Introduzione

In questo lucido saggio, Filippo Falzoni Gallerani riflette sulla complessa crisi globale dei nostri tempi — una crisi che non è solo ecologica o economica, ma profondamente psicologica. Riprendendo la profetica prefazione del suo primo libro, “Il Respiro dell’Anima”, l’autore ci ricorda che non esistono soluzioni puramente esterne ai mali della società. Solo attraverso un coraggioso percorso di conoscenza di sé, trascendendo le illusioni e le paure dell’ego, l’umanità può trasformare questa fase di caos in una straordinaria opportunità per accedere a un nuovo piano di coscienza.

Trovare se stessi

Durante i periodi di grande cambiamento, l’umanità si trova di fronte a nuove sfide ed è costretta a sviluppare nuove capacità per affrontare le prove implicite in ogni trasformazione. Appare chiaro a tutti che stiamo attraversando un periodo in cui la crisi non è soltanto economica, politica ed ecologica, ma coinvolge aspetti profondi della psiche collettiva. Da diversi decenni leggiamo che si attende una grande crisi, una rivoluzione che scuoterà tutto il pianeta per ristabilire giustizia, armonia e un nuovo modo di vivere. Di quest’argomento parlano grandi saggi e scienziati la cui opinione merita estremo rispetto. Essi indicano soluzioni positive che partono dall’individuo stesso, permettendoci di riconoscere che il nemico da sconfiggere non è esterno a noi.

Per questo non dobbiamo farci confondere da complottisti deliranti o da ufologi paranoici che diffondono solo maggiore confusione e paura, senza proporre soluzioni costruttive. Paradossalmente, anche loro svolgono, in modo del tutto inconsapevole, l’utile compito di accelerare l’inarrestabile processo in corso. È evidente che una società in cui ognuno è trincerato nel proprio ego, in cui il dio denaro domina rinforzando l’egoismo e l’avidità (che inevitabilmente producono speculazione e corruzione), non può funzionare a lungo. È come se l’uomo, schiavo dell’emisfero cerebrale sinistro, prigioniero del pensiero razionale basato sull’io e sul mio, avesse perso la visione d’insieme e l’intima interdipendenza di tutti gli esseri.

Lo sviluppo dei mezzi di comunicazione ha fatto venire i nodi al pettine e ha reso possibile che un numero sempre maggiore di individui prendesse coscienza della situazione globale. L’uomo stesso è la causa dei mali della società, e solo un risveglio interiore dell’individuo può condurre ad autentici cambiamenti. Per questo il processo di autoconoscenza, di trascendenza dell’io e di realizzazione del Sé è indispensabile per trovare il coraggio e la forza di affrontare questi momenti difficili senza farsi travolgere dall’ansia collettiva. Lavorare su noi stessi e sviluppare una consapevolezza non frammentata dal pensiero (usando il pensiero solo negli ambiti in cui è indispensabile, senza divenire schiavi del servo) è un bisogno urgente dell’uomo d’oggi.

Al contrario, fuggire la realtà e cadere nelle illusioni e nelle paure dell’ego può condurre solo alla catastrofe. Solo lo sviluppo della coscienza potrà far sì che questa rivoluzione porti all’emergere di un mondo migliore e di un Nuovo Piano di Coscienza. In questo senso, la crisi che stiamo attraversando è, invero, un’opportunità positiva e necessaria.

Già alla fine degli anni ’80, prima dei grandi scandali della politica, prima delle Torri Gemelle e della crisi economica (per non parlare del terremoto che proprio in questi giorni ha ferito tanto fortemente la mia terra natia, distruggendo le vestigia degli antenati), iniziavo la prefazione del mio primo libro, Il Respiro dell’Anima, con queste frasi che, lette oggi, mi paiono particolarmente appropriate al momento che stiamo vivendo:

La trasformazione del mondo inizia con la trasformazione di sé

In questa nostra epoca l’uomo si trova di fronte a un autentico bisogno di trovare se stesso e di controllare la mente per potersi confrontare con un mondo in rapido cambiamento che attraversa una crisi profonda. La ricerca di sé, che un tempo era prerogativa esclusiva dei saggi, è ora divenuta una necessità vitale per tutti. Tale ricerca si presenta difficile a causa della generale confusione delle ideologie, dell’inflazione del linguaggio (usiamo sempre più parole che dicono sempre meno) e della mancanza di sicuri punti di riferimento. Il grande sviluppo tecnologico del mondo Occidentale e il progresso dell’uomo in molti campi è drammaticamente contraddetto dalle tragedie del Terzo Mondo, che toccano la coscienza dell’umanità intera. Drammi individuali e sociali affliggono tutti i paesi, ed è logico ipotizzare che la situazione si deteriorerà ulteriormente se si andrà avanti di questo passo. Pare stia avendo luogo una grande lotta tra forze evolutive e forze involutive.

