci Oriente-Occidente alla psicoterapia (T. Hora)

Questo brano di psicoterapia esistenziale di Thomas Hora, che tradussi molti anni fa per i miei seminari didattici, indica l’atteggiamento che dovrebbe avere un bravo terapeuta ed è particolarmente adatto per chi offre sedute di Rebirthing Transpersonale.

Tratto da: Awakening the Heart, compilato da J. Welwood,  Shambhala Publications , 1996, mia libera traduzione. 

PORRE LE GIUSTE DOMANDE di Thomas Hora

Ci sono molte cose che paiono molto logiche, naturali, razionali e realistiche, che tuttavia non sono necessariamente vere. Per esempio, siamo portati a credere che è importante ricordare tutto del nostro passato per migliorare il presente ed evitare di influenzare il futuro. Un mucchio d’energie è speso dalla gente per ricordare in dettaglio il passato: “Che cosa è accaduto?” “Perché è accaduto?” “Chi è da criticare per l’accaduto?” C’è una storia di uno che era in analisi da anni, il suo problema principale era il mangiarsi le unghie. Un giorno incontra un amico che gli chiede: “Come va con l’analisi?” e risponde “benissimo, ti dico che dovrebbero farla tutti, è meraviglioso!” “Hai smesso di mangiarti le unghie?” chiede l’amico. E l’uomo risponde: “No, ma ora so perché lo faccio.”

Uno psichiatra francese una volta disse: “Non stiamo bene perché ricordiamo, ma ricordiamo quando stiamo bene.” Nella psicoterapia esistenziale non mettiamo alla prova il passato, ma gli permettiamo di rivelarsi lungo il percorso d’acquisizione della comprensione di “ciò che è”. C’è una domanda che diventa superflua nella psicoterapia esistenziale. La domanda è: “Perché?” La domanda: “Perché?” diventa completamente superflua. Non esiste la domanda: “Chi è da giudicare?” o “Che cosa dovrei fare?” Fondamentalmente si pongono solo queste due domande: 1 Quale è il significato di ciò che sembra essere? 2 Che cosa è ciò che realmente è?

Il processo terapeutico è una situazione d’incontro in cui si rivelano molti aspetti del modo del paziente di “essere nel mondo”. Ciò che è necessario è la recettività di una mente aperta, libera da preconcetti riguardo a ciò che dovrebbe o non dovrebbe essere.

Se pratichiamo l’osservazione dei processi del pensiero, costatiamo molto di frequente che i nostri pensieri hanno la tendenza a muoversi attorno ai dilemmi di ciò che dovrebbe o non dovrebbe essere. Se la nostra consapevolezza viene liberata da questi preconcetti, diventiamo più capaci di percepire ciò che veramente è. La psicoterapia potrebbe essere descritta come un tentativo di discernere il buono al di sotto della patologia. Di che cosa è fatta la patologia? E’ fatta di percezioni distorte.

<…> Possiamo aiutare un paziente a comprendere il modo distorto con cui affronta una situazione e che cosa è esistenzialmente valido. Quindi egli può riscoprire di avere delle sane intenzioni che si sono distorte attraverso una cattiva interpretazione e percezione. Così potremmo affermare che la patologia consiste in percezioni scorrette di ciò che è buono, di ciò che è vero e di ciò che è esistenzialmente valido. Prima abbiamo detto che la psicoterapia esistenziale non è interpretativa ma ermeneutica. Delucida, chiarifica, aiutando la gente a vedere molto più correttamente gli aspetti esistenziali. La prospettiva interpersonale intende aiutare gli individui a stare bene con gli altri. Ognuno può impararla, ma stare bene con gli altri non è sinonimo di sanità. L’approccio esistenziale cerca di aiutare le persone ad entrare in armonia con l’Ordine Fondamentale dell’esistenza. Cosa è l’Ordine fondamentale dell’esistenza? Per comprenderlo meglio dobbiamo essere consapevoli che ci sono molti ostacoli con cui dobbiamo confrontarci per entrare in armonia. Uno di questi ostacoli è l’“operazionalismo”, la preoccupazione riguardo al “come fare le cose” ancora prima di aver riconosciuto che cosa è ciò che è. C’è una certa tendenza della mente che è sempre diretta alla preoccupazione di “come fare le cose”. Questo interferisce con il mettere a fuoco l’attenzione su ciò che realmente è. E’ necessario mettere in secondo piano le preoccupazioni del come fare, cosicché si possa essere completamente consapevoli di ciò che è. Quando sediamo con un paziente, egli presenta certi problemi e se noi conosciamo la giusta domanda da porre, il significato si rivelerà da solo. L’enfasi deve essere sulla rivelazione. Qualche volta terapeuti non esperti, che non si sono ancora liberati da una modalità “operazionale” e “calcolata” di pensare alla vita e dalla tendenza a cercare “la risposta” e immaginare “la soluzione”, hanno la tendenza a cercare di immaginare la soluzione ed il senso. Il significato non può essere immaginato o scoperto; il significato dei fenomeni si rivela a noi naturalmente. Se prendiamo una pallina da ping-pong, la mettiamo sott’acqua e poi la lasciamo andare, essa irrimediabilmente risalirà alla superficie. La stessa cosa accade con il significato. Se noi smettiamo di immaginare un significato esso spontaneamente si rivelerà a noi.

<…> Mi viene in mente la storia di due psichiatri che lavoravano nello stesso palazzo e alla fine del giorno scendevano sullo stesso ascensore. Uno era anziano e ogni sera era sempre fresco ed in forma mentre il più giovane era sempre affaticato. Il più giovane un giorno chiede all’altro: “Non so come tu faccia, tutto il giorno hai un paziente dopo l’altro e non mostri per niente stanchezza. Io sono esausto dopo avere ascoltato tutti questi pazienti. Come fai?” Lo psichiatra più anziano rispose: “E chi ascolta?”

C’è un modo di lavorare attivamente efficacemente e senza sforzo lasciando che a lavorare sia “l’Amore – Intelligenza”. Quali sono le caratteristiche di un terapeuta perché una buona comunicazione abbia luogo? Quale è la peculiarità di quei terapeuti che non hanno problemi nella comunicazione? Ci sono alcuni individui che possono andare in un ospedale psichiatrico e sedersi vicino ad un paziente che non ha mai parlato per anni e presto questo inizierà a parlare con loro, mentre altri possono avere cercato per anni di parlare con lo stesso paziente che restava sempre in silenzio ogni volta che veniva avvicinato. Si tratta di una qualità misteriosa? E’ una magia? No! E’ la motivazione. Il terapeuta deve avere la giusta motivazione. Perché la comunicazione accada in maniera efficace, terapeutica e benefica ci sono certe regole. Una delle cose richieste è che il terapeuta deve essere libero dal desiderio di “terapizzare”. Non è facile. Il desiderio di “terapizzare” può significare per il paziente che si cerca di invadere il suo spazio e di manipolarlo. La qualità della presenza in ognuno di noi è differente e determinata dal nostro sistema di valori e dalla nostra motivazione. Una delle più frequenti motivazioni del terapeuta è “terapizzare”, specialmente quei terapeuti che hanno un approccio alla vita “operazionale”. Se il modo del terapeuta di “essere nel mondo” è soltanto operazionale, il paziente manifesterà una gran quantità di resistenza. Nessuno ama essere terapizzato. E così allora che cosa può facilitare la comunicazione? Ci deve essere una qualità di “lasciar essere”. Molta gente confonde il principio di lasciar essere con il trascurare. C’è una differenza molto sottile tra “lasciar essere” e trascurare. Lasciare essere è rispettoso e relativo all’amore, l’indifferenza è rifiuto. Lasciare essere è la cosa più difficile da imparare. Permettetemi un rapido commento sulla parola accettazione. Chi siamo noi per accettare o non accettare qualcuno? Nel momento in cui pensiamo in questo modo abbiamo già impostato una struttura in cui noi siamo superiori al paziente. La teoria dell’accettazione è meglio lasciarla fuori. Noi non siamo né “accettatori”“rifiutatori”, noi siamo lì per comprendere che cosa si rivela da sé di momento in momento, e siamo disponibili a commentare in caso qualcuno sia interessato. Se non è così, restiamo lì con questa ricettività di fronte a “ciò che è” momento per momento. Questa è una totale non intrusività nello spirito dell’amore. Noi siamo disponibili al paziente. Sediamo con lui in questo spirito di disponibilità per aiutare la chiarificazione di qualunque cosa egli possa desiderare conoscere o comprendere. Precedentemente abbiamo parlato dell’influenzare. L’influenzare ha un grande posto – nella vita, nell’amicizia, nella vita familiare, negli affari e nella professione – ed è certamente un aspetto prezioso della psicoterapia. Certamente non abbiamo il diritto di influenzare i nostri pazienti verso alcuna direzione, tuttavia possiamo influenzare attraverso la qualità della nostra presenza e la nostra disponibilità a chiarificare ciò che abbiamo compreso e che cosa ci è richiesto. Quando sediamo vicino ad un paziente con questo spirito, generalmente non ci sono difficoltà di comunicazione. Presto il paziente inizia a porre domande e nuove domande vengono fuori. Qualunque cosa sia richiesta, noi siamo lì per commentare secondo la nostra migliore comprensione. Se riusciamo a comprendere “ciò che è” il problema del “come?” non sorge. La terapia è un processo ermeneutico di chiarificazione di tutto ciò che deve essere chiarificato. Ed è la chiarezza della comprensione di certi fatti che ha proprietà di guarire il paziente. Il potere di guarigione non è nel terapeuta, è nella correttezza delle chiarificazioni. E’ la verità che guarisce, non l’uomo che è testimone della verità. “Il dito che indica la luna non è la luna” dicono i maestri Zen. Così in questo modo non facciamo nulla, il paziente non fa nulla, la terapia non viene fatta, ed avviene uno svelarsi spontaneo come un sorgere progressivo di chiarezza.