È preciso dovere di ogni uomo intervenire affinché le negatività attuali non prevalgano; è possibile infatti presagire un mondo positivo solo qualora siano le forze costruttive insite nell’uomo a prevalere. La trasformazione, come tutti i saggi insegnano, parte dall’uomo stesso.

Molti individui, anche tra coloro che si trovano in posizioni di “potere”, paiono impotenti di fronte all’incalzare dei processi distruttivi e degenerativi, ed incapaci di promuovere rimedi efficaci. Si va diffondendo la sensazione d’essere in balia di forze che conducono verso pericoli ancor più grandi in un futuro prossimo, mentre il potere delle organizzazioni della malavita provoca già una guerra strisciante all’interno degli stati. Nello stesso tempo, molte manifestazioni positive fanno sperare in un mondo migliore. Si può notare il risveglio di una nuova sensibilità nei confronti della natura, ed è ora più realistico sognare che gli ideali di una governance mondiale possano un giorno realizzarsi, liberando il pianeta dall’incubo delle guerre. Esperienze umane, unite a scoperte scientifiche e tecnologiche, dimostrano che esiste un fermento evolutivo ricco di speranza.

Secondo alcuni studiosi della psicologia del profondo, proprio in tempi di trasformazione e caos l’uomo viene a trovarsi nelle condizioni ideali per prendere più rapidamente coscienza di sé e dell’anima. Purtroppo, nel materialismo imperante della cultura dei consumi, la religiosità — intesa come rapporto intimo con il mondo interiore e come contatto intuitivo con i livelli superiori dell’essere — è raramente presa in considerazione. Essa o viene bollata come una superstizione incapace di sopravvivere di fronte all’illuminismo razionale, oppure, tranne rare eccezioni, viene presentata solo a un livello mentale e dogmatico che non conduce ad alcuna autentica “trascendenza” o “rivelazione”. A volte la si considera un’ideologia staccata dalla vita reale; altre volte si ritiene valido solo ciò che è quantificabile in termini materiali.

Ma è nel campo interiore, non sondabile dalle scienze e dalle filosofie materialistiche, che da sempre l’uomo si trova a dover affrontare le realtà psichiche, ovvero l’essenza stessa della sua coscienza e consapevolezza. È certamente questa la direzione in cui muoversi per trasformare noi stessi e trovare le risorse che ci permetteranno di agire correttamente nel mondo e collaborare al bene comune. Solo un salto di qualità nella coscienza dell’uomo e la realizzazione dell’armonia da parte di ogni singolo individuo possono risolvere la problematica ecologica, politica, sociale, psicologica e spirituale degli abitanti del pianeta. Un elevato grado di autocoscienza va di pari passo con la salute psichica, indispensabile al successo in ogni campo: da quello affettivo, a quello lavorativo, fino alla relazione positiva con il reale che ci permette di celebrare la vita.

La condizione mentale dell’uomo comune è generalmente uno stato di grande confusione, tanto che la vera salute psichica appare spesso un ideale irraggiungibile anche per gli individui considerati clinicamente “sani”. Per ottenere un reale equilibrio interiore e trovare il sentiero che ci conduca a un rapporto trasparente con la nostra coscienza, dobbiamo “prenderci in cura”. Abbiamo bisogno di trovare il giusto atteggiamento e di dotarci degli strumenti efficaci per sanarci. Essi ci sono necessari per sconfiggere la confusione e i condizionamenti, giungendo a quell’autoconoscenza e a quella liberazione interiore che potranno concretizzarsi in una vita sana e felice. Ognuno è pienamente responsabile della propria pace interiore, aspetto sostanziale se si vuole essere in grado di creare e di amare. Solo questo potrà generare la pace individuale e, di riflesso, quella collettiva…”

Filippo Falzoni Gallerani, maggio 2012

“La sola rivoluzione è l’amore, tutte le altre sono solo rivolte.”

— J. Krishnamurti

FILIPPO FALZONI GALLERANI