Yen-Hui era un discepolo del famoso saggio taoista di nome Chang-tzu. Questo Yen-Hui era anche prominente figura della corte imperiale e doveva diventare il consigliere dell’Imperatore. Quest’imperatore aveva una gran predilezione per il tagliare la testa a quei consiglieri che commettevano degli errori. Yen-Hui era spaventato di questo lavoro e andò a chiedere consiglio al suo maestro. Disse al maestro: “Non credo di essere sufficientemente illuminato da essere sicuro in questa posizione di responsabilità.” Chang-tzu gli disse: “in questo caso devi ritirati e praticare il digiuno della mente.” Lui chiese “Che cosa è il digiuno della mente?” Chang-tzu gli diede le seguenti istruzioni: “Quando vuoi udire con le orecchie, non ascoltare con le tue orecchie, quando vuoi vedere con gli occhi non guardare con i tuoi occhi, quando vuoi comprendere con la mente, non pensare con la tua mente. Ascolta, vedi e comprendi con il Tao.”

Yen-Hui si ritirò e passò tre anni a svolgere questa disciplina. Dopo tre anni ritornò dal maestro e disse: “Penso d’essere pronto”. Chang-tzu disse: “Bene provamelo.” Yen-Hui disse: “Prima di aver praticato il digiuno della mente ero sicuro d’essere Yen-Hui, ma ora dopo aver praticato il digiuno della mente sono giunto alla realizzazione che non è mai esistito tale Yen-Hui.” Il maestro disse “Ora sei pronto!”

Che cosa voleva dire con questo? Se non era mai stato Yen-Hui allora chi era? E se Yen-Hui non era mai esistito chi siamo noi? Yen-Hui scoprì che non era una persona con un ego “suo”, una mente sua, e sue opinioni, ma che era una manifestazione dell’Amore – Intelligenza. Egli diventò una presenza benefica per il mondo, che non si basa su opinioni personali ma su saggezza ispirata. Tale persona vive in sicurezza.

Lo scopo della psicoterapia esistenziale è quello di aiutare la gente ad ottenere autenticità dell’essere. Per conoscere ciò che è vero dobbiamo riconoscere ciò che è falso.

FILIPPO FALZONI GALLERANI